Londra, la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo incontra le comunità regionali nel Regno Unito

Dal 5 al 7 giugno 2026 la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo ha svolto una missione istituzionale a Londra per incontrare le comunità regionali presenti nel Regno Unito, rafforzare il dialogo con le associazioni emiliano-romagnole attive sul territorio e approfondire alcune delle principali sfide che oggi riguardano gli italiani all'estero, dalla promozione della lingua italiana ai servizi per le nuove generazioni.
Londra, la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo incontra le comunità regionali nel Regno Unito

Una missione che ha confermato ancora una volta il valore straordinario delle comunità emiliano-romagnole nel mondo: comunità che custodiscono la memoria dell'emigrazione, mantengono vivo il legame con i territori d'origine e costruiscono ogni giorno nuove opportunità di relazione tra l'Emilia-Romagna e i Paesi che le ospitano.

A rappresentare la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo è stata la vicepresidente Elena Ugolini, protagonista di un intenso programma di incontri con le associazioni regionali, le istituzioni italiane presenti a Londra e le realtà impegnate nella diffusione della lingua e della cultura italiana. Alla missione ha preso parte anche il vicepresidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Giancarlo Tagliaferri, mentre il supporto organizzativo e istituzionale è stato garantito da Diana Constantinescu dell'Area a supporto della Consulta.

La presenza della Consulta a Londra assume un significato particolare in un Paese che ospita una delle più numerose collettività italiane al mondo. Nel Regno Unito vivono infatti oltre 39 mila emiliano-romagnoli iscritti all'AIRE, una presenza che affonda le proprie radici nella grande emigrazione storica proveniente soprattutto dalle province di Piacenza e Parma e che oggi continua a rinnovarsi attraverso le nuove mobilità di studenti, professionisti e giovani famiglie.

In questo contesto, le associazioni degli emiliano-romagnoli rappresentano molto più di semplici luoghi di aggregazione: sono presìdi di identità, cultura e solidarietà, capaci di mantenere vivo il senso di appartenenza alla comunità regionale e di trasmetterlo alle nuove generazioni. È proprio questo patrimonio di relazioni che la Consulta continua a sostenere e valorizzare attraverso la propria attività istituzionale.

Lingua, cultura e nuove generazioni: l'incontro con la realtà educativa italiana a Londra

Uno dei principali obiettivi della missione è stato l'approfondimento del tema della lingua italiana e del suo ruolo nel mantenimento del legame tra le nuove generazioni e le proprie radici culturali.

Per questo motivo la vicepresidente Elena Ugolini ha incontrato i responsabili della SIAL School, l'unica scuola bilingue italiano-inglese presente nel Regno Unito e riconosciuta sia dalle autorità britanniche sia da quelle italiane. Nel corso del confronto con la dirigente Alessia Sbicca, con il presidente di SIAL Charity Alberto Pravettoni e con Francesca Nelson-Smith, fondatrice del progetto, è emerso il valore di questa esperienza educativa come presidio culturale e linguistico per le famiglie italiane residenti nel Regno Unito.

La visita ha rappresentato anche l'occasione per riflettere sulle prospettive future dell'insegnamento dell'italiano a Londra e sulle opportunità di rafforzamento dell'offerta formativa. Un tema particolarmente sentito dalla Consulta, che considera la trasmissione della lingua italiana uno strumento essenziale per mantenere vivo il rapporto tra le comunità all'estero e l'Emilia-Romagna.

Successivamente Ugolini ha incontrato Rosalia Sinaguglia, referente dei corsi di lingua italiana, insieme adAlessandro Gaglione, presidente del Comites di Londra. Dal confronto è emersa la necessità di sostenere e rafforzare la presenza dell'italiano nel sistema educativo britannico, soprattutto alla luce delle difficoltà che negli ultimi anni hanno interessato il settore a seguito della Brexit.

Tra le ipotesi emerse durante gli incontri vi è la possibilità di avviare percorsi sperimentali per la creazione di sezioni italiane o bilingui all'interno di scuole britanniche già interessate da attività di insegnamento della lingua italiana, valorizzando le esperienze esistenti e creando maggiori opportunità di continuità educativa.

Il dialogo con le istituzioni italiane presenti nel Regno Unito

consulta al consolatoLa missione ha previsto anche un importante momento di confronto istituzionale presso il Consolato Generale d'Italia a Londra.

All'incontro con il Console Generale Domenico Bellantone hanno partecipato Elena Ugolini, in rappresentanza della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, il vicepresidente dell'Assemblea legislativa Giancarlo Tagliaferri, il presidente del Comites di Londra Alessandro Gaglione.

Il confronto ha consentito di approfondire le principali questioni che interessano la collettività italiana residente nel Regno Unito, a partire dall'evoluzione dei servizi consolari e dagli effetti che il nuovo contesto post-Brexit continua a produrre sulla vita quotidiana dei cittadini italiani.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema dell'istruzione e della promozione della lingua italiana. In questo ambito sono stati condivisi gli spunti emersi durante gli incontri con le realtà educative londinesi, evidenziando la necessità di rafforzare gli strumenti capaci di mantenere vivo il patrimonio linguistico e culturale italiano tra le nuove generazioni.

L'incontro con le associazioni: il cuore della missione della Consulta

Uno dei momenti più significativi della visita è stato l'incontro con i rappresentanti delle associazioni emiliano-romagnole attive a Londra, ospitato presso il Circolo Italiano di Clerkenwell, nel cuoreassociazioni della storica "Little Italy" londinese.

Per la Consulta questo appuntamento ha rappresentato il cuore della missione.

