"Terremoti": la poesia e l'animazione degli studenti per raccontare la pace

Dalle aule della scuola secondaria di primo grado “Zanotti” di Bologna nasce un racconto corale fatto di versi e stop-motion, dove la Storia si intreccia con i sogni dei più giovani. È entrato nel vivo il progetto educativo “Terremoti”, curato dall’associazione OTTOmani di Bologna e rivolto alle classi terze dell’IC 2. Attraverso un percorso che unisce la scrittura poetica al cinema d'animazione, le studentesse e gli studenti delle sezioni 3C e 3D stanno esplorando temi complessi come la migrazione, i diritti e il ripudio della guerra, trovando ispirazione negli articoli 3 e 11 della nostra Costituzione.
La forza della parola: i "Testi Collettivi" della 3C
Le attività di scrittura creativa hanno già prodotto elaborati di grande profondità emotiva. I testi collettivi realizzati dalla classe 3C, sotto la guida di Claudia Iuliano, mostrano come i ragazzi percepiscano il contrasto tra la sicurezza del quotidiano e la tragedia dei conflitti lontani. Nelle loro poesie, la pace viene descritta come "il silenzio al mattino" o come una luce che "rende tutti uguali". Gli studenti scrivono di essere "ponti fatti di amicizia e piccoli gesti", contrapponendo la resistenza della gentilezza alla violenza delle urla.
Un graffio di dolore e la speranza del dialogo
Le riflessioni dei giovani autori non fuggono davanti alla durezza della realtà. La guerra viene vissuta come un "graffio di dolore" o un'ombra che "oscura l'orizzonte", un rumore che consuma ogni cosa. Tuttavia, il messaggio che emerge con forza dai laboratori è quello della responsabilità individuale: "Fare la pace significa scegliere ogni giorno la felicità", coltivando la memoria e il coraggio della comprensione. Come scrivono i ragazzi: "Nonostante il peso del presente, scegliamo la libertà di abitare un mondo più giusto".

Identità e mutamento: le riflessioni della 3D
Il percorso documentato con la classe 3D, guidata da Francesca Lolli, si è concentrato sul legame profondo tra territorio e identità personale. I testi prodotti rivelano una spiccata sensibilità verso i cambiamenti dell'ambiente circostante: i ragazzi descrivono i portici di Bologna che "abbracciano la città", ma denunciano anche la scomparsa dei boschi d'infanzia sostituiti dal cemento e dai motori.
Per gli studenti della 3D, l'identità è "un punto fermo nel vento", qualcosa che nasce dal passato e vive nel presente. Particolarmente toccante è la metafora del territorio che, proprio come una persona, "cambia di carattere" e cresce nel tempo adattandosi a ciò che lo circonda.
Dal testo all'immagine: il film animato
Questi pensieri non resteranno solo sulla carta, ma diventeranno la materia viva per la creazione di un film originale in stop-motion. I laboratori dell’associazione OTTOmani stanno trasformando i versi in immagini, valorizzando il territorio come spazio di memoria e trasformazione sociale. Gli elaborati creativi delle sezioni 3C e 3D culmineranno in un’opera collettiva che darà voce e forma alla visione di pace e di appartenenza dei cittadini di domani.
