Attuazione del Green Deal: maxi pacchetto di proposte della Commissione

Aggiornamento del 16 luglio 2021: la Commissione propone una nuova strategia per proteggere e ripristinare le foreste dell'UE

 

La Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte interconnesse per rendere le politiche dell'UE in materia di clima, energia, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, per far diventare l'Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, come auspicato dal Green Deal.

Vediamole assieme:

  1. La Commissione propone di abbassare il limite massimo generale delle emissioni di CO2 fissato dal sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) e di aumentarne il tasso annuo di riduzione. Propone inoltre di eliminare gradualmente le quote di emissioni a titolo gratuito per il trasporto aereo, di allinearsi al sistema globale di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio per il trasporto aereo internazionale (CORSIA) e di includere per la prima volta nell'ETS dell'UE le emissioni generate dal trasporto marittimo.

 

  1. Per integrare la cospicua spesa destinata all'azione per il clima nel bilancio dell'UE, gli Stati membri dovrebbero spendere la totalità delle loro entrate derivanti dallo scambio di quote di emissione per progetti connessi al clima e all'energia.

 

  1. Il regolamento sulla condivisione degli sforzi assegna a ciascuno Stato membro obiettivi rafforzati di riduzione delle emissioni per quanto riguarda gli edifici, il trasporto stradale e il trasporto marittimo interno, l'agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie, basati sul loro PIL pro capite.

 

  1. Gli Stati membri condividono la responsabilità dell'eliminazione del carbonio nell'atmosfera, per cui il regolamento sull'uso del suolo, sulla silvicoltura e sull'agricoltura fissa un obiettivo generale dell'UE per l'assorbimento del carbonio dai pozzi naturali, pari a 310 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030.

 

  1. La direttiva sulle energie rinnovabili fisserà l'obiettivo ambizioso di produrre il 40 % della nostra energia da fonti rinnovabili entro il 2030.

 

  1. La direttiva sull'efficienza energetica fisserà, a livello di UE, un obiettivo annuale vincolante più ambizioso di riduzione del consumo di energia.

 

  1. Oltre allo scambio di quote di emissione, è necessario un insieme di misure per far fronte all'aumento delle emissioni nel settore dei trasporti stradali. Norme più rigorose in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni accelereranno la transizione verso una mobilità a emissioni zero, imponendo che le emissioni delle autovetture nuove diminuiscano del 55 % a partire dal 2030 e del 100 % a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021.

 

  1. L'iniziativa "ReFuelEU Aviation" obbligherà i fornitori di combustibili a aumentare la percentuale di carburanti sostenibili per l'aviazione nel carburante per gli aviogetti caricato a bordo negli aeroporti dell'UE, compresi i carburanti sintetici a basse emissioni di carbonio, noti come elettrocarburanti. Analogamente, l'iniziativa FuelEU Maritime incentiverà l'utilizzo di combustibili marittimi sostenibili e di tecnologie a zero emissioni fissando un limite massimo al tenore di gas a effetto serra dell'energia utilizzata dalle navi che fanno scalo nei porti europei.

 

  1. La revisione della direttiva sulla tassazione dell'energia propone di allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche dell'UE in materia di energia e clima, promuovendo tecnologie pulitee eliminando le esenzioni obsolete e le aliquote ridotte che attualmente incoraggiano l'uso di combustibili fossili.

 

  1.  Infine, un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere fisserà un prezzo del carbonio per le importazioni di determinati prodotti per garantire che l'azione ambiziosa per il clima in Europa non porti alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. 

 

Una transizione equa anche dal punto di vista sociale

Nel medio e lungo termine i benefici delle politiche climatiche dell'UE superano chiaramente i costi di questa transizione, ma nel breve periodo rischiano di esercitare un'ulteriore pressione sulle famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese più vulnerabili.

Tra le altre soluzioni al problema, viene proposto un nuovo Fondo sociale per il clima il cui obiettivo è assegnare finanziamenti specifici agli Stati membri per aiutare i cittadini a investire nell'efficienza energetica, in nuovi sistemi di riscaldamento e raffrescamento e in una mobilità più pulita. 

 

Per approfondire: Commissione europea 

 

Il sostegno dei cittadini all’azione per il clima: i dati dell’Eurobarometro

Il nuovo sondaggio Eurobarometro di luglio mostra che, nonostante la pandemia da Covid-19, i cittadini europei ritengono che i cambiamenti climatici siano il problema più grave che il mondo deve affrontare.

Oltre nove persone intervistate su dieci ritengono che i cambiamenti climatici siano un problema grave (93 %), e quasi otto su dieci (78 %) lo ritengono molto grave.

In termini di risposta politica, nove europei su dieci (90 %) concordano sulla necessità di ridurre al minimo le emissioni di gas a effetto serra, compensando allo stesso tempo le emissioni residue affinché l'UE raggiunga la neutralità climatica entro il 2050. Quasi nove europei su dieci (87 %) pensano che sia importante che l'UE fissi obiettivi ambiziosi per aumentare il ricorso alle energie rinnovabili e la stessa percentuale crede che sia importante che l'UE fornisca un sostegno per migliorare l'efficienza energetica.

Vi è quindi molta consapevolezza sia in merito al problema dei cambiamenti climatici sia riguardo l’opportunità che l’impegno dell’UE e dei suoi cittadini possa migliorare la situazione e addirittura portare con sé opportunità per l’economia futura.

 

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