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7 marzo 1996 – 7 marzo 2026. Utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie

Trent’anni di riutilizzo sociale raccontati in un almanacco fatto di immagini, storie e volti. Il 7 marzo 1996 veniva approvata la legge 109 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Una conquista nata dall’impulso di Libera e dall'impegno di tante realtà sociali e civiche che, negli anni, ha trasformato patrimoni sottratti alla criminalità in opportunità per i territori. A trent’anni da quella data, un almanacco ripercorre questo cammino attraverso fotografie, testimonianze e storie di persone e comunità che ogni giorno danno nuova vita a questi luoghi. Libera Associazione nomi e numeri contro le mafie – marzo 2026

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Le case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza - Anno 2024

Nel 2024 è cresciuta l’offerta delle Case rifugio (CR), tendenza in atto dal 2020: le donne vittime di violenza possono contare su 503 CR, l’8,4% in più rispetto alle 464 attive nel 2023, registrando l’incremento più consistente degli ultimi tre anni. Incrementi importanti si sono avuti anche dopo la pandemia tra il 2019 e il 2020 (+25,3%) e tra il 2020 e il 2021 (+17,8%) a seguito dell’implementazione dei primi piani nazionali contro la violenza. Elaborazioni Istat – 25 maggio 2026

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Garanzie Pubbliche al Credito e Sostegno alle PMI: Analisi del Periodo Emergenziale 2020-2022

Il Report presenta un’analisi delle imprese italiane che hanno beneficiato di prestiti con garanzie pubbliche durante il periodo emergenziale della pandemia COVID-19, dal marzo 2020 al giugno 2022. Elaborazioni a cura di Assonime – 26 maggio 2026

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L’oggetto del regionalismo differenziato alla luce della sent. 192/2024. Attorno alla nozione di «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie» ex art. 116, co. 3 Cost

Prendendo le mosse dalla sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024, il saggio si interroga sull’oggetto dell’autonomia differenziata di cui all’art. 116, co. 3 Cost., ossia, in particolare, sulla nozione che la locuzione «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie» sottende. A cura di Matteo Milanesi, in Rivista AIC – 2/2026

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