Green deal europeo: il Parlamento europeo dice SI e fa +1

Si è tenuto ieri il dibattito sulla proposta della Commissione von der Leyen sulla “svolta verde europea”.

I deputati sostengono il Green Deal europeo e ne sottolineano le sfide, tra cui la necessità di garantire una transizione giusta e inclusiva e il bisogno di obiettivi intermedi elevati.

L’Europarlamento sollecita la Commissione a presentare «una normativa ambiziosa in materia di clima e di portare al 55%, rispetto ai livelli del 1990, l’obiettivo dell’UE per il 2030 in materia di riduzione delle emissioni interne di gas serra». La proposta della Commissione europea aveva portato invece l’asticella dal 40% ad un livello «tra il 50% e il 55%». Inoltre, esorta la Commissione a «presentare quanto prima una proposta in tal senso, onde consentire all’Unione di adottare tale obiettivo con largo anticipo rispetto alla COP26 di novembre». Infine, i deputati europei auspicano l’introduzione di obiettivi intermedi dell’UE per il 2040.

Per prevenire il trasferimento delle emissioni di CO2, data la persistenza di diversi gradi di ambizione in campo climatico su scala mondiale, i deputati chiedono alla Commissione di lavorare a un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere compatibile con l'OMC.

Il nuovo Fondo per la 'transizione giusta' da 7,5 miliardi di euro, presentato dalla Commissione von der Leyen, destinerà all'Italia circa 364 milioni di euro, una parte dei quali potrebbero essere utilizzati per la riconversione di industrie particolarmente inquinanti come l’Ilva di Taranto. La quota italiana del fondo per la 'transizione giusta' è leggermente più bassa di quella francese e un po' più alta di quella spagnola

Se si tiene conto di tutti i 'pilastri' dell''operazione verde' l'Italia potrebbe contare su 4,9 miliardi di euro.

Infatti, oltre al fondo per la 'transizione giusta' da 7,5 miliardi, concorreranno al del Green deal europeo il progetto “InvestEu”, che dovrebbe mobilitare 45 miliardi di investimenti, e gli strumenti di prestito per il settore pubblico presso la Bei e garantito dal bilancio Ue, che dovrebbe mobilitare 25-30 miliardi di investimenti.

Nella risoluzione del PE si ribadisce inoltre la necessità di “eliminare tutti i sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili entro il 2020”.

I deputati sottolineano infine che modificheranno qualsiasi proposta legislativa che non ritengano sufficiente a raggiungere gli obiettivi del Green Deal. Chiedono inoltre obiettivi più elevati per l'efficienza energetica, l'energia rinnovabile, inclusi, per quest’ultima, obiettivi nazionali vincolanti per ogni Stato membro, e una revisione di altre normative UE nel campo del clima e dell'energia entro giugno 2021.

La risoluzione è stata adottata con 482 voti favorevoli, 136 contrari e 95 astensioni.

Acquisito il sostegno del Parlamento europeo, ora la palla passa agli Stati Membri che devono dare seguito ad iniziative inequivocabilmente ambiziose.

Pascal Canfin , presidente della Commissione per l'ambiente ha dichiarato. “Il Parlamento ha sostenuto a stragrande maggioranza la proposta della Commissione sul Green Deal e accolto con favore il fatto che ci sarà coerenza tra tutte le politiche dell'Unione e gli obiettivi del Green Deal. L'agricoltura, il commercio, la governance economica e le altre politiche devono ora essere visti e analizzati nel contesto del Green Deal”.

Il voto del Parlamento europeo che sostiene la svolta verde dell’Unione europea e chiede un impegno ancora più stringente rispetto alla proposta della Commissione, è in linea con i risultati del sondaggio Eurobarometro commissionato dal PE e condotto nell'ottobre 2019, secondo il quale la maggioranza dei cittadini dell'UE ritiene che combattere i cambiamenti climatici e preservare il nostro ambiente, gli oceani e la biodiversità" dovrebbe essere la principale priorità del Parlamento europeo”. I cambiamenti climatici erano già stati indicati come una delle principali ragioni per votare alle elezioni europee dello scorso maggio, in particolare per i giovani. Ora, per la prima volta, i cittadini mettono i cambiamenti climatici in cima all’elenco delle priorità in un Eurobarometro.

Nell’Eurobarometro il 32% degli europei indica la lotta contro i cambiamenti climatici e la salvaguardia dell'ambiente come le questioni più importanti all’esame dei deputati. È il tema più citato in 11 Stati membri, in particolare in Svezia (62%), Danimarca (50%) e Paesi Bassi (46%).

In Italia la lotta ai cambiamenti climatici è - insieme all’immigrazione - il secondo tema che il Parlamento dovrebbe affrontare come priorità (25% degli intervistati). A guidare la classifica è la lotta alla disoccupazione (37%).

La pagina del PE dedicata al dibattito

 

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