Donne invisibili. Volontariato e diritti oltre le sbarre

Spesso invisibili nella narrazione pubblica, le donne detenute sono una minoranza ristretta in luoghi pensati per gli uomini. In questo incontro promosso in occasione della Giornata internazionale della Donna, vogliamo accendere una luce sulle storie di donne detenute e valorizzare il contributo delle volontarie impegnate negli istituti penitenziari. Partire da questa minoranza permette di ampliare lo sguardo sui diritti di tutte le donne e sulle disuguaglianze ancora presenti nella società.
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09mar
  10:30 - 12:00     Biblioteca Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna (viale A. Moro, 46 Bologna)
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9 marzo_solo titolo

Incontro con: Maurizio Fabbri, Presidente dell’Assemblea legislativa; Elena Carletti Presidente Commissione assembleare Parità, Diritti delle Persone e Cultura; Roberto Cavalieri Garante regionale dei detenuti; Giulia Fabini Presidente Antigone Emilia-Romagna; Alba Piolanti Udi (Unione Donne in Italia) Bologna.

In Italia le donne detenute rappresentano una minoranza che si attesta da anni attorno al 4–4,3% della popolazione carceraria. Al 31 dicembre 2025 risultano 2.754 le donne presenti negli istituti penitenziari, e circa l’80% vive in sezioni femminili all’interno di carceri maschili. Questa collocazione marginale in strutture e programmi pensati prevalentemente per uomini, si traduce in una minore attenzione ai loro bisogni specifici: salute, benessere psicologico, spazi adeguati, percorsi trattamentali e formativi, sostegno alla genitorialità.
Le donne detenute risultano inoltre più esposte a sofferenza emotiva, atti autolesivi, povertà, precarietà abitativa, fragilità familiare e a un forte doppio stigma: per il reato commesso e per la trasgressione dei ruoli associati alla femminilità e alla maternità.
In questo contesto, il volontariato svolge un ruolo determinante, offrendo ascolto, supporto emotivo, opportunità culturali e possibilità di crescita personale.

Il ruolo del volontariato
La Regione Emilia-Romagna ospita una rete di realtà impegnate stabilmente in percorsi di sostegno, mediazione, formazione e reinserimento. Tra le esperienze più significative figurano l’operato dell’Unione Donne in Italia (UDI) Bologna, i laboratori e i progetti di reinserimento delle cooperative sociali, e il lavoro delle volontarie impegnate nel supporto psicologico e culturale. Il volontariato si dimostra decisivo per ridurre la recidiva, sostenere la dignità delle persone e ricostruire reti di supporto spesso assenti.