Coop spurie. Audizione del consigliere di Cassazione Riverso, forze politiche concordi: “Serve una modifica normativa”

Caliandro (Pd): Una task force per i controlli; Alleva (Aer): torniamo alla legge del governo Prodi; Gibertoni (M5s): reintrodurre reato somministrazione illecita mano d’opera; il presidente Sabattini (Pd): strumenti per distinguere coop spurie da quelle a norma

21/07/2018 11:09

Ascoltato ieri in commissione speciale e di ricerca sulle cooperative cosiddette spurie o fittizie (presieduta da Luca Sabattini) il consigliere della Corte di Cassazione Roberto Riverso. Una relazione, quella dell’ex giudice del tribunale di Ravenna, che ha toccato più punti della condizione lavorativa odierna.

“Le cooperative spurie costituiscono un concentrato di molti dei problemi del diritto di lavoro contemporaneo- ha spiegato Riverso- uno snodo in cui si intersecano aspetti cruciali che attengono agli appalti, alla somministrazione del lavoro, ai distacchi, alla contrattazione collettiva, alla rappresentanza sindacale, all’orario, alle paghe alle condizioni normative e alla giustizia del lavoro. Se si vuole davvero promuovere una maggiore cultura della legalità e dei diritti di chi lavora bisognerebbe iniziare a conoscere i fenomeni illegali e le loro cause. L’illegalità del lavoro conosce tante tipologie, diverse modulazioni di rischi, con diverse gradazioni che tuttavia sono intrecciate tra di loro. Si possono individuare tre macro aree di illegalità: un primo livello contrattuale, fiscale, amministrativo quello del lavoro nero o grigio, un secondo che riguarda una questione sociale, sistemica che coinvolge settori produttivi, territori anche vasti e il terzo è quello che si lega alla normale compressione dei diritti dei lavoratori e di negazione delle garanzie, pur formalmente riconosciute dalla legislazione ma di fatto negarle senza cadere in situazioni di manifesta illegalità”. Il consigliere della Corte di Cassazione ha poi ricordato come la chiave del successo delle cooperative spurie sia la flessibilità del lavoro, la labilità della linea che separa il lecito dall’illecito e la presenza di norme, modificate nel tempo, che creano la compressione dei diritti dei lavoratori.

“Questo consiglio regionale, all’unanimità, ha dato vita a una commissione di studio che non ha precedenti nella storia istituzionale di questa Regione ma nemmeno in quella delle altre. Lo sbocco naturale della commissione è quello di redigere delle proposte per modificare oggi le norme”- ha commentato Stefano Caliandro del Partito democratico. “Le cooperative spurie si inseriscono infatti nelle contraddizioni delle leggi. Noi dobbiamo dare una via condivisa, trasversale e politica a delle suggestioni che stiamo raccogliendo. Dal mio punto di vista la priorità è risolvere la condizione del lavoratore povero: la più grande tragedia di un’intera generazione di persone. Il nostro obiettivo ultimo dovrebbe essere quello di inserire tre, quattro provvedimenti sul tema e dialogare con il governo. Il problema è chi interviene e quando interviene: occorre una modifica di questo sistema. Serve una task force”.

Piergiovanni Alleva di Altra Emilia-Romagna ha sottolineato che “L’articolo 121 della Costituzione permette alla Regione di formulare proposte di legge. Noi dobbiamo riportare in auge la legge 142 (fatta dal governo Prodi), magari modificandola ma cancellando le storture che ha provocato la legge 30 del 2003”.

Da Giulia Gibertoni del Movimento 5 stelle l’invito alla “reintroduzione del reato di somministrazione illecita di mano d’opera. Riportare al centro il lavoro significa riportare al centro una coscienza del lavoro a partire dal lavoratore stesso, che però non è non aiutato in alcun modo perché è stato reso muto”.

Antonio Mumolo (Pd) ha invece rimarcato gli obiettivi della commissione: “Trovare indicatori per rilevare le spurie, capire cosa sia possibile fare per contrastarle e capire come modificare le suggestioni raccolte dalle audizioni in modifiche normative”.

“Vogliamo riuscire a mettere in campo- ha chiosato il presidente LucaSabattini un elemento predittivo per mettere distinguere le cooperative spurie da quelle a norma”.

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