Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo: al via a Bologna il primo incontro in presenza del mandato. Un’apertura nel segno di giovani, relazioni e ascolto
La Consulta è uno spazio stabile di confronto e progettazione che mette in relazione la Regione Emilia-Romagna con le proprie comunità nel mondo, favorendo la circolazione di idee, esperienze e opportunità e rafforzando legami che attraversano confini geografici e generazioni.
L’apertura: una comunità che si ritrova “dal vivo”
Ad aprire ufficialmente la tre giorni è stato il Presidente Matteo Daffadà, sottolineando il valore del ritrovarsi in presenza come momento “necessario e concreto”, perché la Consulta vive prima di tutto nelle relazioni e negli scambi che nascono guardandosi negli occhi.
Nel suo saluto, Daffadà ha richiamato il significato profondo di questo appuntamento nel cinquantesimo anniversario della Consulta, ricordandone la vocazione storica di ponte tra la Regione e le associazioni dei cinque continenti, e rilanciando una sfida centrale: parlare davvero ai giovani e intercettare le nuove migrazioni, sempre più mobili e discontinui.
La mattinata è proseguita con la relazione del Presidente e l’illustrazione delle attività in corso e delle linee di programmazione per il prossimo biennio, seguite dagli interventi dei Consultori e delle Consultrici.
Le parole dei vicepresidenti: giovani, diaspora, opportunità e patrimonio relazionale
Nel suo intervento, la vicepresidente Elena Ugolini ha indicato alcune priorità di lavoro: giovani e diaspora, il rafforzamento dei rapporti con le aziende e le eccellenze dell’Emilia-Romagna, e la necessità di moltiplicare le relazioni con attori strategici come ambasciate, Istituti Italiani di Cultura e ICE, integrando queste connessioni con le mission regionali. Ha definito la Consulta un vero “moltiplicatore di possibilità”, con un focus chiaro sulle nuove generazioni e su un impegno costante di ascolto.
Il vicepresidente Eduardo Zampar Morelli ha invece messo al centro il valore umano delle comunità all’estero: l’energia e l’amore con cui, spesso da volontari, tengono vivi legami e iniziative “di cuore”. Ha evidenziato la sete di cultura e la voglia di fare, citando il contesto brasiliano come particolarmente dinamico, e ha rilanciato l’uso dell’online come leva per ampliare impatto e partecipazione. Le relazioni costruite, ha ricordato, sono un patrimonio che cresce “da uno scambio, da un pranzo”, generando nuove idee e possibilità.
Un momento particolarmente intenso: le presentazioni dei Consultori
Uno dei passaggi più sentiti della mattinata è stato quello in cui tutti i Consultori e le Consultrici si sono presentati, condividendo provenienze, percorsi e motivazioni. Un giro di voci diverso per accenti e storie, ma unito dalla stessa radice: un momento molto emozionante, che ha reso palpabile il senso di comunità che la Consulta custodisce e rinnova.
Il programma dei prossimi giorni
I lavori proseguono oggi anche nel pomeriggio. La giornata si conclude con la presentazione delle Commissioni e dei Gruppi di lavoro e con la visione del documentario dedicato ai 50 anni della Consulta.
Domani, venerdì 13 febbraio, la mattina è prevista una visita allo stabilimento Fabbri 1905; nel pomeriggio, presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna (viale Aldo Moro 46), si terrà l’evento pubblico per il cinquantesimo anniversario, aperto alla cittadinanza, con convegno, tavola rotonda, mostra e proiezione del documentario.
Maggiori informazioni: https://www.assemblea.emr.it/emilianoromagnolinelmondo/attivita/bandi-attivita/iniziative/convegno-i-50-anni-della-consulta
I lavori si concluderanno sabato 14 febbraio con una mattinata dedicata a “Percorsi e opportunità”, tra approfondimenti culturali e istituzionali, contributi su enogastronomia, imprenditorialità, comunità all’estero e politiche regionali, seguiti dagli interventi dei Consultori, dalle conclusioni del Presidente ed eventuali votazioni finali.
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