Una prospettiva privilegiata...

03.08.2020

Tra gli episodi singolari che mi sono capitati da quando lavoro nella Regione Emilia-Romagna, un paio si riferiscono al periodo in cui ho svolto l’attività di conciliatore tra i cittadini emiliano-romagnoli - quali utenti - e le società di telecomunicazioni elettroniche.

Certo, l'angolo di visuale della mia posizione era del tutto avvantaggiato, diciamo privilegiato, per intravvedere comportamenti, atteggiamenti, azioni e situazioni riguardanti le persone, che per un qualsiasi altro dipendente della pubblica amministrazione sarebbe stato difficile, se non impossibile, constatare così da vicino. Tante e tali erano le persone, che quotidianamente transitavano negli uffici per le udienze di conciliazione, da consentirmi un continuo riscontro con alcune peculiarità del carattere umano.

Non dimentico, infatti, un aneddoto occorso ad una mia collega, la quale, uscendo dalla stanza, dopo una lunga ed estenuante discussione finalizzata alla composizione delle parti, non poteva credere che il soggetto utente avesse strappato a morsi le bollette in segno di esemplare protesta nei confronti della protervia del suo fornitore del servizio di telecomunicazione! La cosa, passati i primi minuti di concitata preoccupazione, coinvolse tutti i presenti in una fragorosa e liberatoria risata, nella consapevolezza che si era giunti in conclusione, pur rocambolescamente, ad una composizione delle parti…

Un'altra volta, una giovane mamma, con al seguito la prole, mi diede l'opportunità di scoprire mie inaspettate doti di self control, allorquando, con fare impassibile iniziò ad esporre la sua posizione dicendo: "io mi lego alla sedia e da qui non me ne vado, fino a che non ho ottenuto ciò che chiedo"… Mentre parlava, estrasse una lunga corda, trafficando come per avvolgersela attorno. In questo caso, altro che risate… La situazione era di un drammatico e gravoso che ci volle tutta la calma e il tatto di questo mondo per poterne uscire senza ulteriori drammatizzazioni!

Per concludere con un colpo da cabaret, non posso trascurare di rievocare un altro episodio.

Nella consueta rilettura del verbale, dopo l'accordo, è prassi che il conciliatore rilegga ad alta voce il testo dell'accordo e anche le coordinate IBAN del conto corrente su cui va fatto il bonifico per gli indennizzi dovuti. Ebbene, un utente un po' naif e dall'udito non perfettamente raffinato si mise a urlare e a protestare, dicendo che il bonifico non andava fatto a "Ivan", ma a lui in persona…!

Nicola Marzo

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