Missione in Belgio per il presidente della Consulta Matteo Daffadà: “Le comunità all’estero risorsa strategica per l’Emilia-Romagna”
Missione lampo in Belgio, nelle giornate del 13 e 14 maggio, per il presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo Matteo Daffadà, impegnato in una serie di incontri con alcune delle comunità italiane presenti nel Paese per rafforzare il legame con i corregionali all’estero e valorizzarne il ruolo nella promozione culturale e sociale dell’Emilia-Romagna.
Prima tappa a Bruxelles, dove Daffadà ha visitato l’ufficio della Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’Unione europea. Successivamente si è svolto l’incontro con Anna Barbieri e Chiara Lorenzini dell’Associazione emiliano-romagnoli di Bruxelles, realtà composta in gran parte da giovani professionisti ed expat impegnati nelle istituzioni europee. Un confronto durante il quale sono emerse le numerose attività promosse dall’associazione per mantenere vivo il senso di comunità e il legame con il territorio d’origine.
La visita è poi proseguita a Genk, nel Limburgo belga, città simbolo della storica emigrazione italiana del dopoguerra. Qui vive ancora oggi una numerosa comunità di origine italiana, cresciuta attorno al lavoro nelle miniere che per decenni hanno rappresentato il cuore economico della regione. Durante l’incontro con Pier Luigi Paglia e Luciano Corsini dell’Associazione Emilia-Romagna di Genk, è stato approfondito il ruolo svolto dall’associazionismo nel custodire identità, tradizioni e memoria collettiva, accompagnando al tempo stesso l’evoluzione della comunità italiana dopo la chiusura delle miniere negli anni Ottanta.
Nella giornata del 14 maggio il presidente della Consulta ha inoltre incontrato il Console italiano a Bruxelles, Francesco Varriale, con il quale si è discusso del valore delle reti associative regionali all’estero come strumento di promozione del patrimonio culturale, sociale e imprenditoriale italiano.
«L’obiettivo della Consulta è chiaro – sottolinea Daffadà –: rafforzare una rete globale che oggi non è soltanto memoria dell’emigrazione, ma una risorsa strategica per il futuro dell’Emilia-Romagna».
La missione in Belgio conferma il ruolo centrale delle comunità emiliano-romagnole nel mondo, capaci di mantenere vivo il legame con le proprie radici e, allo stesso tempo, di rappresentare un importante punto di riferimento per la diffusione della cultura e dei valori del territorio anche oltre i confini nazionali.





