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La miniera di Marcinelle entra a far parte del Patrimonio dell'Umanità

L'Unesco rende omaggio a un luogo simbolo dell'emigrazione, dove l'8 agosto 1956 ebbe luogo la tragedia del Bois du Cazier
La miniera di Marcinelle entra a far parte del Patrimonio dell'Umanità

Un momento della tragedia di Marcinelle

La miniera del Bois du Cazier a Marcinelle, dove nel 1956 persero la vita 262 minatori, 136 dei quali italiani, non è più solo un luogo della memoria che viene ricordato ogni anno l’8 agosto, il giorno della tragedia, ma è entrato a far parte del  Patrimonio mondiale dell'umanità. L'ex miniera di carbone del Bois du Cazier ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dell'Unesco insieme ad altri tre siti minerari situati in Vallonia.

"Attraverso questo importante riconoscimento l’Unesco rende omaggio all’emigrazione e al valore del lavoro", ha commentato Laura Garavini, deputata del Partito Democratico eletta nella Circoscrizione Europa. "Il luogo della strage diventa un museo e un memoriale che racchiude un monito preciso", ha aggiunto: "mai smettere di vigilare sulla sicurezza sul lavoro".

Un riconoscimento importante alla emigrazione italiana e a tutti i migranti: “grande soddisfazione” è stata espressa dal Segretario Generale del Cgie Elio Carozza, dalla Filef Emilia-Romagna con l'Istituto Santi regionale, da Silvia Bartolini, presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e da tutto il mondo dell'emigrazione.

Le vittime originarie della nostra regione sono state cinque e provenivano da Pietracolora (frazione di Gaggio Montano sull'Appennino bolognese), da Mercato Saraceno (Forlì-Cesena), due da Pavullo e l'ultima da Prignano sulla Secchia, in provincia di Modena.

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