Cittadini del domani crescono: il Comune di Ravenna accoglie la Consulta delle Ragazze e dei Ragazzi

Il progetto “La Scuola va in Comune” ha confermato anche nel mese di marzo il suo ruolo centrale nell’educazione alla democrazia per le nuove generazioni. Attraverso la XXVI edizione della Consulta delle Ragazze e dei Ragazzi (CdRR), il Comune di Ravenna ha offerto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado uno spazio reale di confronto istituzionale. Il percorso, che ha celebrato il suo 26° anniversario dalla prima seduta storica del 1999, ha visto i giovani rappresentanti impegnati in simulazioni di consiglio comunale, dibattiti sui diritti fondamentali e riflessioni profonde sulla convivenza civile, sotto la guida della referente pedagogica Maria Grazia Bartolini e degli assessori coinvolti.

Dalla Costituzione alla memoria: un percorso di consapevolezza

Le sedute precedenti hanno gettato basi solide, partendo dal riconoscimento dei diritti dei minori sanciti dall’ONU e dall’analisi della Costituzione Italiana, consegnata a ogni partecipante come bussola per la libertà. I ragazzi hanno eletto i propri vertici, nominando Edoardo Fortunati (scuola Novello) presidente e Letizia Rutelli (scuola Gessi) vicepresidente. Nel mese di gennaio, l'attenzione si è spostata sul Giorno della Memoria, trasformando il ricordo della Shoah in un impegno quotidiano contro l’indifferenza e il bullismo, con il prezioso contributo letterario della Biblioteca Classense e il monito della poesia di Bruno Tognolini.

Marzo: proposte per la città e riflessioni sulla parità

I lavori sono proseguiti intensamente nella seduta del 4 marzo. In questa occasione, l’Aula Consiliare è diventata il cuore pulsante delle "fantasie civiche" dei ragazzi, che hanno presentato proposte concrete per migliorare le attività a loro dedicate sul territorio ravennate. Significativo è stato lo spazio dedicato agli "Esercizi di Democrazia" in vista dell’8 marzo: l'assemblea ha approfondito il significato della Giornata Internazionale della Donna, riflettendo sui temi della parità di genere e sull'eredità di questa ricorrenza a ottant'anni dalla sua prima celebrazione in Italia. Un dialogo costruttivo che ha dimostrato, ancora una volta, come la scuola possa essere il primo luogo dove si impara a diventare cittadini responsabili.

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