I linguaggi del futuro nascono a Casteldebole: la poesia degli studenti per ripudiare la guerra

La forza espressiva della parola e l'eco dell'Antologia di Spoon River guidano i più giovani in un viaggio nel profondo della memoria storica, alla ricerca di una lingua condivisa per costruire la pace e rifiutare ogni violenza. Ha vissuto una tappa di grande spessore culturale e partecipazione il progetto “La memoria del presente per una lingua del futuro”, ideato dall'Associazione Interculturale Polo Interetnico A.I.P.I. Bologna. Attraverso una metodologia fortemente laboratoriale e condivisa, il percorso ha stimolato le ragazze e i ragazzi a riflettere sul ripudio della guerra espresso dall'articolo 11 della nostra Costituzione, legando gli eventi della Seconda guerra mondiale e della Resistenza ai conflitti del mondo contemporaneo.
Il momento culminante di questa esperienza si è tenuto lo scorso 4 giugno nella succursale di Casteldebole, durante l'attesa Festa della Scuola Secondaria “Volta”. Davanti a una platea attenta ed emozionata, le classi 3^G e 3^H hanno presentato i propri componimenti originali, nati all'interno del laboratorio poetico curato dal professor Roberto Pasquali e realizzato anche grazie al prezioso contributo della sezione ANPI di Borgo Panigale. Gli studenti si sono messi in gioco esplorando il tema della fragilità e della cura, scoprendo che proprio l'ascolto del silenzio e delle vulnerabilità dell'altro rappresenta il primo passo indispensabile per tendere la mano e restare umani.
Gli elaborati letti durante il pomeriggio hanno mostrato una straordinaria sensibilità, alternando immagini di smarrimento a potenti messaggi di speranza. Nei loro versi, i ragazzi hanno raccontato i momenti in cui "il mio cuore è ricoperto di crepe / mi nascondo dietro l’ombra di un muro", descrivendo la fragilità come "un dolore interiore / circondato da sbarre d’indifferenza". Eppure, proprio da questa vulnerabilità è emersa una maturità sorprendente: per gli studenti la fragilità "non è una debolezza, ma una forma diversa di forza / preziosa come l'ossigeno", il punto di partenza per cercare "morbide braccia che ci avvolgono / e non ci lasciano, un appoggio per non cadere", scoprendo che, quando ci si sostiene a vicenda, "a un tratto il mondo non fa più paura". Un'esperienza di altissimo valore formativo, in cui la scrittura creativa è diventata lo strumento ideale per esercitare una cittadinanza attiva, consapevole e inclusiva.
