"Cantando s’impara": le voci di Mikrokosmos tra maestri del passato e direttori del futuro

Il potere della musica trasforma l'apprendimento in un'esperienza corale che travalica i confini dell'aula. Prosegue con entusiasmo il progetto “Cantando s’impara”, curato dall’Associazione Mikrokosmos di Bologna e inserito nella rete di Concittadini. Dopo aver esplorato il diritto all'istruzione attraverso le figure di grandi pedagogisti come Don Milani e Alberto Manzi, i giovani coristi hanno vissuto un mese di marzo ricco di scambi pedagogici e sperimentazioni ritmiche, preparando il terreno per il grande evento di restituzione alla città.

Ruoli invertiti: i piccoli coristi diventano "maestri"

Il primo marzo ha segnato una tappa insolita e stimolante per il gruppo: un laboratorio didattico realizzato in collaborazione con l’AERCO (Associazione Emiliano-Romagnola Cori). In questa occasione i ruoli si sono letteralmente capovolti: i bambini di Mikrokosmos sono saliti in cattedra come "coro-laboratorio" per supportare la formazione dei futuri direttori di cori scolastici. Sperimentando pazienza e spirito di adattamento, i coristi hanno offerto le loro voci a "maestri in erba", permettendo loro di testare sul campo le tecniche di direzione. Il pomeriggio si è concluso con un concerto-restituzione dedicato alle famiglie, un momento di festa dove i piccoli hanno cantato sotto la guida di tante mani diverse, scoprendo nuovi modi di intendere la musica e la leadership.

Il ritmo dei diritti: body percussion e nuove sonorità

Il cammino verso il mese di aprile prosegue ora con un secondo laboratorio articolato in due incontri, condotto dalla musicista Marta Abatematteo. I bambini sono impegnati a esplorare colori, toni e giochi vocali, integrando la tecnica della body percussion. Questo lavoro non resterà confinato alla sala prove: l'obiettivo è trasformare il laboratorio in un'esperienza collettiva durante l'evento finale, dove i coristi di Mikrokosmos guideranno il pubblico in una grande performance ritmica. Parallelamente, il gruppo sta affinando un repertorio che è un vero e proprio viaggio nella didattica: dalle "filastrocche dell'alfabeto" ai canti che insegnano il rispetto per la natura o le regole di convivenza, fino al celebre brano di Sergio Endrigo su testo di Gianni Rodari, "Parole", un inno alla ricerca del linguaggio per pensare e amare.

Un alfabeto di emozioni per il concerto conclusivo allo Zonarelli

Ogni brano scelto per il concerto conclusivo del 12 aprile porta con sé un valore educativo profondo e segna la fine di questo intenso viaggio corale. Si passa dall'invito all'ascolto di Roberto Piumini alla saggezza del canto africano Namuna, che celebra lo scambio di saperi tra nonni e nipoti. Questo "alfabeto di diritti", composto da musica, libri e riflessioni, troverà la sua casa definitiva presso il Centro Interculturale Zonarelli. Qui, la mostra interdisciplinare costruita "pezzo dopo pezzo" dai ragazzi e il grande evento finale racconteranno alla cittadinanza come la musica possa essere, ancora oggi, il veicolo più potente per trasmettere l'importanza vitale di un'istruzione libera e accessibile a tutti.

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