Memoria, legalità e cittadinanza digitale: l'impegno civile dell'ANPI di Guastalla tra le classi

Il macro-progetto “Percorsi educativi per le scuole e con le scuole”, promosso dalla sezione ANPI di Guastalla nell’ambito della rete di Concittadini, sta attraversando l’anno scolastico con un fitto calendario di attività pedagogiche. L’obiettivo è ambizioso quanto necessario: connettere la memoria storica alle sfide più urgenti della contemporaneità, fornendo agli studenti gli strumenti critici per abitare il presente come cittadini consapevoli, capaci di difendere i valori della Costituzione in ogni ambito della vita pubblica, dal mondo fisico a quello virtuale.

Dalle radici della memoria al contrasto alle mafie

Le attività hanno preso il via con una serie di visite al ghetto e alla sinagoga di Guastalla, che hanno coinvolto dodici classi delle scuole secondarie superiori. Accompagnati dai volontari ANPI e dall'assessore alla Cultura, gli studenti hanno esplorato l'architettura verticale del quartiere ebraico e l'antico mulino, scoprendo la storia di una comunità colta e intraprendente che ha contribuito alla crescita della città sin dal XVII secolo. Un momento di particolare valore civile è stato l'approfondimento sulla figura di Mario Carrara, il docente universitario che rifiutò il giuramento di fedeltà al fascismo nel 1931. La sua scelta di dignità, che oggi dà il nome all’Istituto IPSSI frequentato da molti degli alunni presenti, è diventata un simbolo tangibile di come la coerenza individuale possa segnare la storia di un'intera comunità e fungere da bussola etica per le nuove generazioni.

Sul fronte della legalità, il mese di marzo ha visto protagonista il giornalista Tiziano Soresina. Dopo il successo dell’incontro di gennaio al liceo Russell, lo scorso 14 marzo è stata la volta dell'Istituto Carrara. Alla presenza del sindaco di Guastalla, gli studenti della classe 5^ N hanno analizzato i contenuti del libro "Aemilia", dedicato al più grande processo contro la 'ndrangheta nel Nord Italia. Il dibattito ha permesso di trasformare la cronaca giudiziaria in una riflessione profonda sulla penetrazione mafiosa nel tessuto economico e sociale emiliano, ribadendo l'importanza della vigilanza democratica, della trasparenza amministrativa e del coraggio civile nel denunciare ogni forma di prevaricazione e illegalità organizzata.

Educazione digitale e libertà nell’era degli algoritmi

Parallelamente alla storia e alla legalità, il progetto ha affrontato il tema della cittadinanza digitale con una serie di laboratori curati da Francesca Tagliavini, esperta in comunicazione. Dalle scuole medie dell’Istituto Gonzaga fino ai percorsi professionali del CFP Bassa Reggiana, centinaia di ragazzi hanno analizzato i meccanismi invisibili che regolano i social media. L'iniziativa ha puntato a smascherare i processi di manipolazione informativa e lo storytelling politico, spiegando come gli algoritmi possano creare "camere d'eco" capaci di limitare il pensiero critico e alimentare il disagio sociale, la solitudine o fenomeni come la FOMO.

Tra simulazioni di fact-checking e discussioni sulla protezione dei dati garantita dall'Unione Europea, i laboratori hanno stimolato i ragazzi a riconoscere il valore della propria unicità al di là della "vetrina" digitale e della ricerca compulsiva di approvazione online. Collegando i diritti fondamentali della persona alle nuove frontiere dell'intelligenza artificiale, gli studenti hanno compreso che la libertà democratica si difende oggi anche attraverso un uso consapevole della rete, trasformando lo smartphone da potenziale strumento di isolamento in un mezzo di partecipazione, pluralismo e informazione libera, in piena coerenza con lo spirito della nostra Carta Costituzionale.

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