172ª Sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni: i pareri adottati
Nelle giornate del 1 e 2 luglio si è tenuta a Bruxelles la 172ª Sessione plenaria che riunisce i membri del Comitato europeo delle Regioni. Di seguito, una selezione dei pareri che sono stati adottati successivamente alla discussione assembleare.
Meccanismo unionale di protezione civile
Nel parere a cura del relatore Adam Banaszak, consigliere distrettuale di Inowrocław, il CdR accoglie e appoggia l'aumento della dotazione finanziaria del meccanismo unionale di protezione civile, ma avverte che la dotazione proposta di 10,7 miliardi di EUR per sette anni (condivisa con la gestione delle crisi sanitarie) potrebbe rivelarsi insufficiente di fronte alla scala e alla crescente frequenza degli shock climatici.Il Comitato esorta a coinvolgere gli enti locali e regionali in tutte le fasi di gestione delle catastrofi (prevenzione, preparazione e risposta), includendo anche volontari, ONG e terzo settore come partner strategici della protezione civile. Infine, il CdRammonisce le istituzioni europee per l'insufficienza degli sforzi nel potenziare la produzione autonoma di medicinali per le crisi sanitariee per le inefficienze nelle pratiche degli appalti pubblici.
L’agenda 2030 dei consumatori
Nel parere di Adam Ciszkowski, sindaco di Halinów, il Comitato europeo delle Regioni affronta le nuove sfide quotidiane per garantire una migliore tutela dei consumatori. Il Comitato chiede di semplificare la burocrazia per aiutare le piccole e medie imprese (PMI) a vendere all'estero, ma senza mai abbassare i livelli di sicurezza per le persone o per l'ambiente. Il Comitato si sofferma sulla trasparenza nell’ambiente digitale esigendo regole più chiare al fine di vietare le pratiche ingannevoli su internet, come i cosiddetti "dark pattern" (interfacce create per manipolare le scelte) o le caratteristiche che creano dipendenza. Ultimo tema toccato in questo parere è il consumo sostenibile: l’obiettivo del Comitato è frenare il consumo “usa e getta” e promuovere pratiche sostenibili. Per questo motivo, il Comitato sostiene con forza il "diritto alla riparazione", incoraggiando lo sviluppo di poli di riparazione locali e dell'economia sociale, affinché aggiustare un prodotto diventi una scelta facile ed economica. Si chiede infine di combattere duramente il "greenwashing"e di utilizzare etichette trasparenti.
Fondo sociale europeo per il periodo 2028-2034
Con il parere redatto da Tom Jungen, sindaco di Roeser, il Comitato accoglie con favore l’idea di un Fondo Sociale Europeo (FSE) incentrato sulle persone e ne difende l’importanza centrale. In particolare, chiede che al FSE siano garantiti almeno 110 miliardi di EUR (a prezzi 2025) senza frammentarlo in strumenti emergenziali.Il Comitato ritiene, inoltre, che debbano essere le Regioni e gli enti locali a guidare le strategie sul proprio territorio, decidendo insieme agli altri livelli di governo. Infine, il Comitato chiede che il FSE si concentri sulla lotta alla povertà, sostenendo inparticolare giovanie donne. È fondamentale in questo senso garantire un accesso equo a servizi essenziali (tra cui abitazione, formazione, assistenza), perchésolo offrendo servizi di questo tipo, si può dare alle persone il “diritto di rimanere”nei propri Paesi e fronteggiare così lo spopolamento e l’abbandono dei territori.
The "EU Inc." Corporate Legal Framework
Nel parere elaborato da Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio, il Comitato accoglie l’iniziativa “EU Inc.” considerandola un passo cruciale per rafforzare la competitività europeae approfondire l'integrazione del mercato unico. L'obiettivo principale è aiutare le imprese a nascere e a crescere nel mercato unico europeo con meno burocrazia. In quest’ottica, il Comitato chiede di applicare il principio "once-only": le informazioni aziendali dovranno essere fornite una sola volta e poi scambiate in automatico tra le diverse autorità pubbliche.Infine, un punto centrale è la necessità di consentire alle regioni e alle città di utilizzare il regime EU Inc. per rafforzare i propri ecosistemi dell'innovazione. Il Comitato ritiene che questo approccio dal basso trasformerà la diversità territoriale in un vero vantaggio strategico, essenziale per la crescita sostenibile e per garantire ai cittadini e ai talenti il cosiddetto "diritto di rimanere".
Integrare le priorità in materia di clima, energia e ambiente nel quadro finanziario pluriennale
Nel parere presentato dal relatore Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia, il Comitato europeo delle Regioni accoglie l'obiettivo di destinare il 35% del bilancio europeo a clima e ambiente. Tuttavia, avverte che questi fondi non devono essere gestiti in modo esclusivo dai governi centrali tramite un unico piano nazionale. Il Comitato sottolinea, infatti, che un approccio troppo centralizzatorischia di aumentare le disuguaglianze e favorire il "greenwashing". Il Comitato chiede quindi il coinvolgimento obbligatorio degli enti locali e regionali nella decisione e nella gestione dei futuri fondi europei, suggerendo di dedicare almeno il 20% del bilancio a strumenti mirati per i territori. Le città e le regioni chiedono inoltre di ripristinare il programma LIFE come strumento autonomo dedicato esclusivamente all'ambiente e di prevedere finanziamenti diretti e assistenza concreta per i comuni di qualsiasi dimensione che vogliono investire in progetti verdi. Infine, il parere sottolinea la necessità di aiuti specifici per le aree rurali, montane, remote e insulari, che sono più vulnerabili ai cambiamenti climatici e affrontano ostacoli maggiori per realizzare la transizione ecologica.
