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Emiliano-romagnoli nel mondo: ok a Piano triennale 2022-2024, stanziati 408mila euro annui

Piano approvato dalla commissione Parità. Le associazioni degli emiliano-romagnoli all’estero aumentano da 87 a 90. Finanziati numerosi progetti(cultura ed enogastronomia), borse di studio e aiuti a chi voleva tornare in regione

Ha avuto parere favorevole il Piano regionale triennale 2022-2024 degli interventi a favore degli emiliano-romagnoli all’estero. Il Piano è stato preparato dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, presieduta dal consigliere Marco Fabbri (Pd) con la vice Valentina Stragliati (un altro vicepresidente è Marilina Bertoncini). I consiglieri della commissione Parità, presieduta da Federico Amico, hanno votato all’unanimità.

Marco Fabbri e Valentina StragliatiMarco Fabbri ha presentato il bilancio affermando che il risultato è positivo anche se ci sono alcune criticità da rivedere, fra cui la legge 5 del 2015. Valentina Stragliati, invece, ha indicato le priorità del prossimo triennio. Le spese di funzionamento sono calate dai 135mila euro del 2019 ai 37.500 del 2021.

La dotazione finanziaria, da parte della Regione, è di 408mila euro l’anno. Le associazioni degli emiliano-romagnoli all’estero sono aumentate passando dalle 87 del 2019 alle 90 del 2021. In Europa le associazioni più numerose sono nel Regno Unito (10), seguito da Belgio e Svizzera con 4. Nel Centro e Sud America spiccano le 26 associazioni in Argentina, le 11 in Cile e le 6 in Brasile. In Nord America risultano 6 associazioni negli Usa e 3 in Canada (ma ce n’è una anche in Australia, Sudafrica e Cina).

Le risorse sono state confermate, ha affermato Fabbri ringraziando la Consulta, “struttura capace ed efficiente”. Nonostante le difficoltà della pandemia da Covid, “si è lavorato molto in digitale confermando gran parte dei bandi”.

Grazie alla Convenzione triennale con l’Università di Bologna e la sede di Buenos Aires, dove è attivo un master, sono state finanziate diverse borse di studio: nel 2019, 11.880 euro per 6 borse di studio; nel 2020, 16.500 euro per 5 borse di studio; nel 2021, 21.120 euro per 8 borse.

Gli interventi a favore dei nostri connazionali che decidono di rientrare in un comune della nostra Regione (rientro, masserizie ma anche per il ritorno delle salme), ha spiegato Stragliati, sono stati di 13mila 900 euro nel 2019, nulla nel 2020 (a causa della pandemia) e 27mila e 800 euro nel 2021.

Tanti i progetti finanziati, ha detto il presidente, preparati da Enti locali, associazioni di promozione sociale, università, associazioni di emiliano-romagnoli. Nel 2019 sono stati 39 i progetti finanziati per 413mila euro; nel 2020, 20 per 267mila euro e nel 2021, 42 progetti per 305mila.

Importante, ha sottolineato Fabbri, è il progetto Boomerang: far partecipare i giovani di origine emiliano-romagnola residenti all’estero a “esperienze/percorsi di apprendimento non formale per poi poter spendere le competenze acquisite nei territori di origine”.

Fra le province con più progetti spiccano Parma (10 progetti) e Piacenza (7). Ci sono poi 24 Enti locali, 16 Aps e 13 scuole. Il bando biennale per le nostre università, ha visto 12 domande, di cui 7 finanziate.

“Nel mondo- ha detto Fabbri- le associazioni più attive sono quelle del Sud America. In Europa ci sono tante associazioni, ma soffrono di un ricambio generazionale e propongono meno progetti. Uno dei progetti più gettonati è quello di enogastronomia e cultura. C’è poi il museo virtuale Migrer”.

Fra le criticità, Fabbri indica gli aggiustamenti della legge reg 5/2015, il ricambio generazionale, la difficoltà di approfondire il tema del turismo delle radici/ritorno, la sovrapposizione di impegni tra incarichi dei consiglieri e presidenza della Consulta, i massimali per le trasferte, l’impossibilità di accedere ai registri Aire (residenti all’estero, ndr) per mappare il fenomeno migratorio.

Stragliati si è augurata che la Giunta mantenga anche per i prossimi anni la dotazione di 408mila euro l’anno. Gli obiettivi del Piano, ha elencato, sono: promuovere ricerca studio, sensibilizzare gli emiliano-romagnoli sulle migrazioni, bandi per eventi e iniziative culturali all’estero, sensibilizzazione delle associazioni all’estero a cogliere le opportunità messe a disposizione da Regione e Consulta. “Grande successo- ha sottolineato- hanno avuto i progetti legati alla cultura enograstronomica. Vanno, poi, incentivate le tecnologie digitali (soprattutto per i giovani) e valorizzata la lingua italiana”.

Per dare più attenzione agli emiliano-romagnoli all’estero vanno considerate le radici. “Cerchiamo di dare un taglio innovativo- ha evidenziato la vice presidente- con bandi destinati al turismo delle radici”. Stragliati ha ricordato che la percentuale massima del contributo regionale è l’80% del progetto, l’importo minimo è 3mila euro e il massimo di non oltre 30mila. “In questo Piano triennale, a causa della pandemia, ci riserviamo di adattare i piani alla situazione” ha concluso.

Roberta Mori (Pd) ha apprezzato la relazione e la capacità di lavorare in rete. “E’ positivo l’aumento delle associazioni- ha affermato- e ho apprezzato la sottolineatura di Fabbri quando dice che serve un maggior coinvolgimento dei territori che non hanno usufruito dei bandi. Auspico, infine, una maggiore partecipazione delle donne”.

Il presidente Amico, infine, ha evidenziato “la necessità di rivedere il ruolo dei consultori al fine di rendere più agevole il lavoro negli anni futuri. Importante è il ricambio generazionale, perché da anni c’è una migrazione di giovani all’estero e occorre cogliere questo spunto per le associazioni degli emiliano-romagnoli all’estero”.

(Gianfranco Salvatori) |

Fonte: Cronaca Bianca 

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