C'è una forza silenziosa e profondamente rivoluzionaria nel sedersi in cerchio per decidere, insieme, quale forma dare al proprio futuro: è la scommessa maieutica che ha guidato i giovani del territorio riminese alla scoperta di una cittadinanza che non si subisce passivamente, ma si crea giorno dopo giorno attraverso il potere del dialogo e della reciprocità.

Il progetto “OrientaMenti nella Cittadinanza. Comunicare, legge della vita”, curato dall’Istituto di Scienze dell'Uomo di Rimini (ISUR), ha messo al centro del proprio cammino educativo esattamente questo approccio rivoluzionario, ispirato al pensiero e alla maieutica nonviolenta di Danilo Dolci. Attraverso percorsi partecipativi di educazione civica e comunicazione empatica, gli studenti del territorio riminese sono stati valorizzati come veri e propri protagonisti civili, capaci di esplorare criticamente la realtà, superare le differenze e abbattere i muri dell'indifferenza per farsi promotori di dialogo, legalità e convivenza pacifica.

Il percorso ha vissuto due tappe conclusive di straordinaria intensità nel corso della tarda primavera. Venerdì 5 giugno 2026, l'Aula Magna dell'Istituto Statale di Istruzione Secondaria “T. Guerra” di Novafeltria ha ospitato un importante laboratorio-dibattito guidato da Carlo Pantaleo, formatore e coordinatore di progetti generativi. Durante la mattinata, le classi dell'ISIS si sono confrontate attivamente sui testi e sulla figura di Danilo Dolci — sociologo, poeta e attivista per la nonviolenza e la democrazia contro ogni mafia —, riflettendo sull'attualità del manifesto della comunicazione reciproca come alternativa al dominio e alla prevaricazione del bullismo. Le riflessioni maturate sono poi confluite nella grande festa dell'amicizia tra i popoli, tenutasi domenica pomeriggio 7 giugno nella vivace cornice di Piazza Europa a Villa Verucchio. In questa occasione pubblica e di festa, i ragazzi hanno presentato i propri elaborati alla cittadinanza e ad altri studenti, dimostrando concretamente come la scuola possa aprirsi al territorio e seminare domande profonde per generare una cittadinanza attiva, diffusa e realmente condivisa.