Pace e diritti

Ilham Tohti, Premio Sakharov 2019

Chi è Ilham Tohti

Ilham Tohti è un economista uiguro nato nel 1969 nella Regione autonoma uigura di Xinjiang, in Cina. Ha studiato all’Università Cinese di Minzu, e fino al giorno del suo arresto nel gennaio 2014 ha tenuto lezioni alla Central University for Nationalities di Pechino. Il suo lavoro si è concentrato principalmente sui rapporti tra la minoranza uigura e i cinesi di Han che convivono nella regione di Xinjiang, ed in particolare sulle violazioni dei diritti umani subite dai primi. La comunità uigura infatti da anni riceve intimidazioni e subisce soprusi da parte del Governo cinese a causa della religione da questi praticata, l’Islamismo.

L’economista è stato messo numerose volte sotto sorveglianza e talvolta arrestato proprio per aver riportato all’attenzione pubblica le piaghe sofferte dagli Uiguri in Cina.

I rapporti tra Uiguri e Cina

Gli Uiguri sono un’etnia proveniente dai musulmani Turchi e originari dell’Asia Centrale. A partire dal ventesimo secolo si sono insediati nell’attuale regione autonoma di Xinjiang. Oggi la regione è composta per il 45% dalla minoranza uigura e per il 40% da cinesi Han. Gli Han sono il gruppo etnico maggioritario del Paese, tanto che talvolta vengono identificati con il nome stesso di cinesi.

La Cina ha ristabilito il controllo sul territorio di Xinjiang nel 1949, dopo aver piegato lo Stato del Turkestan orientale da poco insediatosi. Da allora, il Governo cinese ha favorito l’immigrazione degli Han nella regione, minacciando l’erosione della cultura uigura.

Temendo atti di violenza separatista nella regione, la Cina porta avanti da anni operazioni di sicurezza di enormi dimensioni. Alcuni gruppi per i diritti umani, nonché le Nazioni Unite, sostengono che la Cina abbia catturato e messo in stato detentivo più di un milione di Uiguri e membri di altre minoranze.

La Cina si difende affermando che si tratta di ‘centri di educazione e formazione professionale’ per offrire loro opportunità di lavoro e di inserimento nella società cinese, al fine di prevenire atti di terrorismo.

Nel luglio 2019 oltre venti Paesi all’interno del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU hanno firmato una lettera congiunta in cui si critica il trattamento degli Uiguri e di altri musulmani perpetrato dal Governo cinese.

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Il sito web Uyghur Online e l’attivismo politico

Tohti ha co-fondato e curato dal 2006 un sito web chiamato Uyghur Online dove riportava in lingua cinese e uigura informazioni e notizie relative alla sua minoranza di appartenenza. Attraverso questa piattaforma ha regolarmente criticato l’esclusione degli Uiguri dallo sviluppo della Nazione, e incoraggiato a una maggiore consapevolezza dello status e del trattamento riservato agli Uiguri. Inoltre, lungi dal celebrare qualsiasi forma di separatismo e di violenza, ha sempre tentato di conciliare le differenze tra i due gruppi etnici (Uiguri e Han). Proprio a causa di queste attività è stato dapprima silenziato attraverso la ripetuta chiusura forzata del sito, poi dichiarato ‘separatista’ dallo Stato cinese, ed infine condannato alla detenzione a vita nel 2014.

Già nel 2008 le autorità nazionali avevano chiuso il sito accusando Tohti di creare legami con gli estremisti nella diaspora Uigura. L’anno successivo, nel corso di un’intervista con Free Radio Asia, l’attivista ha criticato ancora una volta la politica del governo di autorizzare l’ingresso dei lavoratori migranti all’interno della regione Uigura, e il fenomeno migratorio delle giovani donne Uigure costrette a spostarsi nella Cina orientale per trovare lavoro.

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L’arresto nel 2014 con condanna a vita

L’atto che avrebbe convinto il Governo cinese a condannare Tohti per la vita sarebbe stato una critica di quest’ultimo sulla reazione di Pechino a un attacco suicida presso Piazza Tienanmen realizzato da alcuni Uiguri. Il processo – definito come una farsa da numerosi gruppi per la difesa dei diritti umani – si è svolto in due giorni e in violazione di numerose forme di tutela processuale. Infatti, i difensori dell’economista non hanno mai potuto prendere visione delle prove legate all’accusa di ‘incoraggiamento al separatismo’, né incontrare l’assistito per sei mesi. Nelle parole di Amnesty International, un vero e proprio ‘affronto alla giustizia’.

L’appello per il suo rilascio

Moltissimi accademici, gruppi per la difesa dei diritti umani, e Governi si sono rivolti negli ultimi anni al Governo cinese per chiedere in via pacifica il rilascio di Ilham Tohti – finora senza successo.

Ad esempio, oltre ai già citati ventidue Paesi che si sono espressi in questo senso attraverso una lettera aperta in seno al Consiglio ONU dei Diritti Umani, anche 400 accademici da tutto il Mondo hanno domandato al Presidente Xi Jin Ping lo scioglimento della sentenza di condanna, che a loro avviso dimostrerebbe invece ‘l’impegno della Cina alla libertà accademica’.

I riconoscimenti e premi assegnati

Nel 2016 gli è stato attribuito il Premio Martin Ennals per i Difensori dei Diritti Umani, sulla base del suo impegno ventennale nel tentativo di conciliazione e dialogo tra gli Han e i membri della comunità Uigura di Xinjiang.

A settembre 2019 il Consiglio d’Europa ha attribuito il premio per i Diritti Umani Vàclav Havel congiuntamente a Tohti e all’Iniziativa dei Giovani per i Diritti Umani.

Il mese successivo il Parlamento Europeo gli ha conferito il Premio Sacharov per la libertà di pensiero. Il Presidente Sassoli ha dichiarato: ‘Tohti ha dedicato la sua vita al riconoscimento dei diritti della minoranza Uigura in Cina. Benché la sua sia stata una voce di moderazione e riconciliazione, è stato condannato alla detenzione a vita nel 2014 a seguito di un processo farsa. Nel conferirgli questo premio, invitiamo fermamente il Governo cinese non solo a rilasciare Tohti ma anche al rispetto dei diritti delle minoranze in Cina’. 

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