Intervista ai creatori di Esseri Urbani. Il progetto italiano vincitore del premio New European Bauhaus e le nuove stelle emergenti

La New European Bauhaus è un'iniziativa creativa e interdisciplinare che mira a creare uno spazio di incontro per progettare futuri modi di vivere, situato al crocevia tra arte, cultura, inclusione sociale, scienza e tecnologia. Essa porta il Green Deal nei nostri luoghi di vita e richiede uno sforzo collettivo per immaginare e costruire un futuro sostenibile, che mette al centro l'inclusione e la bellezza. Di fronte alle sfide globali dei cambiamenti climatici, dell'inquinamento, della digitalizzazione e delle nuove tendenze demografiche c’è bisogno che tutte le cittadine e i cittadini prendano consapevolezza dell’importanza di tali tendenze, assimilandovi concetti e pratiche di sostenibilità ambientale, sociale ed economica e integrandoli a partire dai luoghi in cui vivono.bauhaus

In tale contesto la New European Bauhaus incoraggia i cittadini a intraprendere progetti che diano forma al Green Deal nei vari territori. Lo scorso 16 settembre sono stati assegnati i 10 premi per l'edizione 2021 tra le oltre 2000 candidature pervenute e ulteriori 10 premi alle “nuove stelle emergenti”, questi ultimi riservati a proposte presentate da giovani che non abbiano ancora compiuto trent’anni di età. Ben cinque delle venti realtà premiate sono state curate e promosse da associazioni o cittadini italiani. 

Il Centro Europe Direct Emilia-Romagna ha raccolto la testimonianza di Esseri Urbani, unico progetto vincitore che tra gli italiani rientra nei premi del “nuovo Bauhaus Europeo” nella categoria Mobilisation of culture, arts and communitiesTale progetto propone di utilizzare l'arte come strumento per leggere l'attualità e intervenire negli spazi urbani creando delle relazioni di senso tra i linguaggi artistici contemporanei, le architetture, la storia e la cultura dei luoghi anche avvalendosi di soluzioni tecnologiche innovative. Un’iniziativa che, come esplicitato nella loro descrizione “è anche una sfida: trasformare il patrimonio ambientale e culturale in un motore di crescita autonoma, autopropulsiva e sostenibile per questo territorio”. L’arte e la cultura tendono quindi a diventare un tutt’uno col territorio, perseguendo le priorità di sostenibilità, estetica e qualità dell'esperienza e mobilitazione delle comunità che sono i principi alla base del Nuovo Bauhaus europeo.

Abbiamo proposto allAPSU Jùse di Locorotondo, che ha promosso e curato Esseri Urbani, una breve intervista attraverso cui condividere impressioni, idee e progetti futuri:


 Come avete conosciuto l’iniziativa della New European Bauhaus e cosa vi ha spinto a candidarvi?  

«Svolgiamo normalmente un’attenta attività di monitoraggio sulle opportunità di finanziamento utili ai progetti che, come associazione, promuoviamo. E in questo modo abbiamo conosciuto anche il New European Bauhaus. Accrescere il budget a disposizione del progetto è necessario per consentirne la piena realizzazione e la follow up. Quello che ci rende particolarmente fieri di questo risultato è il fatto di poter conseguire gli obiettivi di progetto senza tradirne i principi fondanti, che sono anche quelli del nuovo Bauhaus europeo: la sostenibilità, la qualità dell’esperienza, l’inclusione e l’innovazione

 Qual è l’impatto che Esseri Urbani si propone di avere sul territorio? Ritenete di aver raggiunto gli obiettivi prefissati?   

«Esseri Urbani è un progetto modulare, che tocca diverse aree: promozione dell’arte contemporanea attraverso la proposta di talenti emergenti, riflessione sugli aspetti urbanistici, architettonici, storici e sociologici dei territori, rispetto dell’ambiente, inclusione sociale e accessibilità, innovazione tecnologica, qualificazione turistica, imprenditoria giovanile. Liberando l’arte dalla dimensione pietrificata e silenziosa dei musei, portandole per strada, nei luoghi in cui la vita quotidiana pulsa, trasformiamo la città in una sorta di “parco a tema”, in cui la presenza straniante delle installazioni artistiche invita le persone a soffermarsi sui luoghi, sugli odori, sui suoni, sui colori; su quegli aspetti storici o sociologici che altrimenti non coglierebbero. Ciò è reso possibile anche attraverso l’uso della tecnologia, che sfruttando le stesse dinamiche cognitivo-percettive dei social network induce il pubblico a cercare più a fondo, a scoprire cosa c’è dietro, a esplorare, come in un gioco di ruolo. Lungo il percorso è poi possibile imbattersi in altri micro circuiti espositivi, che offrono la possibilità di visitare edifici storici e chiostri, ma anche le botteghe di commercianti e artigiani. Ne consegue l’offerta di un'esperienza personalizzata, unica e irripetibile, fuori dalla logica dei grandi eventi e contraria all'idea di "turistificazione". Una particolare attenzione in tutto questo è riservata ai minori e agli ospiti diversamente abili. Si tratta di obiettivi ambiziosi, che vanno perseguiti con tenacia nel tempo affinché producano risultati rilevanti e duraturi. Noi siamo all’inizio di un percorso che, dopo tanti ostacoli, sta finalmente iniziando ad assumere caratteri di concretezza

Cosa avete apprezzato maggiormente dell’iniziativa New European Bauhaus?  

