Aperta la Consultazione pubblica Un'economia digitale equa e competitiva – prelievo sul digitale

Foto di  Gerd Altmann  da  Pixabay L'economia digitale ha apportato numerosi vantaggi ai cittadini e alle imprese. D’altro canto, però, per i regimi fiscali esistenti lo sviluppo di determinate attività digitali e di nuovi modelli imprenditoriali è diventato una sfida crescente. Negli ultimi anni i sistemi fiscali sono rimasti indietro rispetto agli sviluppi tecnologici mondiali. Ciò ha fatto sì che le imprese digitali paghino molte meno tasse di quanto dovrebbero. La crisi COVID-19 ha inoltre aggravato la situazione, in quanto ha accelerato la transizione a un mondo più digitale e ha incrementato i profitti e le entrate di molte società online. Il prelievo sul digitale contribuirebbe a far sì che le norme dell'UE siano adeguate all'economia digitale e che le imprese, digitali o meno, competano in Europa a condizioni eque, contribuendo in tal modo alla ripresa.

La Commissione europea ha quindi avviato una consultazione pubblicariguardante un nuovo prelievo sul digitale. L'iniziativa è volta a garantire una tassazione equa nell'economia digitale, contribuendo nel contempo alla ripresa dell'Europa. L'equità fiscale e la garanzia che l'Europa sia pronta per l'era digitale sono priorità assolute per la Commissione europea, come affermato dalla Presidente von der Leyen nei suoi orientamenti politici.

La consultazione pubblica durerà 12 settimane. Tutte le parti interessate sono invitate a condividere le loro opinioni.

L'avvio della consultazione fa seguito al mandato conferito dal Consiglio europeo nel luglio 2020 di presentare una proposta relativa a una nuova risorsa propria entro giugno 2021.

L’introduzione di una nuova tassazione in materia digitale ha però risvolti globali. Essa dovrà essere concepita in modo coerente con i lavori in corso in seno all'OCSE e al G20 oltre che conforme agli obblighi dell'OMC e agli altri obblighi internazionali.

L’OCSE ha elaborato due pilastri su cui poggiare l’introduzione di una tassazione dei servizi digitali, cercando di evitare sia la doppia imposizione (condannata dai trattati internazionali), sia la discriminazione di un settore o di un paese (condannata in sede di contenzioso giudiziario). Ma gli Stati Uniti – prima delle recenti elezioni- sono usciti dal tavolo di confronto, facendo capire che non intendono accettare tassazioni “speciali” dirette a colpire i giganti del web, in quanto società americane.

Nel frattempo, alcuni paesi europei, tra cui l’Italia e la Francia e recentissimamente la Spagna, hanno approntato nuove imposte relative al fatturato nei rispettivi paesi attribuibile ai servizi digitali. Per quanto riguarda il nostro paese questa tassazione dovrebbe partire da febbraio 2021.

In tanti auspicano che la Presidenza italiana del G20 contribuisca a portare gli Stati Uniti al tavolo OCSE per poter riprendere le trattative e scongiurare un contenzioso commerciale che secondo OCSE porterebbe ad un calo del PIL mondiale dell’1% rispetto alle stime senza ostilità, in un momento di crisi economica già grave su scala mondiale.

La Consultazione pubblica Un'economia digitale equa e competitiva – prelievo sul digitale

L’UE per tema – Regime fiscale

"Tax policies in the EU survey" – 2020 survey

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