Sentenza Corte Costituzionale n. 116/2021 - cacciaNorme della legge della Regione Sardegna 27 febbraio 2020, n. 5 (Modifiche all’articolo 6 della legge regionale n. 23 del 1998 in materia di piani di abbattimento) - Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri - controllo della fauna selvatica anche mediante piani di abbattimento la cui predisposizione è affidata alle province e alla città metropolitana di Cagliari, che si possono avvalere di delegati designati dai proprietari e dai conduttori dei fondi interessati - ampliamento del novero dei soggetti deputati all’attuazione dei piani di abbattimento della fauna selvatica - nucleo minimo di salvaguardia ambientale - il controllo faunistico non ha finalità venatoria ma di tutela dell’ecosistema - abbattimento è extrema ratio in caso di inefficacia dei metodi ecologici verificata da ISPRA - evitare che la tutela degli interessi perseguiti con i piani di abbattimento trasmodi nella compromissione della sopravvivenza di alcune specie faunistiche - introduzione corsi per cacciatori adibiti al controllo faunistico. Decisione: illegittimità.
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Sentenza Corte Costituzionale n. 138/2021 - cacciaNorme della legge della Regione Liguria 19 maggio 2020, n. 9 (Disposizioni di adeguamento della normativa regionale) - Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri - facoltà riconosciuta ai cacciatori di mantenere sul fondo altrui il materiale utilizzato per la costruzione dell’appostamento temporaneo se il titolare del terreno non manifesta formalmente il proprio diniego - diritto di proprietà - autorizzazione paesaggistica - violazione della competenza legislativa e regolamentare riservata allo Stato in materia di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali - svolgimento dell'attività venatoria all'interno di ZSC E ZPS - modifica del calendario venatorio - silenzio venatorio. Decisione: illegittimità - non fondatezza.
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Sentenza Corte Costituzionale n. 113/2021 - cacciaNorme della legge della Regione Molise 30 aprile 2020, n. 1 (Legge di stabilità regionale 2020) - Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri - calendario venatorio - competenza esclusiva statale nella materia «tutela dell’ambiente e dell’ecosistema» e di standard minimi di tutela della fauna - derogabilità in peius della legislazione statale in materia di caccia - la norma impugnata permette l'estensione dell’arco temporale del prelievo venatorio all’intero periodo intercorrente tra le date di apertura e di chiusura della stagione della caccia in assenza del parere di ISPRA - principio di gradualità - introduzione di una surrettizia forma di controllo faunistico svincolata dai limiti procedimentali previsti dalla legge statale. Decisione: illegittimità.
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Sentenza Corte Costituzionale 69/2022 - cacciaNorme della legge della Regione Liguria 29 dicembre 2020, n. 32 (Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno finanziario 2021) - Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri - dilatazione dei termini di cacciabilità della fauna selvatica - definizione dell’arco temporale massimo: la disposizione impugnata estende il numero dei giorni di esercizio dell’attività venatoria - la durata del periodo di caccia è stabilita dallo Stato nell’esercizio della competenza esclusiva in materia ambientale: le Regioni non possono allungarlo, né frammentarlo, con recuperi successivi alla sua data finale. Decisione: illegittimità.
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Sentenza Corte Costituzionale 254/2022 - cacciaNorme della legge della Regione Lombardia 16 agosto 1993, n. 26 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria), della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) e della legge reg. Lombardia n. 26 del 1993 - Ricorso promosso dal TAR Lombardia - la norma censurata restringe il divieto di caccia sui valichi interessati dalle migrazioni aviarie al solo comparto di maggior tutela della zona faunistica alpina e non in assoluto, per tutti i valichi di montagna interessati dal sorvolo delle specie migratorie, come previsto invece dalla norma statale che sottopone a protezione tutti i valichi nell’arco di un chilometro - la disciplina nazionale vieta tassativamente, senza alcuna condizionalità, la caccia su tutti i valichi montani interessati dalle rotte di migrazione dell’avifauna, per una distanza di mille metri dagli stessi - la protezione del valico montano è fuori dalla logica della composizione di interessi a cui è preposta la pianificazione faunistica e il suo territorio impone un divieto di caccia assoluto in ragione del fattore naturale costituito dalla circostanza obiettiva dell’esistenza di rotte migratorie dell’avifauna - il divieto di caccia sui valichi montani percorsi dall’avifauna, essendo posto a salvaguardia della specifica e puntuale esigenza di tutela derivante dall’esistenza della rotta migratoria, esula dalle percentuali di territorio tutelabile. Decisione: illegittimità - non fondatezza.
