Perché contattarla

La Consigliera di parità offre un servizio di consulenza gratuito, riservato e, per chi lo desidera, anonimo a lavoratrici e lavoratori che ritengano di aver subito:

      • discriminazione nell'accesso al lavoro o sul luogo di lavoro, nello sviluppo della carriera
      • discriminazione nell'accedere a corsi di formazione
      • difficoltà a vivere serenamente la maternità e il lavoro
      • difficoltà a conciliare il lavoro con la paternità o con la cura dei familiari
      • discriminazione nel livello di retribuzione
      • il licenziamento in quanto donna
      • mobbing e molestie sul luogo di lavoro

 

Un Ente pubblico che

  • deve costituire il Comitato unico di garanzia - CUG
  • deve presentare il Piano di azioni positive in base all'art. 7 del D.Lgs. 198/06

 

Un'azienda che voglia

  • valorizzare la presenza femminile
  • accedere ai finanziamenti previsti dal D.Lgs. 198/06
  • imprenditori e imprenditrici che vogliono promuovere azioni positive per realizzare le pari opportunità nella propria azienda anche attraverso progetti e finanziamenti

 

La missione della Consigliera di parità è

  • favorire l'occupazione femminile
  • realizzare l'uguaglianza tra uomo e donna nel lavoro
  • controllare l'attivazione dei principi di pari opportunità e di non discriminazione sul lavoro

 

La Consigliera ha la possibilità di adire in via di urgenza al Giudice del Lavoro o al Tribunale Amministrativo Regionale per far cessare il comportamento pregiudizievole del datore di lavoro che abbia causato la discriminazione.
A lei ci si può rivolgere anche per accedere ai finanziamenti previsti dalla legge per le azioni positive e per presentare progetti di riorganizzazione aziendale che valorizzino le differenze.

Alla Consigliera possono rivolgersi tutte le donne che ritengono di aver subito discriminazioni nell'accesso al lavoro, nella retribuzione, nella possibilità di frequentare corsi di formazione professionale, in quella di fare carriera all'interno dell'azienda e quelle i cui diritti sono stati contrastati in caso di maternità o che sono state licenziate perché donne.

Possono quindi rivolgersi alla Consigliera di parità, lavoratrici e lavoratori che hanno difficoltà a conciliare il lavoro con la maternità o paternità o con la cura dei familiari; imprenditrici e imprenditori che vogliono promuovere azioni positive per realizzare le pari opportunità nella propria azienda, anche attraverso progetti e finanziamenti, o dare visibilità al loro operato attraverso l'adesione alla carta per le pari opportunità.

Alla Consigliera possono rivolgersi anche amministrazioni pubbliche che hanno costituito il Comitato unico di garanzia per promuovere il benessere organizzativo e contrastare ogni forma di discriminazione e di violenza morale e psichica dei lavoratori e intendono promuovere momenti di formazione e di scambio di esperienze e buone prassi.

(ultimo aggiornamento 08/05/2020)

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