PASSO DUE: a Pavullo nel Frignano il cinema diventa ponte tra generazioni
Il territorio dell’Appennino modenese si trasforma in un set cinematografico dove la memoria storica incontra la creatività dei giovani. Il progetto “PASSO DUE – Immaginario collettivo. Laboratorio di cinema”, curato dall’Associazione Insolita in collaborazione con OTTOmani, sta vivendo mesi di grande fermento. Avviato a gennaio presso il Limo Club e sostenuto dal Comune di Pavullo, il percorso sta coinvolgendo 24 partecipanti di ogni età in un’esperienza unica di narrazione audiovisiva, capace di unire il cinema dal vero alle tecniche dell’animazione stop-motion.
Un laboratorio intergenerazionale e formativo
Il cuore pulsante del progetto è la sua natura inclusiva: tra gli iscritti figurano 14 studenti delle scuole superiori locali che partecipano su base volontaria, grazie a una convenzione con l’Istituto Cavazzi che riconosce l’attività come percorso di formazione scuola-lavoro. Accanto a loro, cittadini più giovani e adulti si confrontano quotidianamente alla pari, condividendo idee e opinioni. Questa sinergia intergenerazionale ha permesso di esplorare il linguaggio audiovisivo non solo attraverso esercizi tecnici e visioni guidate, ma soprattutto tramite una scrittura collettiva che ha dato vita a un soggetto originale carico di significato.
Ciak si gira: le riprese sul territorio
Dopo la fase di scrittura, il laboratorio è entrato nel vivo della produzione. Durante le scorse settimane, il gruppo è stato impegnato nelle riprese in diverse location simboliche, dalla Piazza Pasquetta alla fontana dei Frati Cappuccini, fino ai borghi storici del territorio. La storia segue le vicende di Martina che, guidata da un misterioso "mostriciattolo blu" uscito da un vecchio libro del nonno, intraprende una ricerca che la porta a scoprire oggetti del passato — come biglie antiche e vecchi dischi — capaci di attivare memorie e dialoghi tra il presente e il passato.
Competenze e senso di comunità
Attraverso le dieci tappe del percorso, i partecipanti non stanno solo acquisendo competenze tecniche su riprese e montaggio, ma stanno riscoprendo il senso di appartenenza alla propria comunità. Ogni inquadratura e ogni scena girata diventano uno strumento per stimolare la curiosità verso le radici locali e per dare forma a un immaginario collettivo condiviso. Il progetto si concluderà con un evento pubblico di restituzione, dove il film sarà presentato alla cittadinanza, promuovendo il valore sociale del cinema come motore di partecipazione e dialogo territoriale.

