Performance

Misurare e valutare la propria performance per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Sono queste le principali novità previste dal decreto 74/2017 che ha cambiato il sistema di valutazione nella Pa, puntando su performance organizzativa e produttività del lavoro e su indicatori misurabili e verificabili

Un ciclo, quello delle performance, che in Assemblea comprende 4 fasi (pianificazione; programmazione; monitoraggio; misurazione, rendicontazione e valutazione) e coinvolge 4 attori:  

  • l’Ufficio di presidenza (Up) che fissa gli indirizzi, definendo le priorità politiche e gli obiettivi strategici;
  • la dirigenza che li attua;
  • l’Organismo indipendente di valutazione (Oiv) che valida i risultati;
  • il dipartimento di Funzione pubblica che controlla.

Ma cosa succede nel concreto?

A loro volta corredati di indicatori di risultato (cioè l’output prodotto) e di target (cioè il valore di riferimento in base al quale misurare le azioni), gli obiettivi operativi assegnati ai dirigenti confluiscono nel Piano triennale delle performance, il principale strumento di pianificazione dell’Assemblea.

Dal Piano, che è oggetto di revisione annuale, discende il Programma annuale di attività, lo strumento di programmazione delle azioni che la dirigenza intende attuare per il conseguimento degli obiettivi.  

A chiudere il cerchio la Relazione annuale sulle performance, cioè la rendicontazione dei risultati all’Up che la approva entro il 30 giugno di ogni anno dopo la validazione da parte dell’Oiv.

Dalla misurazione della performance organizzativa discende anche quella individuale, con la previsione di premi e trattamenti economici differenziati.

(ultimo aggiornamento 12/06/2019)

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