Quando il racconto unisce la comunità: a Ravenna le storie del territorio diventano un documentario

Attraverso la scrittura autobiografica e l'incontro con i testimoni locali, gli studenti ravennati trasformano la memoria in uno strumento di inclusione, superando gli stereotipi per riscoprire il valore dei diritti umani. Si è concluso con un momento di grande partecipazione e commozione il progetto “In cerca di storie”, ideato e guidato da Asja Lācis. Il percorso ha coinvolto attivamente le classi 2^A e 3^E della scuola secondaria di primo grado "V. Randi" di Ravenna, con l'obiettivo di offrire ai ragazzi un'esperienza diretta di cittadinanza attiva basata sulla cultura dell'ascolto e della narrazione.
Il progetto si è sviluppato attraverso diverse fasi metodologiche molto intense. Gli studenti hanno iniziato con un percorso di scrittura autobiografica, raccontando in prima persona le proprie esperienze di superamento delle difficoltà, per poi aprirsi all'esterno. Divisi in piccoli gruppi e supportati da una fitta rete territoriale – che ha visto la partecipazione di realtà come ANPI, Pubblica Assistenza, Centro sociale Bosco Baronio e la collaborazione della Biblioteca Classense – i giovani hanno intervistato diversi testimoni del territorio, trascrivendo i dialoghi e rielaborandoli in classe. Le interviste più significative sono state infine raccolte e trasformate in un vero e proprio video documentario.
L'evento conclusivo si è tenuto lo scorso 23 maggio all'interno della sala Teatro della scuola "Randi", trasformandosi in un momento di intensa restituzione pubblica alla presenza di studenti, famiglie e degli stessi testimoni intervistati. La proiezione è stata aperta dagli interventi istituzionali dell’Assessora alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna Hiba Alif, del dirigente scolastico Dott. Mirco Banzola, della Professoressa Baroni e dei rappresentanti degli studenti Paolo e Rachele. Proprio le parole di Rachele, lette durante l'incontro, hanno racchiuso il senso profondo del percorso: “Questo progetto è stato molto più di un'esperienza, è stato un viaggio attraverso le storie di chi non si è arreso, un'eredità di coraggio da custodire e continuare a coltivare. Questa attività mi ha insegnato che ogni ostacolo, dal più piccolo al più grande, può trasformarsi in un'opportunità”. I questionari di valutazione hanno confermato lo straordinario impatto educativo dell'iniziativa, capace di sviluppare empatia e rafforzare il senso di comunità intorno ai temi dei diritti e del rispetto delle diversità.