Le associazioni degli emiliano-romagnoli nel mondo costituiscono infatti il principale strumento attraverso il quale si mantengono vivi i rapporti tra le comunità all'estero e i territori d'origine. Attraverso il loro lavoro volontario vengono promosse iniziative culturali, attività di solidarietà, momenti di incontro tra generazioni e progetti capaci di tramandare la memoria dell'emigrazione regionale.

Nel corso del confronto sono emerse le storie di una presenza emiliano-romagnola che continua a rinnovarsi. Accanto ai discendenti delle grandi migrazioni provenienti dall'Appennino parmense e piacentino convivono oggi giovani professionisti, studenti e famiglie che hanno scelto Londra come luogo di lavoro e di crescita personale.

Una comunità articolata e dinamica che continua a riconoscere nelle associazioni un punto di riferimento fondamentale e che conferma quanto il legame con l'Emilia-Romagna resti vivo anche a migliaia di chilometri di distanza.

Particolarmente suggestiva è stata la scelta di svolgere questo incontro a Clerkenwell, il quartiere che tra la fine dell'Ottocento e il Novecento è stato il principale punto di approdo dell'emigrazione italiana a Londra. Qui, attorno alla Chiesa di St Peter's e alle storiche reti associative della comunità italiana, si è sviluppata quella che veniva definita la "Little Italy" londinese. Un luogo che ancora oggi rappresenta un simbolico ponte tra la storia dell'emigrazione e le nuove mobilità contemporanee.

Villa Scalabrini, una grande festa della comunità emiliano-romagnola

festa scalabriniLa missione è proseguita con la partecipazione all'evento organizzato dalla Federazione delle Associazioni Piacentine a Londra presso Villa Scalabrini, luogo simbolico dell'emigrazione italiana nel Regno Unito.

L'iniziativa, inserita nel progetto "Voci piacentine a Londra: percorsi e legami" sostenuto dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, ha riunito oltre 250 partecipanti in una giornata che ha celebrato il valore delle radici, della memoria e della partecipazione associativa.

La presenza di tante famiglie, giovani e rappresentanti delle associazioni ha offerto una testimonianza concreta della vitalità della comunità emiliano-romagnola nel Regno Unito e della capacità delle associazioni di creare occasioni di incontro e di trasmissione della propria identità culturale.

Particolarmente significativo è stato il riconoscimento conferito a Giovanni Antonioni, fondatore e presidente dell'Associazione Pedina Val d'Arda, per il contributo offerto nel corso degli anni alla crescita della comunità piacentina a Londra.

Per la Consulta, momenti come questo rappresentano molto più di semplici occasioni celebrative: sono la dimostrazione concreta di come le comunità emiliano-romagnole nel mondo continuino a essere protagoniste di un patrimonio di relazioni umane, culturali e sociali che arricchisce l'intera Regione.

La serata ha inoltre evidenziato la capacità delle associazioni di costruire relazioni tra territori e generazioni diverse, coinvolgendo non soltanto i discendenti dell'emigrazione storica ma anche i giovani emiliano-romagnoli arrivati più recentemente nel Regno Unito. Una comunità che continua a evolversi senza perdere il proprio legame con le radici.

La memoria dell'emigrazione come patrimonio condiviso

messaLa missione si è conclusa con la partecipazione alla Santa Messa dei piacentini presso la Chiesa italiana di St Peter's Church, luogo simbolo della presenza italiana a Londra.

La celebrazione ha rappresentato un momento di raccoglimento e di memoria dedicato alle generazioni di emiliano-romagnoli che nel corso del tempo hanno contribuito alla crescita delle associazioni e delle comunità regionali nel Regno Unito.

All'interno della chiesa sono custoditi importanti simboli della presenza emiliano-romagnola a Londra, tra cui la statua di Santa Franca, particolarmente cara alla comunità piacentina, e la targa commemorativa dedicata alle vittime dell'Arandora Star.

Il ricordo della tragedia del 2 luglio 1940, nella quale persero la vita centinaia di italiani, tra cui numerosi emiliano-romagnoli provenienti dall'Appennino parmense e piacentino, continua a rappresentare un elemento fondamentale della memoria collettiva delle nostre comunità all'estero.

Non a caso proprio a questa vicenda l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha dedicato la Giornata degli emiliano-romagnoli nel mondo, istituita per valorizzare la storia, il sacrificio e il contributo delle comunità regionali emigrate. Una ricorrenza che testimonia come la memoria dell'emigrazione non appartenga soltanto al passato, ma continui a essere parte integrante dell'identità contemporanea della nostra Regione.

Comunità che tengono unita l'Emilia-Romagna nel mondo

La missione della Consulta a Londra ha confermato ancora una volta la straordinaria vitalità delle comunità emiliano-romagnole nel Regno Unito e il ruolo insostituibile svolto dalle associazioni nel mantenere vivo il legame con la Regione.

Attraverso il lavoro quotidiano dei volontari, la trasmissione della memoria, la promozione della cultura italiana e il sostegno alle nuove generazioni, queste realtà continuano a rappresentare un ponte tra l'Emilia-Romagna e il mondo.

La visita londinese ha mostrato come il patrimonio più prezioso costruito dall'emigrazione non sia soltanto fatto di storie individuali, ma soprattutto di comunità capaci di rimanere unite nel tempo, di custodire le proprie radici e di trasformarle in una risorsa per il futuro.

È in questa rete di relazioni, esperienze e valori che la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo continua a riconoscere una delle sue missioni più importanti: accompagnare, sostenere e valorizzare le comunità regionali all'estero, rafforzando un legame che continua a rendere l'Emilia-Romagna una comunità senza confini.

 

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