Dall'analisi delle fonti all'incontro con i testimoni locali, le classi terze dell'Istituto Comprensivo Monticelli d'Ongina portano in piazza i racconti del Novecento, trasformando il ricordo in cittadinanza attiva. Ha vissuto i suoi momenti conclusivi più alti e partecipati il progetto “Memoria e Cittadinanza, edizione 2025/2026”, promosso dall'Istituto Comprensivo di Monticelli d'Ongina (PC). Inserito stabilmente nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF), questo percorso interdisciplinare ed esperienziale ha guidato gli studenti di tutti gli ordini di scuola alla scoperta della storia locale del Novecento, mettendo al centro il dialogo intergenerazionale e l’educazione alla memoria attiva come pilastro dell'identità collettiva del territorio.

La reportistica di fine anno ha visto come assolute protagoniste le classi terze delle scuole secondarie di primo grado dell'istituto, che nei primi giorni di giugno hanno organizzato due importanti serate di restituzione pubblica aperte a tutta la cittadinanza. Il primo appuntamento si è tenuto mercoledì 3 giugno, alle ore 20:30, presso la Sala Biblioteca di Monticelli. In questa sede, gli alunni delle classi 3^A e 3^B della scuola "G. Vida" hanno presentato l'accurato lavoro di ricerca intitolato “La storia siamo noi: Albertina Vescovi, una ragazza della nostra terra, protagonista e testimone diretta della grande storia. Attraverso lo studio dei materiali d'archivio e l'analisi dei racconti biografici, i ragazzi hanno ricostruito le vicende personali di Albertina, intrecciandole con i grandi macro-eventi storici del secolo scorso.

Il secondo evento di restituzione ha avuto luogo venerdì 5 giugno, sempre alle ore 20:30, nella cornice del CineFox di Caorso. Sul palco sono saliti gli studenti delle classi 3^C, 3^D e 3^E della scuola "M. Buonarroti", che hanno condiviso con le famiglie e i residenti l'esito dei loro laboratori intitolati “La storia siamo noi: Pierina, una ragazza della nostra terra, protagonista e testimone diretta della grande storia. Entrambe le serate hanno registrato una grande affluenza, dimostrando come il recupero delle memorie femminili e delle micro-storie locali sia uno strumento potentissimo per stimolare il pensiero critico e per trasformare il ricordo del passato in un concreto esercizio di responsabilità civica nel presente.