A Parigi per insegnare il futuro: la memoria della Shoah si fa lezione di democrazia e pensiero critico

Dal 25 al 29 maggio scorso si è svolta a Parigi la XIV edizione dell’Università italiana “Ripensare e insegnare la Shoah”, la prima dedicata alla memoria di Laura Fontana, ideatrice del progetto e storica corrispondente per l’Italia del Memorial de la Shoah.
Trenta docenti provenienti da diverse regioni italiane si sono riuniti presso il Memorial de la Shoah di Parigi e il Memoriale di Drancy per una intensa settimana di formazione e aggiornamento dedicata alla storia della Shoah, alle sue interpretazioni storiografiche e alle prospettive didattiche più innovative. Attraverso lezioni, seminari e momenti di confronto con alcuni dei più autorevoli studiosi europei del tema, il corso ha offerto ai partecipanti l’opportunità di riflettere sui modi di insegnare la Shoah nel contesto contemporaneo, valorizzando il dialogo tra ricerca storica e pratiche educative.
L’edizione 2026 è stata caratterizzata da un forte momento di continuità con l’eredità culturale e professionale di Laura Fontana. Sia all’apertura sia alla conclusione dei lavori si sono svolte cerimonie commemorative che hanno ricordato il suo fondamentale contributo alla formazione degli insegnanti italiani e alla diffusione di una didattica rigorosa e innovativa della Shoah.
Alle iniziative hanno preso parte i vertici del Memorial de la Shoah, rappresentati dal direttore Jacques Fredj e da Bruno Boyer, insieme ai partner istituzionali dell’Università: l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, rappresentata dal consigliere regionale Paolo Trande, e l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, con la responsabile delle attività didattiche Monica Di Barbora.
I partecipanti hanno espresso unanime apprezzamento per la scelta di proseguire il percorso avviato da Laura Fontana, sottolineando il valore di un’esperienza formativa considerata unica nel panorama italiano per qualità scientifica, profondità metodologica e dimensione internazionale. Valutazioni altrettanto positive sono giunte dai formatori, che hanno evidenziato l’elevato livello di partecipazione, il clima di confronto e la capacità del gruppo di sviluppare nuove prospettive di ricerca e insegnamento.
In una società attraversata da profonde trasformazioni culturali, sociali e tecnologiche, il lavoro sulla storia assume un valore che va ben oltre la semplice trasmissione delle conoscenze. Lo studio della Shoah e dei processi che hanno condotto alle persecuzioni e ai genocidi del Novecento contribuisce infatti a formare comunità scolastiche più consapevoli, capaci di confrontarsi con la complessità del passato e del presente. La storia diventa così uno strumento di cittadinanza democratica, di educazione al pensiero critico e di costruzione di legami comunitari fondati sul rispetto delle differenze, sulla responsabilità individuale e sulla difesa dei valori costituzionali.
