La missione in Nord America, le ultime giornate in Canada: a Montreal e Ottawa il legame con le comunità e le radici emiliano-romagnole

La missione della Regione Emilia-Romagna in Nord America, con la partecipazione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, si conclude in Canada con gli incontri a Montreal e Ottawa. Dalla promozione delle eccellenze regionali alla formazione, fino al confronto con le associazioni e le comunità locali, le ultime tappe hanno valorizzato il legame con le radici emiliano-romagnole e le opportunità di collaborazione per il futuro.
La missione in Nord America, le ultime giornate in Canada: a Montreal e Ottawa il legame con le comunità e le radici emiliano-romagnole

La missione della Regione Emilia-Romagna in Nord America, con la partecipazione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, si conclude in Canada con le tappe di Montreal e Ottawa. Dalla promozione delle eccellenze agroalimentari alla formazione, dagli incontri con le associazioni alle visite nei luoghi simbolo della comunità italo-canadese, le ultime giornate hanno confermato il ruolo fondamentale delle comunità all’estero nel mantenere vivo il rapporto con la regione e nel costruire nuove opportunità di scambio e collaborazione. 

Montréal: promuovere le eccellenze regionali e investire nella formazione

La giornata di venerdì a Montréal si è aperta con un breakfast panel che ha coinvolto operatori del mercato del Québec, in prevalenza importatori, distributori e ristoratori. L’incontro aveva l’obiettivo di comprendere meglio le aspettative degli operatori e dei consumatori finali rispetto alle numerose eccellenze DOP e IGP dell’Emilia-Romagna e individuare le strategie più efficaci per promuoverle sul mercato canadese.

Dal confronto è emerso un riconoscimento pressoché unanime della qualità dei prodotti della nostra regione. Allo stesso tempo, i partecipanti hanno evidenziato quanto sia ancora necessario lavorare per accompagnare i consumatori nella scoperta e nell’apprezzamento di queste produzioni: non soltanto per le loro caratteristiche, ma anche per la storia che raccontano, il legame con i territori di origine e l’artigianalità che ancora contraddistingue molte lavorazioni.

Un passaggio importante per comprendere come la promozione delle eccellenze regionali debba andare oltre la semplice presentazione dei prodotti e valorizzarne anche la cultura e l’identità.

A seguire, una parte della delegazione si è spostata all’ITHQ – Institut de Tourisme et d'hôtellerie du Québec, una realtà unica nel panorama formativo canadese. È infatti l’unica scuola del Québec a offrire percorsi di istruzione secondaria, universitaria e formazione continua nei settori della ristorazione e dell’ospitalità.

Una delle sue particolarità è la possibilità per gli studenti di sperimentare direttamente quanto appreso: l’Istituto ha sede presso un hotel gestito dalla scuola stessa e dispone anche di due ristoranti, uno dei quali inserito nella lista Michelin 2025. In queste strutture gli studenti possono svolgere attività pratiche e mettere alla prova le competenze acquisite durante i numerosi corsi.

Tra i percorsi offerti spicca quello dedicato alla cucina italiana, un corso triennale che, secondo quanto illustrato durante la visita, rappresenta un'offerta unica in Canada. Il programma prevede anche periodi di tirocinio in Emilia-Romagna, in particolare presso ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana e Casa Artusi, due importanti realtà regionali nel campo della formazione e della cultura gastronomica.

Un’esperienza che rappresenta un collegamento concreto tra il sistema formativo canadese e le competenze presenti in Emilia-Romagna, offrendo agli studenti l’opportunità di conoscere direttamente i prodotti, le tradizioni e i territori da cui nasce la cucina italiana.

Le eccellenze enogastronomiche e il ruolo delle comunità all’estero

La giornata è proseguita con un evento dedicato alla promozione dell’enogastronomia emiliano-romagnola, ospitato in un prestigioso hotel del centro di Montreal: il Sofitel Montreal Golden Mile. L’iniziativa è stata promossa dalla Regione Emilia-Romagna insieme alla Camera di commercio italiana in Canada, all’ITHQ e allo stesso Sofitel.

Anche in questa occasione, protagonisti sono stati i prodotti DOP e IGP della nostra regione e le eccellenze della cucina italiana, presentati a operatori e ospiti come espressione di un patrimonio fatto di qualità, tradizione e legame con il territorio.

Dopo i saluti del Console generale d’Italia a Montreal, Enrico Pavone, e gli interventi istituzionali della delegazione emiliano-romagnola, il presidente della Consulta Matteo Daffadà ha voluto richiamare il rapporto profondo tra la città canadese e l’Emilia-Romagna, sottolineando il contributo delle associazioni e delle comunità nella promozione del territorio.

«Il forte legame che lega Montreal alla nostra regione, come testimonia anche la presenza in città dell’Associazione presieduta da Paolo Benzi. Il ruolo che le nostre comunità possono avere nella promozione di tutta la nostra regione – musica, cultura, motori, eccellenze enogastronomiche – è fondamentale e costituisce un tassello importante anche per coloro che vogliono scoprire il nostro territorio dove tutte queste eccellenze nascono e continuano a vivere».