Il sostegno dell'Unione per la gestione dell'asilo, della migrazione e dell'integrazione per il periodo dal 2028 al 2034
Nel parere di Arnoldas Abramavičius, consigliere comunale del distretto di Zarasai, il Comitato evidenzia che comuni e regioni sono in prima linea nell'accoglienza dei migranti e, per questo motivo, chiede che i fondi europei arrivino in modo diretto, stabile e con meno burocrazia alle amministrazioni locali, per garantire servizi essenziali come alloggi, sanità e integrazione lavorativa. Si richiedono inoltre aiuti speciali per le regioni di frontiera e di transito, sottoposte a una pressione costante. Infine, per fronteggiare le nuove minacce come l'uso della migrazione come arma di pressione politica, si esige che gli enti locali siano coinvolti obbligatoriamente nei piani nazionali e ricevano un supporto tecnico adeguato a gestire le emergenze sul territorio nel pieno rispetto dei diritti umani.
Portafogli europei delle imprese
Nel parere elaborato dal relatore Branislav Zacharides, sindaco di Vrútky, il Comitato accoglie in modo positivo la creazione dei nuovi "Portafogli europei delle imprese". Questo nuovo strumento digitale ha l'obiettivo di semplificare la vita delle aziende che lavorano in Europa, riducendo la burocrazia del 25% per tutte le imprese e addirittura del 35% per le piccole e medie imprese (PMI). Il sistema dovrà basarsi sul principio "once-only": le aziende dovranno fornire i propri documenti e dati una sola volta per accedere a servizi, partecipare ad appalti o chiedere permessi in qualsiasi Paese dell'Unione. Per garantire il successo di questa novità, il Comitato chiede che il sistema sia facile da usare e senza costi eccessivi per le piccole imprese, e che venga accompagnato da adeguate campagne di informazione e formazione per aiutare gli imprenditori a usarlo.Infine, il Comitato chiede all'UE e agli Stati membri di garantire risorse economiche, assistenza tecnica e formazione agli enti locali. L'obiettivo è permettere anche ai comuni più piccoli di aggiornare i propri sistemi digitali e proteggersi efficacemente dai rischi di attacchi informatici, senza essere lasciati soli ad affrontare spese troppo alte.
Politica agricola comune per il periodo 2028-2034
Nel parere guidato dal relatore Piotr Całbecki, consigliere del Voivodato della Cuiavia-Pomerania, il Comitato europeo delle Regioni chiede che i territori abbiano un ruolo centrale e decisionale nella nuova Politica Agricola Comune (PAC). Il Comitato richiede che gli aiuti economici siano rivolti a chi ne ha davvero bisogno, dando priorità ai giovani, alle donne, alle piccole aziende familiari e a chi lavora in zone più difficili come le aree di montagna. Inoltre, il Comitato chiede regole più precise per definire chi è un vero agricoltore, per evitare che i fondi europei finiscano a chi non lavora realmente la terra in prima persona.Per incoraggiare l'agricoltura a usare pratiche più rispettose dell'ambiente e del clima, senza però pesare troppo sui bilanci degli Stati membri, nel parere si suggerisce di ridurre al 20% la quota di fondi nazionali (cofinanziamento) richiesta per sostenere le azioni agro-climatico-ambientali.Infine, tra le priorità indicate emerge un forte sostegno ai mercati locali e alle filiere alimentari corte. L'obiettivo è ridurre i costi di trasporto, aumentare i guadagni di chi produce, garantire cibo fresco ai cittadini e favorire l'acquisto agevolato di prodotti locali e regionali da parte di scuole e altre istituzioni pubbliche.
Regolamento che istituisce Europa globale
Nel parere del relatore Joško Klisović,consigliere comunale di Zagabria,il Comitato appoggia il bilancio di 200,3 miliardi di euro per il nuovo QFP(periodo 2028-2034), che ha come obiettivo rafforzare l'azione dell'Unione Europea nel mondo. Il Comitato chiede che città e regioni siano riconosciute come veri e propri partner strategici nelle politiche estere, e chiede regole più semplici, un accesso più rapido ai fondi europei e una maggiore assistenza tecnica. Il Comitato ribadisce che tutti gli aiuti finanziari verso i Paesi terzi devono essere rigorosamente vincolati al rispetto dei diritti umani, del lavoro e del buon governo democratico.Infine, per quanto riguarda l'Ucraina, si sottolinea che la ricostruzione deve partire dal basso, coinvolgendo direttamente i comuni. Per favorire in generale l'allargamento dell'Unione, si propone di finanziare programmi specifici di scambio, formazione e gemellaggio tra le città europee e quelle dei Paesi candidati.
Il sostegno dell'Unione per la sicurezza interna per il periodo dal 2028 al 2034
Nel parere della relatrice Anne Rudisuhli, consigliera dipartimentale delle Bocche del Rodano, il Comitato europeo delle Regioni chiede che gli enti locali siano coinvolti obbligatoriamente nelle decisioni sui fondi europei per la sicurezza, dato il loro ruolo fondamentale in prima linea nella gestione delle emergenze e della polizia locale. Per evitare che i fondi restino bloccati a livello centrale, si richiede una quota minima garantita per i comuni, meno burocrazia e maggiore assistenza tecnica, specialmente per supportare le piccole realtà e le aree rurali. Infine, il Comitato ricorda che la vera sicurezza si costruisce anche attraverso la prevenzione e la coesione sociale. Si chiede quindi all'Europa di finanziare progetti che offrano opportunità ai giovani, contrastino la violenza di genere e l'emarginazione, affrontando in modo diretto anche i nuovi rischi per le comunità legati ai cambiamenti climatici e ambientali.
Scarica il carosello e scopri cosa è importante per i nostri rappresentanti locali e regionali.





