L'esperienza da consigliere regionale e la passione per la Buona politica

08.07.2020

Verso la fine del 1999 l'Onorevole Pierluigi Castagnetti chiese informazioni sul mio conto, perché voleva inserirmi nel listino del Presidente della Regione in occasione delle elezioni regionali l’anno successivo. Nonostante il mio essere “digiuna di politica”, si contava sul mio nome molto conosciuto, sulla mia sicura tradizione democratica e sulla mia profonda fede cattolica. L’intermediario di questo interesse fu l’Onorevole Mario Tesini, ma l’attenzione verso la mia persona era partita ben prima dal mio grande amico Nino Andreatta che da pochi mesi era in coma. Pur con molta paura accettai, soprattutto per rispetto a Nino al quale ho sempre voluto molto bene.

Il Presidente della Regione in quella legislatura era lo straordinario Vasco Errani, affiancato dal Presidente del Consiglio Antonio La Forgia. Fui eletta Consigliere Regionale dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna e membro delle Commissioni “Turismo, Cultura, Scuola, Formazione Lavoro e Sport” e “Attività Produttive”. Sono stati 5 anni molto importanti ed affascinanti. Durante questo periodo ho avuto il privilegio di sedere vicino a Graziano Delrio e Luigi Gilli, che con me formavano il gruppo consiliare della Margherita, ed ero attorniata dai Colleghi dei Democratici di Sinistra Gian Carlo Muzzarelli, Andrea Gnassi, Silvia Bartolini, Fabrizio Matteucci e Massimo Mezzetti con i quali ho mantenuto nel tempo rapporti sinceri. Inoltre non posso dimenticare l'Assessore alla Sanità, Giovanni Bissoni, uomo di grande valore e, in modo diverso, il simpaticissimo Leonardo Masella con il quale instaurai un cordialissimo rapporto. Gilli, il nostro Capogruppo, aveva continui impegni di Consiglio ma fuori Aula ed io, che non conoscevo tutte le dinamiche del confronto assembleare, mi consigliavo con i miei “vicini” che mi aiutavano e da cui ho tanto imparato. Tra gli altri membri del Consiglio ricordo con affetto Maria Cristina Marri che nel panorama dei Consiglieri di opposizione spiccava per le sue doti di umanità, concretezza ed ironia.

Tutti pensarono che in Regione mi avrebbero visto solo sporadicamente invece, poiché è mia abitudine prendere ogni impegno seriamente, partecipai assiduamente ai Consigli, alle riunioni delle Commissioni di cui facevo parte, ma anche a tantissime altre, in sostituzione dei Consiglieri che per impedimenti di lavoro o logistici, non potevano farlo. Così ebbi la possibilità di conoscere in modo più approfondito tanti aspetti del nostro Governo regionale.

Giunta al termine del mio incarico pensavo di aver concluso questa esperienza, ed invece poche ore prima della presentazione delle candidature, inaspettatamente, mi chiesero di presentarmi nuovamente. Nonostante i tentativi di dissuadermi da parte di mio figlio, preoccupato del risultato elettorale, risultai la prima dei non eletti e rientrai in Consiglio nel 2009 quando Flavio Del Bono venne eletto Sindaco di Bologna. Fu un’esperienza molto diversa dalla precedente: molti nuovi Consiglieri erano stati eletti senza esperienza amministrativa e più che un confronto nel merito delle proposte prediligevano lo scontro fine a se stesso, dimostrando anche poco rispetto per l’Istituzione nella quale erano stati eletti.

Il mio secondo mandato finì senza l’entusiasmo del precedente, ma compresi bene il profondo mutamento, non positivo dal mio punto di vista, che proprio in quegli anni stava trasformando la politica italiana. Ma nonostante il confronto politico serrato - ma colto – stesse lasciando il passo alla più crescente arroganza, non cedetti alla delusione e scoprii in me una passione ancor più forte per la buona Politica.

Anna Majani

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