La questione rom in Italia davanti al Parlamento europeo

Il Parlamento europeo discute sulla situazione dei rom in Italia

romEsistono cittadini europei meno europei di altri? A quanto parrebbe dalle recenti discussioni sorte in merito alla questione rom sì. Le proposte presentate da alcuni europarlamentari spaziano dalla sospensione del trattato Shengen per far rimpatriare i rom presenti in Italia, alla promozione di uno Stato rom fino ad una revisione alla legge 2004 che prevede libera circolazione dei cittadini europei in tutta l’UE. Il bisogno di sicurezza non dovrebbe però accecare l’Italia.

Dibattito al Parlamento europeo - In Parlamento si è discusso in questi giorni riguardo ai recenti fatti di cronaca che hanno infiammato – letteralmente - Napoli ed altre città italiane. In seguito al tentativo di rapimento di una bambina di pochi mesi da parte di una ragazzina rom, si è scatenata la furia collettiva e sono stati bruciati alcuni accampamenti rom di città italiane.
Vladimir Spidla in seduta parlamentare ha condannato qualsiasi atto di violenza perpetrato nei confronti dell’etnia Rom, da sempre la più osteggiata e ai margini della società sostenendo che i rom “non sono meno intelligenti o criminali nati” e che l’Ue deve impegnarsi per migliorare la loro inclusione. Nessun dubbio riguardo la libera circolazione dei cittadini europei che l’Ue è tenuta a rispettare e che il Parlamento, insieme alla Commissione, dovrebbe promuovere agevolando politiche di inclusione sociale.

Cittadini meno europei? - Tuttavia pare che anche per alcuni europarlamentari esistano diverse classi di europei. Se Roberto Fiore mette in discussione il trattato Schengen e auspica a una sorta di negoziazione con Romania, Bosnia, Macedonia e Serbia riguardo il rimpatrio umano dei rom attualmente in Italia, Luca Romagnoli propone la costruzione di uno stato Rom “magari in un’area dell’est europeo visto che in gran parte vengono da quell’area nella quale forse possono esprimere la loro vera identità”. D’altronde per Borghezio si tratta molto spesso di “delinquenti che emigrano e non emigranti che delinquono” e quindi bisognerebbe essere molto più severi nei loro confronti.
Nel frattempo l’ex commissario europeo alla giustizia, Frattini, rilascia dichiarazioni ai giornali riguardo la possibilità di ripensare alla politica delle frontiere aperte e che in effetti si potrebbe appoggiare l’ipotesi di far prendere impronte digitali ai cittadini europei che non fanno parte dello spazio Schengen.

I reali problemi in Italia - Il bisogno di sicurezza e legalità dei cittadini è la molla che pare spingere questi europarlamentari a discussioni di questo tipo. Ma pare che forse in Italia si stia un po’ perdendo il senso della misura. La stampa con i titoli a carattere cubitali sui crimini commessi dai rom, le ronde organizzate dai cittadini per farsi giustizia sugli zingari che sembrano essere il focolaio dell’intera criminalità italiana.
Quali sono i reali problemi in Italia? Davvero tutto è imputabile agli zingari? O non si è forse un po’ perso il lume della ragione se per difendere un diritto – sacrosanto come quello di non essere derubati - si arriva a voler bruciare esseri umani?
E’ quello che sostiene – sempre durante la seduta parlamentare - Monica Frassoni quando invita al rispetto delle regole, di tutte le regole. “E se queste regole vietano di rubare e di occupare il suolo pubblico, di obbligare i bimbi alla mendicità, vietano anche di discriminare, di cacciare le persone povere e di mantenere senza diritti per decenni gente che non sa più neppure di che nazionalità è”.
Anche Roberto Musacchio aggiunge come le recenti campagne elettorali non abbiano giovato a tale situazione: “c’è stato un uso politico della paura, ad esempio della fobia dei rom al fine di conquistare consensi elettorali, e così facendo si uccide la democrazia e la politica, si avvelena la convivenza e si distrugge quella civiltà che l’Europa è richiamata a promuovere”.
E i principi della direttiva 38 dell’Ue tra i quali il diritto alla libera circolazione di persone, secondo Claudio Fava, non dovrebbero neanche essere messi in discussione. L’europarlamentare sottolinea in particolare come la camorra a Napoli si sia sostituita all’ordine pubblico nel risolvere il problema Rom a colpi di molotov.
Camorra: uno dei più grandi e forse meno discussi problemi italiani.
“Pare che il governo italiano sia forte con i deboli e debole con i forti” ha osservato Viktoria Mohacsi che è perplessa riguardo ai recenti fatti di cronaca e dal modo in cui sono stati gestiti sia dalla stampa che dal governo. “A mio parere in termini di sicurezza si dovrebbe prima esaminare quello che è la criminalità organizzata, la camorra, mentre in realtà si cerca di parlare dell’immigrazione dei rom per distogliere l’attenzione da quelli che sono i reali problemi in Italia”.
Per spezzare il circolo vizioso di violenza e disperazione che si è creato in Italia in questi giorni secondo Spidla è necessario offrire delle prospettive e forse il Fondo Sociale europeo può aiutare in questo senso. Come ricorda anche Schutz uno degli obiettivi primi è proprio quello di integrare la comunità rom nelle nostre società, nel rispetto della sua identità culturale. Questo è l’unico modo per affrontare il problema, senza soluzioni drastiche e incivili che renderebbero il nostro popolo ben poco “europeo”.

Francesca Mezzadri - maggio 2008

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