Il primo anno di mandato della Commissione Von der Leyen

I primi dodici mesi di mandato della Commissione capitanata da Von der Leyen sono stati ricchi di eventi che hanno scosso l’Unione europea alla radice, in senso quasi letterale: I nostri valori fondanti sono stati messi in discussione in ripetute occasioni, ma i 27 commissari hanno dimostrato di saper reagire risolutamente.

I tre pilastri della Strategia di Crescita

In particolare, l’operato dei primi cento giorni ha sin da subito dimostrato l’efficienza di un ‘Esecutivo’ determinato a rilanciare il ruolo dell’Unione nel Mondo rivolgendosi alle sfide di questa generazione e di quelle future: ambiente, digitale ed economia al servizio delle persone.

Il Green Deal europeo, la nuova strategia di crescita per l’UE, è stato il primo pilastro e punto di partenza per la definizione di tutte le strategie e piani d’azione che si sono susseguiti, incentrati intorno all’ambizioso obiettivo di rendere l’UE il primo Continente ad impatto climatico zero entro metà secolo. A questa sono seguite la proposta di Meccanismo per una Transizione Giusta, la proposta di una Prima Legge Europea sul Clima per rendere giuridicamente vincolante gli obiettivi green, e un nuovo Piano d’Azione per l’Economia Circolare.

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Il secondo pilastro a cui è stato dato forma nei tempi preannunciati riguarda il digitale: la Commissione già a Febbraio ha presentato l’Agenda per Plasmare il futuro digitale dell’Europa, con un focus su cyber-sicurezza, istruzione digitale, super-computer e intelligenza artificiale.

Infine, promesse mantenute anche in tema di industrie e occupazione, il terzo pilastro per la crescita. In questo contesto sono state introdotte la nuova strategia industriale europea ed avanzata la proposta di un salario minimo UE, finalizzata di recente.

Il mantenimento delle promesse, tuttavia, non è stato proprio solamente dei primi mesi di mandato, ma ha caratterizzato l’intero percorso della Commissione sino ad oggi, nonostante l’imprevedibile violenza di una pandemia globale.

Una risposta senza precedenti ad una crisi inedita: La solidarietà UE

In un momento in cui ciascuno Stato membro rischiava il collasso dei propri sistemi sanitari prima, ed economici poi, l’intervento – o meglio gli interventi – della Commissione europea si sono rivelati provvidenziali. Con celerità e risoluzione, l’Istituzione di Berlaymont ha coordinato le misure adottate a livello nazionale, supportato i Paesi più in difficoltà stimolando la cooperazione intra-UE e adottato piani d’azione per consentire una quanto più rapida ed efficace risposta al coronavirus, agendo nei limiti dei poteri attribuitile dai Trattati. In altre parole, l’Europa è diventata il cuore pulsante della solidarietà, un valore UE che mai prima di quest’anno ha assunto connotazione così concreta.

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Dalla flessibilità per gli aiuti di Stato e per il Quadro di Bilancio, a SURE per gli aiuti a lavoratori e imprese, dalla concessione di liquidità alle banche, fino a RescEU per assicurare l’approvvigionamento di farmaci e DPI: Solo alcune delle 1104 misure adottate sin da Marzo per contrastare in modo solidale il virus.

La crisi ha dunque segnalato la possibilità di un’Europa più coesa e solidale sul piano sociale ed economico, capace di condividere rischi con adeguate risorse (si pensi ai primi bond emessi nell’ambito di SURE del valore di €17 miliardi a fine Ottobre), ma anche le opportunità che si profilano all’orizzonte.

Un’attenzione particolare alle giovani generazioni

Dopo il superamento della prima ondata è stato infatti il momento di pensare a costruire un’Unione più resiliente agli shock, pur mantenendo l’attenzione anche alle sfide già in agenda – la transizione green e digitale. Coerentemente, il Piano per la ripresa è stato battezzato Next Generation EU (NGEU), sottolineando la necessità di mettere le giovani generazioni al centro della ripresa.

NGEU è un Piano complementare al futuro budget settennale europeo, che aggiunge sostegno finanziario di €750 miliardi ad un budget che verosimilmente metterà a disposizione delle politiche UE €1074 miliardi. Una cifra ineguagliata nei 70 anni di storia europea, che si rivolge ai bisogni dei giovani, offrendo l’occasione per dare vita finalmente a Piani d’Azione per un futuro più sano, sostenibile e prospero.

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Ai giovani guardano, per esempio, il Sostegno all’occupazione giovanile – un ponte verso il lavoro per la prossima generazione, che intende potenziarne l’accesso al mercato lavorativo attraverso il rafforzamento della garanzia per i giovani, più possibilità di formazione e rinnovato impulso all’apprendistato.

Un’Unione geopolitica

Consapevole del suo tradizionale ruolo di leader nei fora internazionali, l’impegno della Commissione è stato anche quello di stringere alleanze con tradizionali e nuovi partners, promuovendo il multilateralismo. Essenziale è stato il ruolo dell’UE nel promuovere una risposta sanitaria globale al Coronavirus: Si ricorda, ad esempio, il costante coordinamento di Von der Leyen con i leader del G20 ed altri partner internazionali che ha portato alla raccolta di risorse per la ricerca di un vaccino, o la capacità della Commissione di stimolare un impegno globale di €9.8 miliardi per garantire l’accesso universale ad trattamenti, diagnosi, e sistemi sanitari in tutto il Mondo.

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Guardando oltre la situazione pandemica, i Commissari si sono attivati anche per la conclusione di partenariati con i vicini Balcani e l’Unione Africana per piani economici e d’investimento in queste regioni.

Per conoscere tutti i dettagli del primo anno di mandato della Commissione europea, clicca qui.

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