Un messaggio che mette al centro il valore delle comunità emiliano-romagnole: attraverso le associazioni, le iniziative culturali e la promozione delle eccellenze, queste realtà rappresentano un punto di riferimento per chi vive all’estero e, allo stesso tempo, un ponte per far conoscere l’Emilia-Romagna a chi ancora non la conosce.

La giornata si è conclusa con una cena insieme ad alcuni rappresentanti dell’Associazione Emilia-Romagna in Canada, alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, l’assessore Alessio Mammi e la sottosegretaria Manuela Rontini. Un ulteriore momento di incontro e condivisione con una comunità che da anni mantiene vivo il rapporto con la propria terra d’origine.

Nel quartiere italiano di Montréal, tra attività commerciali e luoghi della comunità

La mattinata di sabato è stata dedicata alla scoperta di alcune realtà del quartiere italiano di Montreal, un’area della città in cui sono ancora numerosi i locali e le attività gestiti da cittadini di origine italiana e dove ogni anno si svolgono festival e iniziative dedicate al nostro Paese.

La delegazione regionale ha visitato alcune attività che vendono prodotti ed eccellenze del territorio emiliano-romagnolo, incontrando chi contribuisce ogni giorno a far conoscere le produzioni e le tradizioni della nostra regione anche attraverso il commercio e la ristorazione.

La visita è proseguita al Centro Leonardo Da Vinci, importante polo culturale, sociale e sportivo situato nella periferia della città. Inaugurato nel 2022, il Centro è stato fortemente voluto e sostenuto dalla comunità italo-canadese e dalla Fondazione Comunitaria Italo-Canadese del Québec.

Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare le radici italiane e promuovere gli scambi interculturali, offrendo uno spazio di incontro e partecipazione per la comunità. Una realtà che testimonia ancora una volta quanto siano importanti l’impegno collettivo e il sostegno delle famiglie e delle associazioni nella costruzione di luoghi capaci di custodire la memoria e, allo stesso tempo, guardare al futuro.

Ottawa: una comunità che continua a sentirsi parte dell’Emilia-Romagna

Nel pomeriggio di sabato il presidente della Consulta Matteo Daffadà si è spostato a Ottawa per incontrare il direttivo e alcuni membri dell’Associazione Emiliana di Ottawa, presieduta da Larry Bertuzzi.

La cena, organizzata dall’associazione presso lo storico ristorante Mamma Teresa, è stata un momento particolarmente significativo per incontrare la comunità emiliano-romagnola della capitale canadese.

Il ristorante è stato aperto nel 1970 da Teresa, madre di Giulino Boselli, arrivati negli anni Sessanta del secolo scorso dall’Appennino parmense. Una storia familiare che si intreccia con quella dell’emigrazione emiliano-romagnola e con la capacità di mantenere vive, anche a migliaia di chilometri di distanza, le proprie tradizioni.

Nel suo saluto, Daffadà ha voluto sottolineare il senso di vicinanza incontrato in tutte le tappe della missione:

«Venire qui è come essere a casa. In questi giorni, a New York, a Toronto, a Montreal e oggi qui con voi, è come essere in famiglia. E questa sensazione è dovuta al grande lavoro che voi tutti fate per mantenere vive le storie, le tradizioni e il legame con i borghi da cui voi o i vostri genitori o nonni siete partiti, ma che portate sempre nel cuore».

Parole che restituiscono il significato più profondo degli incontri con le associazioni: riconoscere il lavoro di chi, nel tempo, ha continuato a coltivare le proprie origini, trasmettendo storie, tradizioni e senso di appartenenza anche alle nuove generazioni.

Uno sguardo al futuro: verso i 50 anni dell’Associazione Emiliana di Ottawa

La missione si è conclusa domenica mattina, sempre a Ottawa, con un ulteriore incontro tra i presidenti Paolo Benzi e Larry Bertuzzi, per esplorare e programmare le progettualità delle due associazioni per i prossimi anni.

Tra gli appuntamenti futuri, un’attenzione particolare è stata dedicata al 2029, quando l’Associazione Emiliana di Ottawa celebrerà i suoi primi 50 anni di attività: un traguardo importante, che rappresenta un’occasione per valorizzare la storia dell’associazione, il contributo delle persone che l’hanno fatta crescere e il legame con l’Emilia-Romagna.

Con gli incontri di Montreal e Ottawa si chiude così la missione della Regione Emilia-Romagna in Nord America, che ha attraversato Stati Uniti e Canada, toccando New York, Toronto, Montreal e Ottawa. Giorni di appuntamenti istituzionali, occasioni di promozione economica e culturale, ma soprattutto incontri con le associazioni e le comunità emiliano-romagnole.

Un viaggio che ha permesso di conoscere da vicino le tante forme attraverso cui il legame con la regione continua a vivere nel mondo: nella cultura, nella lingua, nel cibo, nelle relazioni tra le persone e nei progetti che guardano alle generazioni future. Perché le comunità all’estero non sono soltanto custodi di una storia di emigrazione, ma interlocutori attivi con cui continuare a costruire nuove relazioni e opportunità per l’Emilia-Romagna.

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