La piccola diaspora emiliano-romagnola

foto3.jpgLa Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo rappresenta una realtà di emigrazione con uno dei tassi più bassi a livello nazionale. Il tasso di emigrati dalla nostra regione è del 3,5 per cento e risulta la metà di quello nazionale. Inferiori a noi sono solo la Lombardia con il 3,1 e la Toscana con il 3,3. Il Molise ha il tasso di emigrazione più alto: 27,3 per cento.

Tuttavia, la piccola diaspora emiliano-romagnola, concentrata in alcune zone dell’Appennino piacentino e parmense, della pianura modenese e bolognese, della Romagna, ha prodotto un’emigrazione - se così si può dire - di qualità, perché dalle capacità lavorative e professionali dei nostri primi migranti è derivato, grazie al positivo inserimento dei discendenti in tutte le società di accoglienza, un universo di legami, collegamenti e rapporti con le aree di emigrazione che oggi la Regione può utilizzare a proprio vantaggio. Le nostre comunità all’estero sono infatti - come ha sottolineato in diverse occasioni il presidente della Regione Vasco Errani - le "antenne" dell’Emilia-Romagna all’estero, cioè il veicolo principale per captare quello che accade nel mondo e, contemporaneamente, per diffondere la cultura, l’economia, il modello sociale, in una parola i "valori" del territorio emiliano-romagnolo.

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