Costruire il futuro tra legalità e memoria: il viaggio dei ragazzi di Poviglio e Brescello

Immaginate cinquecento paia di occhi spalancati, in un silenzio quasi irreale, mentre ascoltano la storia di un magistrato che ha scelto la giustizia per non piegarsi alle leggi della camorra, o le voci dei ragazzi che spiegano ai cittadini che la pace non è un'idea astratta, ma un cammino da fare insieme, un passo alla volta.
Il progetto “Vivere nel territorio tra diritti e doveri”, curato dall'IC Poviglio e Brescello, ha saputo incarnare perfettamente questa visione: educare alla pace, alla responsabilità e alla legalità democratica non attraverso formule teoriche, ma offrendo ai giovani studenti chiavi di lettura concrete per decifrare la complessità del nostro presente. Attraverso la memoria storica, l'esplorazione del territorio e l'incontro vivo con i testimoni del passato e del presente, i ragazzi hanno superato le narrazioni superficiali per farsi promotori in prima persona di un messaggio forte di cittadinanza attiva e antagonismo a ogni forma di criminalità.
Questo cammino, denso di riflessioni e impegno civile, ha vissuto un momento di straordinaria intensità lo scorso 28 maggio in via Roma, davanti alla scuola elementare di Brescello, nell'ambito della tre giorni del Festival della legalità. In una mattinata baciata dal sole, circa cinquecento studenti provenienti da tutta la Bassa Reggiana sono giunti in treno per incontrare il magistrato Catello Maresca, salito sul palco insieme al sindaco Carlo Fiumicino e alle massime autorità civili e militari. Presentando il suo libro "Il Genio di Falcone. Prima il dovere", Maresca ha letteralmente rapito l'attenzione dei giovanissimi per due ore, raccontando la sua infanzia in un territorio difficile, segnato dall'ostilità dei figli dei camorristi, e offrendo spunti di riflessione attualissimi su bullismo, trapper e influencer per spiegare come certi comportamenti prevaricatori vadano emarginati.
La stessa mattinata ha visto l'inaugurazione della mostra "Memoria dei Semplici", un toccante tributo progettato e realizzato dai ragazzi dell'Istituto Comprensivo in collaborazione con l'Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli. L'esposizione raccoglie le storie di vittime innocenti delle mafie, persone comuni di ogni età e provenienza geografica rimaste tragicamente coinvolte nelle trame della criminalità organizzata; un presidio di memoria che le scuole intendono far viaggiare e ampliare, convinte che il silenzio sia il miglior alleato delle mafie. A coronare questo intenso momento di comunità, i Carabinieri Forestali hanno consegnato alla scuola la "pianta della legalità" — una talea dell'albero di Falcone — che è stata simbolicamente piantata nel parco della scuola primaria di Brescello.
Il cerchio delle attività si è chiuso in modo altrettanto significativo il 6 giugno, ultimo giorno di scuola, quando le strade del centro storico di Poviglio sono state pacificamente invase per un "Anello per la Pace". Una camminata collettiva che ha visto sfilare gli studenti insieme a genitori, rappresentanti dei sindacati e dell'ANPI, culminata nella piazza principale nel pieno del giorno di mercato, per gridare forte l'impegno quotidiano della scuola nell'educazione alla pace e alla convivenza civile.