«Il New European Bauhaus ha offerto a tante giovani realtà un riconoscimento avulso dalle dinamiche settarie cui siamo – purtroppo – abituati. Si parla spesso di giovani al futuro, senza capire che il loro tempo è oggi. Il nuovo Bauhaus europeo accoglie questa urgenza. A seguito della pandemia, tutti si sono resi conto della necessità di ripensare l'atto espositivo e la pratica curatoriale ed esporre le opere d'arte negli spazi pubblici e aperti delle città è diventata pratica molto diffusa, ma per ragioni di necessità, se non – oseremmo dire – di sopravvivenza. Noi lo abbiamo fatto prima, come forma di affermazione democratica del diritto alla bellezza. Abbiamo aperto il progetto alle proposte curatoriali e artistiche di giovani talenti emergenti, al mondo del no profit, alle potenzialità espressive di quei soggetti ai margini di un sistema che punta i riflettori solo sulle realtà già istituzionalizzate, per favorire l'innovazione in un settore che in Italia - soprattutto nel Mezzogiorno - si limita a difendere posizioni già consolidate e acquisite.»

 Alla luce di questo riconoscimento, qual è il futuro di Esseri Urbani? Cosa vi aspettate dal progetto e in che direzione lavorerete?  

«La crisi economica che è derivata dalla pandemia non ci ha consentito di realizzare tutto ciò avevamo in mente, a causa della scarsità di risorse. Innanzi tutto, quindi, contiamo di portare a termine quanto già programmato nel 2022. Sicuramente ci saranno delle novità, sia nelle modalità di selezione dei progetti artistici che nella loro realizzazione e inserimento nel contesto urbano. Sotto questo aspetto lavoreremo soprattutto sul rafforzamento del rapporto tra progetto artistico, identità dei luoghi e attivazione delle comunità. Continueremo a rafforzare e consolidare la rete partenariale e a prolungare la programmazione delle attività. In futuro è nostro intento quello di implementare nel progetto forme di gemellaggio e cooperazione internazionale

 A questi link trovate il sito web del progetto di Esseri Urbani, la pagina Facebook e quella Instagram del progetto.

Di seguito, una breve presentazione delle quattro giovani realtà italiane premiate nel gruppo "nuove stelle emergenti".  

Categoria: Regenerated urban and rural spaces

 Porto di Mare Eco-District. Milano

Il progetto, nato da un’attività di ricerca multidisciplinare svolta da docenti e ricercatori del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano, ipotizza un modello di distretto che riconnetta l’area metropolitana di Milano con il suo interland e lo fa attraverso il caso studio dell’eco distretto Porto di mare, che sorge tra il centro della città e una zona rurale. L’obiettivo è quello di creare un distretto a misura d’uomo sul modello della “città in 15 minuti”, che offrà cioè tutti i tipi di servizi pubblici essenziali nel raggio di 15 minuti a piedi in ogni zona della città. Un progetto di rigenerazione urbana che mira a combinare aspetti di sostenibilità economica, sociale e ambientale

Categoria: Products and life style

 Materie Unite. Terni

Un progetto nato da una realtà del centro-Italia, connubio tra la tipografia Arti Grafiche Celori di Terni e giovani designer e architetti, Materie Unite si basa sull'unione di materiali riciclati, produzione digitale e artigianato made in Italy per dare vita ad arredi e spazi per l'allestimento sostenibili e realizzati con tecnica di taglio industriale e assemblaggio manuale che si adattino a qualsiasi spazio.

Categoria: Preserved and transformed cultural heritage

Ammodernamento del UNESCO di Ivrea. Ivrea

In tale progetto si propone di ripensare le pratiche di adeguamento degli edifici in modo da migliorarne l’efficienza termica ed energetica attraverso interventi che ne preservino le caratteristiche architettoniche e strutturali. Favorire la riduzione della dispersione energetica dei palazzi dello scorso secolo tra il 55 e il 65% potrebbe ridurre di circa il 40% il consumo energetico di tutta l’UE. Il metodo verrà testato su tre edifici emblematici del sito UNESCO della Città Industriale di Ivrea.

Categoria: Reinvented places to meet and share

Ricostruzione sociale post-emergenziale. Firenze

Ripartire dopo un disastro naturale per una comunità è spesso reso ancora più traumatico dalla mancanza di appigli dovuti alla perdita degli ambienti e delle dinamiche familiari. Spesso, le soluzioni abitative post-emergenziali non prendono in considerazione le reali esigenze delle comunità che hanno subito quei traumi. Tale progetto, partendo dal caso studio del paese di Accumoli, distrutto da un terremoto nel 2016, vuole ripensare nuovi metodi di strutturazione di una comunità post emergenziale prendendone in considerazione caratteristiche sociali, retaggi ed esigenze.

 

 

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