La sostenibilità scende in campo a Bologna: come unire economia circolare, sport e solidarietà

Una seconda vita per lo sport e per l'ambiente: a Bologna l'economia circolare diventa un gesto collettivo per azzerare gli sprechi e abbattere le barriere sociali. Tutto ha inizio da una vecchia racchetta dimenticata in cantina, un paio di scarpe da corsa riposte in fondo all'armadio o la casacca di una squadra ormai troppo stretta. Oggetti che rappresentano spesso solo un ingombro, ma che sono diventati il motore di una rivoluzione verde e solidale grazie al progetto dell'associazione Rigenera Sport intittolato "Educazione civica ambientale e sport come bene comune".
Questa iniziativa unisce l'educazione alla sostenibilità ambientale al diritto inalienabile allo sport, dimostrando che ogni capo o attrezzatura recuperata può trasformarsi in un'opportunità di riscatto sociale e partecipazione attiva per le giovani generazioni, riducendo al contempo l'impatto ecologico sul pianeta. Rimettere in circolo una singola maglia sportiva evita infatti l'emissione di circa 9 kg di CO2, che salgono a 10 kg per una felpa e superano i 12 kg per un paio di scarpe, numeri che, se moltiplicati per le centinaia di pezzi sottratti alla discarica ogni mese, dimostrano come l'attività dei ragazzi si allinei perfettamente con gli obiettivi di consumo responsabile, lotta al cambiamento climatico e riduzione delle disuguaglianze promossi dall'Agenda 2030.
Durante l'anno scolastico, la fitta rete di contenitori bianchi per la raccolta ha coinvolto scuole, associazioni sportive, aziende e famiglie, culminando nel successo dello "Swap Party Sportivo", un evento di scambio gratuito dove gli studenti e le loro famiglie hanno potuto donare il materiale inutilizzato e ricevere in cambio ciò di cui avevano bisogno, sperimentando sul campo che la sostenibilità è un'abitudine quotidiana capace di generare comunità. Tutto il materiale raccolto viene accuratamente selezionato dai volontari e redistribuito a filiera corta sul territorio bolognese, destinandolo ad associazioni, case famiglia, cooperative sociali, centri per minori e strutture carcerarie, con il prezioso supporto di grandi nomi dello sport italiano come Carlton Myers e Lucia Bronzetti, che hanno scelto di sostenere l'iniziativa donando la propria attrezzatura. Secondo la visione del presidente di Rigenera Sport ETS, Renato Sebastianelli, il vero sogno del progetto sarà trasformare il riuso nelle scuole da una felice eccezione a una pratica naturale e diffusa, restituendo allo sport la sua dimensione di bene comune accessibile a tutti, capace di unire le persone e di proteggere la nostra casa comune.
