Conferenza di Alto Livello su Migrazione e Asilo – quali novità?

Ieri la Presidente della Commissione europea Von der Leyen ha tenuto il discorso di apertura della Conferenza Interparlamentare di Alto Livello su Migrazione e Asilo.

L’incontro è stato organizzato dai Presidenti del Parlamento europeo David Sassoli, del Bundestag tedesco Wolfgang Schäuble, del Parlamento Portoghese Rodrigues, e dell’Assemblea Nazionale Slovena Zorcic (questi ultimi rappresentanti del Trio di Presidenza) – facendo seguito alla recente presentazione del Nuovo Patto UE sull’Immigrazione, la cui ragion d’essere risiede proprio nella consapevolezza che occorre una strategia a lungo termine per la gestione dei flussi migratori, e una strategia che deve essere radicata nei valori UE.

Nel ricordare sia le origini non europee dei due medici che hanno scoperto in tempi record un potenziale vaccino contro il COVID-19, sia le tragiche vicende avvenute nei giorni scorsi al largo delle coste del Mediterraneo, Von der Leyen ha ribadito in apertura del discorso la complessità del fenomeno migratorio, e la conseguente necessità di una altrettanto articolata visione per la sua gestione.

Sassoli, dal canto suo, ha ricordato che l’Unione Europea ha la grande ambizione di costruire un’autonomia strategica in materia di digitale, sicurezza, clima, energia, ed economia. Di questo deve far parte anche una politica che intenda la migrazione come fenomeno strutturale, e non momentaneo, al cui centro ci siano le persone e la tutela della loro dignità.

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Tre sono i principali punti di partenza per la discussione. Innanzitutto, tutelare la vita di coloro che raggiungono l’Europa in cerca di protezione e asilo da trafficanti di esseri umani. In secondo luogo, le concrete preoccupazioni degli Stati membri mediterranei – Spagna, Italia e Grecia – che gli sforzi per gestire i flussi migratori eccedano le loro capacità senza adeguata solidarietà UE. Infine, la previsione di alcuni Stati dell’inadeguatezza dei loro sistemi nazionali a fronteggiare l'arrivo di ampi gruppi di migranti.

Alla luce di queste considerazioni, unite ad un inefficiente sistema comune di migrazione europeo, è stato elaborato il Nuovo Patto UE sull’Immigrazione, declinato in quattro pilastri.

1. Gestione forte ed equa dei confini esterni e procedure più rapide

Questo pilastro si articola in un’attività di screening pre-ingresso, procedura di asilo ed, eventualmente, rimpatrio. Parole chiave di tale procedimento sono equità e speditezza nella gestione delle domande. 

2. Equa ripartizione delle responsabilità e solidarietà

Definito come “meccanismo di solidarietà costante” o “di solidarietà flessibile”, esso introduce l’obbligo per ciascuno Stato membro di prendere parte alla gestione dei migranti, indipendentemente dal primo Paese in cui raggiungano il territorio europeo. In questo modo, laddove un Paese adempia i suoi doveri giuridici in materia di immigrazione, può contare sull’aiuto di altri Stati europei – i quali possono intervenire secondo tre modalità:

-          Ricollocare i migranti nel proprio territorio; oppure

-          Sponsorizzare il rimpatrio, ossia gestire tale procedimento per conto dello Stato presso cui il soggetto da rimpatriare si trova; oppure

-          Offrire sostegno operativo immediato e/o a lungo termine alla capacità di gestione dei sistemi nazionali.

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3. Partnership su misura con i Paesi terzi di provenienza

Il terzo pilastro prende le mosse dalla consapevolezza che le cause della migrazione sono molteplici e che sono da rinvenire nel Paese d’origine dei migranti – tra cui sono state menzionate povertà e mancanza di prospettive. L’UE continuerà dunque le discussioni con tali Paesi per definire partnership che tengano conto, ciascuna, delle esigenze proprie di ogni Paese. In tal modo si affronteranno le sfide comuni della tratta di esseri umani, di vie legali di migrazione, e dell’attuazione effettiva degli accordi di riammissione, al contempo rafforzando la credibilità del sistema di regole UE di rimpatrio.

4. Piano d’Azione per l’Integrazione e l’Inclusione

Nuove modalità per beneficiare a pieno della migrazione in UE sono necessarie, e per questo la Commissione si propone di definire un Piano d’Azione per favorire l’integrazione e l’inclusione dei migranti, chiarendone i diritti e i doveri in territorio UE per fare in modo che abbiano accesso a tutte le opportunità per realizzarsi.

Contesto e prossimi passi

Il Nuovo Patto sull’Immigrazione è frutto di incontri e discussioni tra i Commissari UE, gli Europarlamentari e i Governi nazionali. Quel che è emerso è la consapevolezza che non esiste una soluzione adatta ad ogni contesto. Al contrario, trovare un compromesso tra le differenze insite in ciascuno Stato membro è la chiave di volta per adeguare il sistema di gestione migratorio UE alla realtà del nostro tempo, secondo le parole di Von der Leyen.

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Il Presidente del Bundestag Schäuble ha parlato, in modo complementare, di “rendez-vous con la globalizzazione”, evidenziando la potenzialità di arricchimento delle nostre società europee derivanti dall’accoglienza e integrazione dei migranti.

Per rivedere il discorso: https://audiovisual.ec.europa.eu/en/video/I-198765.

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