"Le interviste della legalità": Tina Anselmi e la politica come servizio
Il progetto “Le interviste della legalità: storie di impegno per la giustizia tra passato e presente”, giunto alla sua terza edizione e promosso dal circolo culturale Il Borgo insieme all'Osservatorio permanente della legalità dell’Università di Parma, continua a offrire agli studenti delle scuole superiori occasioni uniche di confronto con i testimoni della nostra storia repubblicana. Nel mese di febbraio, il percorso ha fatto tappa su una figura cardine della democrazia italiana: Tina Anselmi, una donna che ha saputo tradurre i valori della Resistenza in azioni concrete per lo Stato.
Una vita per i destini delle donne e del Paese
L’incontro, dal titolo “Tina Anselmi: una vita per i destini delle donne”, ha visto la partecipazione dell'ex senatrice Albertina Soliani e del prorettore dell’Università di Parma Simone Baglioni. La Senatrice Soliani ha tratteggiato con profonda partecipazione la traiettoria politica e umana dell'Anselmi, legata a lei da una storica amicizia. Ha descritto una figura capace di rompere soffitti di cristallo senza mai cercare il potere per fini personali, ma interpretandolo come puro servizio per il bene comune e per l'avanzamento dei diritti civili.
Dalla nascita del Servizio sanitario nazionale – fondato sul principio rivoluzionario della salute come diritto universale e non come privilegio per pochi – fino alla guida della Commissione d’inchiesta sulla loggia P2, il ritratto emerso è quello di una donna che ha lottato con fermezza incrollabile per la trasparenza delle istituzioni. Il professor Baglioni ha poi coinvolto gli studenti in una sessione di didattica innovativa, stimolando una riflessione collettiva sulle "parole della democrazia", spingendo i ragazzi a interrogarsi su come il linguaggio e la partecipazione possano ancora oggi difendere i principi costituzionali in un mondo che cambia.
Un messaggio prezioso per le nuove generazioni
Il cuore dell'iniziativa si è stretto attorno a un principio che Tina Anselmi ripeteva spesso come un mantra civile: «La democrazia ha bisogno di verità». Questa frase, che riassume il senso più profondo del suo impegno contro i poteri occulti e i tentativi di destabilizzazione dello Stato, è risuonata nell'aula come un testimone passato direttamente nelle mani dei giovani partecipanti. Gli studenti hanno potuto comprendere come la legalità non sia un concetto astratto, ma il risultato di scelte individuali coraggiose e di una vigilanza costante sui meccanismi del potere.
Attraverso questo dialogo tra generazioni, il progetto che partecipa alla rete di Concittadini si conferma uno spazio fondamentale di riflessione critica e maturazione civica. L'incontro ha dimostrato come l'unione tra rigore storico, analisi dei diritti e testimonianza diretta sia la chiave per trasformare la memoria in uno strumento utile. Non si tratta solo di ricordare il passato, ma di fornire ai ragazzi la bussola necessaria per interpretare le sfide del presente e per costruire, un domani, una convivenza civile basata sulla responsabilità, sul rispetto delle regole e sulla partecipazione democratica.

