(Genova) Doppio sguardo. Il mondo di Spartaco Scarpellini filmato tra l’Italia e l’America

Evento realizzato dal Museo nazionale dell'Emigrazione Italiana - MEI di Genova.
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03set
  18:00 - 20:00     Genova
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Il prossimo 3 settembre 2026 a Genova, presso il Museo nazionale dell'emigrazione italiana (MEI) si terrà l'inaugurazione dell'istallazione video dedicata all'archivio di Spartaco Scarpellini. 

L’archivio filmico di Spartaco Scarpellini è stato restaurato e digitalizzato dalla Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia con il contributo di Regione Emilia-Romagna – Emilia Romagna Film Commission e Ministero della Cultura – DGCA. In collaborazione con MEI – Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana.

Partecipano all'evento:

  • Paolo Masini, presidente Fondazione MEI
  • Paolo Simoni, direttore Fondazione Home Movies
  • Matteo Daffadà, presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo
  • Filippo Giorgetti, sindaco di Bellaria Igea Marina
  • Maria Chiara Prodi, segretaria generale del CGIE

Nato a Boston nel 1919 da una famiglia di anarchici romagnoli, Spartaco Scarpellini a partire dal Dopoguerra ha tenuto un diario filmato in 8mm, una raccolta di immagini in movimento della sua vita divisa tra due continenti. Si alternano un centinaio di pellicole girate negli Stati Uniti, dove ha fatto carriera nel più rinomato locale della capitale del Massachusetts, il Joseph's Restaurant (frequentato dai Kennedy e da attori e sportivi) e in Italia, a Bellaria, dove i genitori e i fratelli sono tornati nel 1926. Con la cinepresa amatoriale Spartaco attiva un "doppio sguardo" che evoca una storia di emigrazione e viaggi al contrario, e l'incontro tra diversi immaginari che talvolta confondono. Le spiagge di Cape Cod ricordano a Scarpellini quelle della Riviera e viceversa o forse richiamano alla memoria la Normandia del suo primo ritorno in Europa del 1944. I suoi film raccontano il piacere di portarsi indietro pezzetti di Stati Uniti, come un'automobile di lusso per farsi bello, oppure la spinta di avviare imprese di famiglia come l'apertura dell'American Hotel, prima di stabilirsi definitivamente in Italia dove muore nel 1998 senza figli e tra i nipoti a cui vuole molto bene. Una storia probabilmente emblematica, raccontata con le immagini e le testimonianze di chi oggi ricorda con grande affetto questo zio d'America.

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