#Portamiconte: la Memoria ritrova il volto e la voce all’Assemblea legislativa
«Speranza è un fiore che nasce nel fango, un raggio di sole in un cielo di pianto». Con i versi della poesia “Speranza” di Ramisa Mahbub, si è aperta il 26 gennaio una mattinata di profonda commozione presso gli spazi dell’Assemblea legislativa. Ramisa, che oggi frequenta le scuole superiori, ha letto il componimento con cui l'anno scorso, quando frequentava la terza media alle scuole Marconi di Casalecchio di Reno, ha vinto il premio letterario ANED 2025. Una voce giovane che, alla vigilia della Giornata della Memoria, ha introdotto l'inaugurazione della mostra di Antonella Cinelli, "Portami con te".
Il progetto restituisce nome e dignità ai deportati emiliano-romagnoli, sottraendo le loro storie all'oblio dei numeri attraverso lo sguardo dell'arte. Le opere di Antonella Cinelli ridanno vita a biografie straordinarie: quella di Clara Dragoni, staffetta partigiana di Alfonsine sopravvissuta ai lager; dei fratelli Irnerio e Idro Cervellati, promesse del ciclismo stremate dalla vita del campo di Gusen; delle sorelle Jole, Lina e Nella Baroncini, che con il padre nascondevano in casa una stamperia clandestina; di Atos Minarelli, il contadino che si consegnò ai nazisti per salvare donne e bambini rifugiati in una cascina, e di Fausto Cavagna, il calciatore partigiano arrestato in montagna e ucciso a soli 24 anni.
«Ho voluto fondere ritratti e cenni biografici per contrastare la sistematica cancellazione dell’identità operata nei lager», ha spiegato l’artista. Un intento reso ancora più tangibile dalle testimonianze lette durante tutta la mattinata da Anna Cocchi (presidente Anpi di Bologna) e Fabrizio Tosi (vicepresidente Aned di Bologna), che hanno prestato la voce ai protagonisti dei quadri. Momenti di crudo realismo, come il racconto di Atos Minarelli sull'arrivo a Mauthausen, tra il gelo della neve e la violenza della rasatura, o di struggente umanità, come la lettera di Jole Baroncini alla sorella Nella: un sogno ad occhi aperti fatto di piatti di tagliatelle fumanti e della speranza di rivedere il padre seduto a tavola con la sua tuta da lavoro, prima che la realtà tornasse a essere quella di una "mescola di rape amare".
La mattinata, moderata da Sabrina Franceschini (dirigente Area promozione della Cittadinanza attiva), ha visto un dialogo a tre voci che ha svelato i retroscena del progetto: dall'approccio creativo della stessa Cinelli, agli incontri nelle scuole curati da Fabrizio Tosi, fino alla gestione comunicativa illustrata dal giornalista Marcello Crosara (Anci Emilia-Romagna).
Il vero culmine dell’evento è stata però la voce degli studenti, che hanno presentato con orgoglio il frutto del loro processo di "adozione". I ragazzi di Calcara hanno adottato i fratelli Cervellati; la scuola media Guido Reni di Bologna le sorelle Baroncini; Castello D’Argile ha scelto Atos Minarelli e Fausto Cavagna, mentre le Galilei di Casalecchio hanno adottato Clara Dragoni. Un lavoro che ha coinvolto circa 140 alunni, supportati dalle loro insegnanti, trasformando documenti d'archivio in legami personali.
Il Presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, ha sottolineato il valore di questa partecipazione: «Con questo progetto vogliamo mostrare ai ragazzi che tra le vittime dei lager c'erano molti loro coetanei: vite a cui il nazifascismo ha negato ogni identità, nel folle disegno di trasformarle in cenere e silenzio. Vedere oggi questa partecipazione così sentita è la prova che valorizziamo la memoria non solo nelle ricorrerze, ma nei gesti di ogni giorno».
La grande partecipazione emotiva degli studenti ha dimostrato che la Memoria, quando diventa "adozione", smette di essere passato e diventa un impegno per il futuro. "Portami con te" però non finisce qui: ora i ragazzi potranno continuare il loro lavoro di testimonianza attraverso i social, documentando l’uso quotidiano degli oggetti (spille, borse, quaderni) ricevuti in dono, ognuno accompagnato da un certificato di adozione. Attraverso l’hashtag #portamiconte, ogni scatto diventerà un tassello di un impegno collettivo contro la disumanizzazione, con racconti e aggiornamenti che continueranno a vivere sulla pagina Instagram di Concittadini.

