Il caso dei ritardi sui vaccini: l’UE prenderà misure

Le nostre infografiche sulla risposta sanitaria UE al Coronavirus (pdf, 2.4 MB)

Il Vaccine day del 27 dicembre scorso ha aperto la campagna vaccinale in Unione europea. Ma ecco arrivare i primi problemi. Abbiamo visto che alcuni paesi sono partiti bene ed altri meno bene, ma il problema principale ora non è la somministrazione, quanto l’approvvigionamento.

Prima Pfizer-BioNTech e poi Astra-Zeneca, hanno annunciato ritardi nelle consegne. Si tratta di ritardi anche molto consistenti, che mettono a rischio la programmazione vaccinale in tutti i paesi UE, cosa molto pericolosa, soprattutto in presenza delle varianti inglese e brasiliana del virus, che hanno iniziato a circolare in Europa in maniera preoccupante.

Vaccini sicuri per gli europei

Il lavoro svolto dall'Unione europea nello scorso anno, prima per sostenere la ricerca sui vaccini e poi per garantire ai paesi europei l'approvvigionamento una volta autorizzati dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA), è stato importante.

Senza l’impegno europeo, i tempi della ricerca su alcuni vaccini sarebbero stati più lunghi, e la negoziazione con le Imprese farmaceutiche non avrebbero consentito agli stati lasciati soli di raggiungere l’obiettivo di approvvigionamento di 2,3 miliardi di dosi in Unione europea a prezzi accessibili. Senza gli accordi a livello europeo gli stati avrebbero infatti dovuto attivarsi singolarmente e si stima che l’arrivo dei vaccini sarebbe stato posticipato come minimo di circa 10 mesi.  

I ritardi non convincono l'UE

Ora, i ritardi di Pfizer-BioNTech e soprattutto quello di AstraZeneca, non convincono l’Unione europea. 

Dal comunicato recentemente diffuso dalla Commissaria Kyriakides che proponiamo integralmente qui sotto, si evince che ci sono dubbi sul fatto che esistano veramente problemi di produzione. Si ritiene possibile che le aziende in questione abbiano venduto quote di vaccini a paesi extraeuropei, ottenendo un prezzo superiore a quello concordato negli accordi con l’UE. In questo modo, adducendo problemi di produzione non stanno ottemperando agli accordi sottoscritti per quanto riguarda le tempistiche di consegna.

A questo punto, per difendere i diritti di tutti i cittadini europei, l’UE sta adottando misure di trasparenza riguardanti le esportazioni di vaccini di siti di produzione europei.

Già Pfizer-BioNTech ha dato notizia di aver ripreso la produzione nel proprio sito belga e sta nuovamente aumentando l’entità delle consegne. Vediamo che succederà con AstraZeneca, sia per ciò che riguarda l’attesa autorizzazione di EMA, che per quanto concerne la risposta sugli approvvigionamenti.

Il comunicato della Commissaria Kyriakides:

“Sappiamo che il vaccino di AstraZeneca è attualmente nelle fasi finali del processo di approvazione con l'Agenzia europea per i medicinali. Se tutti i requisiti sono soddisfatti, l'Agenzia europea per i medicinali potrebbe raccomandare l'autorizzazione all'immissione in commercio entro la fine di questa settimana.

Ma c'è un problema dal lato dell'offerta.

Venerdì scorso, l'azienda AstraZeneca ha sorprendentemente informato la Commissione e gli Stati membri dell'Unione europea che intende fornire nelle prossime settimane dosi notevolmente inferiori rispetto a quanto concordato e annunciato.

Questo nuovo programma non è accettabile per l'Unione europea.

Per questo ho scritto una lettera all'azienda nel fine settimana in cui ho posto domande importanti e serie.

L'Unione Europea ha prefinanziato lo sviluppo del vaccino e la produzione e vuole vederne il ritorno.

L'Unione Europea vuole sapere esattamente quali dosi sono state prodotte da AstraZeneca e dove esattamente finora e se o chi sono state consegnate.

Queste questioni sono state discusse oggi anche in seno al comitato direttivo congiunto della Commissione e dei 27 Stati membri con AstraZeneca.

Le risposte dell'azienda non sono state finora soddisfacenti. Ecco perché stasera è previsto un secondo incontro.

L'Unione europea vuole che le dosi ordinate e prefinanziate vengano consegnate il prima possibile. E vogliamo che il nostro contratto sia pienamente rispettato.

Inoltre, la Commissione ha proposto oggi ai 27 Stati membri nel comitato direttivo di istituire quanto prima un meccanismo di trasparenza delle esportazioni.

L'Unione Europea ha sostenuto il rapido sviluppo e la produzione di diversi vaccini contro COVID-19 per un totale di 2,7 miliardi di euro.

Vogliamo chiarezza sulle transazioni e piena trasparenza riguardo all'esportazione di vaccini dall'UE.

In futuro, tutte le aziende che producono vaccini contro COVID-19 nell'UE dovranno fornire una notifica tempestiva ogni volta che desiderano esportare vaccini in paesi terzi. Le consegne umanitarie ovviamente non ne sono influenzate.

L'Unione europea intraprenderà qualsiasi azione necessaria per proteggere i suoi cittadini e i suoi diritti.”

Pagina web della Commissione europea "Vaccini sicuri per gli europei"

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