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Sentenza Corte Costituzionale 148/2023 - cacciaNorme della legge della Regione Veneto 28 gennaio 2022, n. 2, recante «Piano faunistico-venatorio regionale (2022-2027) e modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”» - Ricorso promosso da TAR Veneto - la norma censurata approva il piano faunistico venatorio, modificando i confini della zona faunistica delle Alpi con applicazione di un criterio di tipo altimetrico per l'individuazione dei territori - piano faunistico venatorio approvato con legge anziché con atto amministrativo. Decisione: illegittimità.
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Sentenza Corte Costituzionale 19/2024 - tutela ambienteNorme della legge della Regione Lombardia 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio) - Ricorso promosso da TAR Lombardia - il Comune di Mantova ha irrogato un provvedimento sanzionatorio pecuniario dopo avere accertato la compatibilità paesaggistica di opere realizzate senza autorizzazione in un complesso industriale sito in un’area parzialmente assoggettata a vincolo paesaggistico. La norma regionale impugnata prevede che, in assenza di un danno ambientale, la sanzione vada comunque quantificata nella misura minima dell’ottanta per cento del costo teorico di realizzazione delle opere abusive, previa perizia di stima. Decisione: illegittimità.
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Sentenza Corte Costituzionale 233/2021 - autorizzazione integrata ambientaleNorme della legge della Regione Lombardia 21 maggio 2020, n. 11 (Legge di semplificazione 2020) - Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri - La norma censurata, in caso di riesame dell’autorizzazione integrata ambientale conseguente all’emanazione di nuove conclusioni sulle Best Available Techniques, prevede la convocazione di una conferenza di servizi in forma semplificata e in modalità asincrona - contrasto con il codice dell'ambiente, secondo cui, invece, le conferenze di servizi decisorie in materia di AIA debbono svolgersi in modalità sincrona e in forma simultanea - la disciplina dell’AIA è da ricondursi alla materia della tutela dell’ambiente - quando si tratta delle procedure di tutela ambientale il valore della semplificazione s’invera nella definizione di modelli organizzativi fondati sull’efficiente collaborazione e sul coordinamento delle competenze, non sulla mera velocizzazione delle tempistiche. Decisione: illegittimità.
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Sentenza Corte Costituzionale 52/2022 - benefit ambientaleNorme della legge della Regione Lazio 9 luglio 1998, n. 27 (Disciplina regionale della gestione dei rifiuti) - Questione sollevata dal Consiglio di Stato - la norma regionale censurata, prevedendo che una quota percentuale della tariffa per l’esercizio degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani (benefit ambientale) sia dovuta dai comuni utenti al soggetto gestore dell’impianto o della discarica a favore del comune sede dell’impianto o della discarica, istituirebbe un nuovo tributo. Decisione: inammissibilità.
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Sentenza Corte Costituzionale 201/2021 - dighe e sbarramentiNorme della legge della Regione Veneto 23 giugno 2020, n. 23 (Norme in materia di costruzione, esercizio e vigilanza degli sbarramenti di ritenuta e dei bacini di accumulo di competenza regionale) - Ricorso promosso dal
Presidente del Consiglio dei ministri - la legge regionale pare aggirare la necessità di compresenza di due requisiti dimensionali prescritti per dighe e sbarramenti dalla normativa statale mediante l’uso della disgiuntiva “o” e della doppia congiunzione “e/o” - violazione della riserva di competenza statale per le opere al servizio di grandi derivazioni d'acqua - procedimento di VIA. Decisione: illegittimità - non fondatezza -
inammissibilità.
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