“conCittadini” traguarda i 30.000 studenti coinvolti, premiata la scrittrice Sarfatti

27.03.2017

Trentamila ragazzi, 3.700 fra docenti e formatori, 210 scuole, 120 enti locali, 460 associazioni e enti della società civile.

Sono i numeri 2016-2017 di ‘conCittadini’, il progetto “in continua espansione” promosso dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che coinvolge tutti questi soggetti, durante l’anno scolastico, in varie attività sui temi della memoria, dei diritti, della legalità e del patrimonio.

I dati sono stati diffusi durante un convegno, svoltosi questa mattina nella sede bolognese dell’Assemblea, intitolato “Un patto di cittadinanza fra istituzioni, scuola e territorio”, dal tema di un’indagine condotta da un gruppo di ricercatori e docenti del Dipartimento di Scienza dell’educazione ‘Giovanni Maria Bertin’ e del Centro internazionale di didattica della storia e del patrimonio (DiPaSt) dell’Università di Bologna, presentata durante l’iniziativa.

“Si tratta di un passaggio importante per il progetto ‘conCittadini’– afferma Yuri Torri, consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza, aprendo i lavori– che negli anni ha dimostrato di essere un’esperienza significativa fra le varie attività del parlamento regionale, favorendo la partecipazione, la cittadinanza attiva e l’apertura delle istituzioni verso i cittadini. Oggi assistiamo a un confronto tra quelle realtà che hanno dato vita a un patto di cittadinanza, basato sullo scambio e l’interazione, a partire dalle esperienze degli studenti che ne sono state il fulcro”.

“Di esperienza positiva, perché attraverso il lavoro dei ragazzi l’Assemblea può rinnovare il senso della comunità e richiamare valori, come quello della legalità, della memoria e del fare politica nel senso di occuparsi del proprio territorio e del bene della comunità” parla anche Sergio Maccagnani, dell’Anci Emilia-Romagna, mentre Stefano Versari, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, ricorda che si è veri cittadini quando si pratica la “cittadinanza attiva”, essere quindi degni di ‘partecipare’ e di prendersi cura della città e della comunità.

Di “definire il concetto di cittadinanza” si occupa Andrea Morrone, docente di diritto costituzionale all’Università di Bologna, che spiega, tra l’altro, la nozione costituzionalistica di cittadinanza, sia come appartenenza costitutiva di un cittadino a una comunità politica, cioè la città e quindi lo stato, dove l’interesse individuale recede di fronte all’interesse pubblico (un ‘idea – commenta – che si è un po’ persa) sia come stato che implica l’essere soggetto titolare di diritti e di doveri derivanti dall’essere parte di una comunità più alta. Morrone tocca poi la differenza tra la cittadinanza secondo lo jus sanguinis o lo jus soli e i due modelli di cittadinanza nati l’uno sul modello liberale giacobino francese, l’altro sul modello costituzionale anglosassone.

Di seguito, l’illustrazione dell’indagine a cura di Beatrice Borghi, del collegio scientifico del DiPaSt, e di Filippo Galletti, sempre del DiPaSt.

 

Tra le finalità dello studio, quelle “di conoscere le opportunità che offre la partecipazione alla comunità di ‘conCittadini’ per un’educazione alla cittadinanza; di individuare le modalità più efficaci per attivare una rete di confronto tra istituzioni pubbliche, scuole e università; di formulare, sperimentare e validare strategie e risorse per preparare gli insegnanti a programmare e svolgere percorsi di educazione alla cittadinanza attiva; di proporre a livello regionale e nazionale l’adozione di buone pratiche di educazione alla cittadinanza”.

Dall’indagine è emerso che “l’esperienza di ‘conCittadini’ risulta una ‘buona’ pratica educativa che ha potenzialità di ampliamento del proprio raggio di azione” e che “da una dimensione regionale può quindi ambire a diventare una realtà e una pratica di cittadinanza sovraregionale e nazionale”. Di qui, il suggerimento di considerare la pratica di questo progetto come “un’esperienza di laboratorio dell’esercizio della cittadinanza da inserirsi all’interno di un curriculum della formazione”.

Borghi evidenzia quindi la necessità di “rafforzare il raccordo con le istituzioni per un dialogo permanente e un interscambio di pratiche didattiche per il superamento degli eccessi di teoricismo sulla cittadinanza”.

Mentre Rolando Dondarini, referente scientifico del DiPaSt, sollecita di “cogliere l’opportunità di conCittadini per rendere concreta e valorizzare l’educazione alla cittadinanza attiva attraverso la condivisione di buone pratiche svolte dagli insegnanti con la partecipazione attiva di studenti e istituzioni”.

Dopo il ‘racconto’ di esperienze in progetti realizzati nell’ambito di ‘conCittadini’ da parte di alcuni protagonisti, ha avuto spazio la consegna del premio Concives – Concittadini dell’infanzia’ ad Anna Sarfatti, per l’attività svolta dall’insegnante-scrittrice nella diffusione della cultura dei diritti fra più giovani.

“Faccio la postina della Costituzione” – afferma Sarfatti, illustrando la propria esperienza di lavoro con i bambini per rispondere ai loro bisogni attraverso le numerose pubblicazioni realizzate, a partire da “La Costituzione raccontata ai bambini”.

(Antonella Celletti)

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