La conoscenza di un territorio e l'inclusione sociale passano anche attraverso la cultura gastronomica, capace di trasformare un momento conviviale in uno straordinario spazio di dialogo, accoglienza e socializzazione. Ha tagliato il traguardo finale con un bilancio estremamente positivo il progetto “Diritto alla cultura, conoscere la storia, gli usi i costumi del territorio: Ferrara, una città dove abitare”, curato dall'Associazione Culturale Umanità di Ferrara all'interno del percorso promosso da Concittadini. L'iniziativa ha affiancato per tutto l'anno scolastico lo studio dell'italiano L2 ad attività pratiche ed esplorative, mirate a favorire il senso di appartenenza e la partecipazione attiva dei cittadini stranieri all'interno del contesto locale.

L'ultimo atto di questo percorso si è svolto lo scorso mercoledì 27 maggio negli spazi di vicolo Cornuda 4, in occasione della grande festa conclusiva dei corsi di italiano. L'incontro, intitolato “La cucina ferrarese, prodotti tipici”, ha visto la partecipazione entusiasta di studenti, insegnanti, rappresentanti delle istituzioni cittadine e della società civile ferrarese, accolti dai saluti del presidente dell'associazione Francesco Ferroni. Al centro del pomeriggio è stata posta la scoperta delle eccellenze agroalimentari locali, intese come veicolo culturale e formidabile strumento di scambio reciproco e valorizzazione della diversità.

A guidare i presenti in questo viaggio nei sapori sono stati due relatori d'eccezione: Massimo Cappelli, titolare dello storico panificio di famiglia (nonché datore di lavoro di uno degli studenti della scuola), e Maura Pilastrini, "chef per caso". Cappelli ha raccontato le origini del forno e i segreti della lavorazione della celebre "coppia ferrarese", eccellenza locale e prodotto IGP; Pilastrini ha invece affascinato la platea svelando la storia e le curiosità legate ai tradizionali cappellacci di zucca, ricordando come l'amore per la cucina sia prima di tutto un dono verso gli altri. Molti studenti sono intervenuti attivamente ponendo domande sulle tecniche di produzione e sulle competenze necessarie per intraprendere questi mestieri sul territorio. L'evento si è chiuso con una degustazione festosa a base di coppie ferraresi, focacce e muffin alla zucca, confermando come la convivialità sia il linguaggio più universale per fare comunità e stringere relazioni interpersonali durature.