Microstorie di guerra nelle lettere dal fronte

27.10.2016

volume grande guerraSempre maltempo siamo tutti infangati, io sono senza scarpe. Abbiamo 3 feriti e un morto. Vado a fare un giro di ricognizione sulla strada per vedere come sono messe le mitragliatrici. Comp. Cecco mi spara dietro 6 colpi che in verità avevo già creduto di morire”. Così scrive nel suo diario il mirandolese Massimiliano Cavazza il 21 settembre del 1916 dalle zone di guerra. Nello stesso periodo, Contardo, di Cavezzo (Mo), si rivolge amorevolmente alla moglie Amalia senza risparmiare una dura critica a chi l’aveva mandato al fronte: “Mio bene, non sò scordarti un istante, e continuamente ti sogno e vedi eterno amore mio che l’unico pensiero, che non mi tralascia mai è quello che presto abbia termine questa maledetta guerra (e maledetti chi l’ha voluta) per ritornare per sempre in seno a te e Floretta che pazzamente vi amo e vi adoro”. E c’è chi, come Luigi Veratti, nella sua cartolina datata 1^ gennaio del 1916, rivolgendosi al “padrone” Rodolfo Escher descrive la dura realtà della trincea, ben diversa dai racconti pubblici: “Qui è una vita misera e tutto quello che dicono i giornali potrebbero vanzare di pubblicarlo perché è vero un bel niente”.

Sono alcune delle testimonianze private che ci sono arrivate grazie alle “scritture di guerra” raccolte nel volume #grandeguERra. Microstorie di guerra nelle lettere dal fronte dei soldati emiliano-romagnoli, presentato in Assemblea legislativa regionale dalla presidente, Simonetta Saliera, dal vicepresidente, Fabio Rainieri, da uno dei curatori, Carlo De Maria, e da Luca Alessandrini, presidente dell'Istituto per la storia e le memorie del '900 Parri Emilia-Romagna. Dopo la mostra allestita nel novembre 2014 - e tuttora itinerante nelle scuole e nelle istituzioni della regione, #grandeguERra. L’Emilia-Romagna tra fronte e retrovia - l’Assemblea legislativa presenta la seconda parte di un progetto biennale intrapreso in occasione del centenario della Prima guerra mondiale (1914-2014). Nel volume - a cura di Mirco CarrattieriCarlo De MariaLuca GorgoliniFabio Montella - il racconto confidenziale di una tragedia da subito celebrata e mitizzata dalle fonti ufficiali ma che, attraverso cartoline militari, cartoline postali, biglietti, lettere e fotografie rinvenute in archivi pubblici e privati dell’Emilia-Romagna, i protagonisti impegnati al fronte descrivono tra disagi, punizioni, paura, disillusione e ribellione.

“Grazie anche all’apporto ricevuto da alcuni privati che hanno colto l’invito a mettere a disposizione le fonti custodite negli archivi di famiglia, con questa ricerca- ricorda la presidente Saliera- abbiamo voluto raccontare come l’Emilia-Romagna visse il primo conflitto mondiale, quella prima e grande tragedia del ‘900 che con i suoi morti e la sua eredità aprì le porte al fascismo, al nazismo, all’Olocausto. Il punto di vista scelto per questa ricerca è quello di coloro che non hanno voce nella Storia ufficiale, ma che loro malgrado ne sono stati protagonisti. Le lettere, le cartoline e le comunicazioni non censurate che intercorsero tra i soldati e le loro famiglie e le loro comunità ci raccontano, con le loro scritture approssimative, le condizioni disumane in cui vissero, la paura e il coraggio, a volte la rassegnazione ma anche la ribellione interiore. E, nonostante tutto, ci testimoniano che furono quei ragazzi semianalfabeti, che parlavano cento dialetti e che riuscivano comunque a comprendersi, che alla fine portarono alla vittoria uno Stato che non rappresentava tutti gli italiani”.

L'importanza della storia appresa dai racconti e dalle voci dei diretti protagonisti è stata sottolineata dal vicepresidente Rainieri: "Giuseppe Verdi diceva che non c'è futuro senza passato. L'Assemblea legislativa continuerà a impegnarsi sui temi della Memoria del '900 con altre iniziative di ricerca e con attività rivolte in particolare ai giovani, perché conoscere quello che è successo è necessario e fondamentale per la crescita di nuove generazioni, di persone in grado di trarre insegnamenti dal passato e fare meglio".

Carlo De Maria, direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Forlì-Cesena e presidente di Clionet Emilia-Romagna e Marche - Associazione di ricerca storica e promozione culturale, rimarca il grande interesse che gli storici hanno, nel centenario della Prima guerra mondiale, per le lettere, le cartoline, i biglietti e i diari personali , "documenti in gran parte scritte da fanti contadini, espressione di un Paese allora prevalentemente rurale e con altissimo tasso di analfabetismo. Queste persone- prosegue– acquisirono una abitudine alla scrittura proprio durante la guerra per esigenze pratiche, di contatto con chi restava e anche per esigenze autobiografiche nei diari, per fare ordine mentale rispetto ad una esperienza drammatica come la vita al fronte. Si tratta di una documentazione dispersa, non facilmente raggiungibile e quella presentata nella pubblicazione è stata reperita scandagliando gli archivi storici della regione, alla ricerca di fondi archivistici non valorizzati, e in parte proveniente da archivi privati".

“L’esperienza della mobilitazione e la vita in trincea ebbero una notevole influenza sulle pratica di lettura e scrittura e anche linguistica degli italiani, a partire da quelli che vennero chiamati al fronte”, segnala Luca Gorgolini, direttore del Dipartimento di Storia - Università degli Studi di San Marino e docente di Storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia. “Secondo alcune stime- prosegue- durante il periodo bellico le lettere e le cartoline da e per il fronte furono in Italia complessivamente 4 miliardi. Migliaia di pagine redatte da contadini, operai, artigiani. Testi spesso brevi, scarni, ma quasi sempre straordinariamente intensi verso i quali si è rivolta un’attenzione crescente da parte degli studiosi, i quali hanno utilizzato questi documenti per la loro pregnanza euristica allo scopo di indagare e ricostruire la storia del primo conflitto mondiale del ‘900 al di fuori di intenti monumentali e celebrativi”.

Ecco il volume promosso dall’Assemblea legislativa "#grandeguERra. Microstorie di guerra nell lettere dal fronte dei soldati emiliano-romagnoli" 

Il VIDEO realizzato per l'iniziativa

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