I Ministri delle Finanze UE trovano compromesso d’intesa sul piano di aiuti economici

Nella notte di Giovedì, il Consiglio UE delle Finanze ha finalmente raggiunto un accordo sul piano di aiuti economici per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Il pacchetto di misure è un compromesso tra le proposte di Italia, Olanda e Francia. Il piano metterà a disposizione oltre 200 miliardi che proverranno dal Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), 100 miliardi da SURE (il programma della Commissione Europea a sostegno delle casse integrazioni nazionali) e 200 miliardi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), i quali saranno trasformati in liquidità per le imprese.

La novità del piano, rispetto a quel che si vociferava nei giorni scorsi, è appunto la presenza del MES (Meccanismo europeo di stabilità, il cosiddetto “Salvastati” istituito nel 2012), seppur con sostanziali modifiche. Nello specifico, i Ministri delle Finanze hanno deciso che i prestiti provenienti dal MES saranno concessi alla sola condizione che essi siano utilizzati esclusivamente per le spese di natura sanitaria relative al Coronavirus. Viene persa dunque la più stringente condizionalità che lo Stato ricevente si debba impegnare ad attuare riforme di austerity o stabilizzare il deficit. Questo è un elemento importante, poiché il rifiuto di alcuni Paesi del Nord, tra cui l’Olanda, ad eliminare tale condizionalità, aveva sinora bloccato l’accordo. In ogni caso, il ricorso al MES non potrà mai essere automatico. Gli stati potranno decidere, in autonomia, se ricorrervi o no.

Altra caratteristica importante del pacchetto è che, mentre manca qualsiasi riferimento ai famigerati Eurobond (o ‘Coronabond’), è invece presente l’intenzione di istituire il Recovery Fund proposto dalla Francia, un grande “Fondo per la Ripresa” alimentato dall’emissione di debito comune europeo, per un ammontare ulteriore di altri 500 miliardi. Come funzionerà sarà oggetto di discussione nell’imminente Consiglio Europeo.

Sicuramente, ha anticipato il Commissario per l’Economia Gentiloni, il Fondo avrà durata temporanea, limitata al permanere dell’emergenza e, similmente agli altri strumenti, servirà a far ripartire il motore UE a crisi finita.

Il Recovery Fund dunque scatterà in funzione ‘non appena l’emergenza sarà cessata e dovremo affrontare la ripresa’ ha preannunciato il Presidente dell’Eurogruppo Centeno. Fino ad allora, dunque, Germania e Olanda potrebbero convincersi a cambiare idea sulla creazione di Eurobond.

Altro connotato cruciale del Fondo per la Ripresa è che esso sarà gestito attraverso il bilancio dell’UE, così da permettere il controllo e la supervisione da parte del Parlamento Europeo.

Nonostante questo primo passo a livello UE, rimangono tuttavia questioni spinose per il Governo Italiano: l’opposizione infatti ha subito manifestato la propria contrarietà alla decisione dell’Eurogruppo, affermando che bloccherà la richiesta da parte del nostro Paese ad accedere alla linea di credito del nuovo MES (la c.d. ‘Pandemic crisis support’).

In realtà, ancora non è stato compiuto dell’Eurogruppo il lavoro sul MES, che riunirà nuovamente la prossima settimana, con l’intento di arrivare ad un accordo definitivo.

A questo punto, resta da vedere cosa succederà al riguardo. Al Consiglio Europeo che si terrà dopo Pasqua si deciderà se il pacchetto di misure in questione potrà essere attuato e con quali regole.

Quel che è certo è che questo nuovo accordo rappresenta il primo passo verso una potenziale collaborazione UE in materia economica che potrebbe rivelarsi fondamentale per le sorti non solo del nostro Paese, ma anche della stessa Unione.

 

Il Rapporto del Consiglio UE sulla risposta globale della politica economica alla pandemia COVID-19: https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2020/04/09/report-on-the-comprehensive-economic-policy-response-to-the-covid-19-pandemic/ 

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