171ª Sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni: i pareri adottati
Nelle giornate del 6 e 7 maggio si è tenuta a Bruxelles la 171ª Sessione plenaria che riunisce i membri del Comitato europeo delle Regioni. Di seguito, i pareri che sono stati adottati successivamente alla discussione assembleare.
Il programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034
Con il parere sul programma Erasmus+ 2028-2034, presentato dal relatore Roberto Pella, sindaco di Valdengo, il Comitato europeo delle Regioni accoglie favorevolmente la proposta della Commissione europea, ma sottolinea la necessità di un bilancio molto più ambizioso affinché Erasmus+ possa diventare un vero strumento di inclusione sociale e non solo un’opportunità per chi parte già da condizioni più favorevoli. Il Comitato chiede quindi un maggiore sostegno agli studenti con minori opportunità e ai giovani provenienti da territori svantaggiati, rurali o colpiti da spopolamento e isolamento geografico. Il parere invita inoltre a rafforzare la partecipazione delle regioni meno rappresentate alle alleanze delle università europee e a mantenere una gestione decentrata del programma, valorizzando il ruolo degli enti locali e regionali. Tra le priorità indicate emergono anche il rafforzamento dello sport all’interno di Erasmus+, il sostegno alla mobilità nell’istruzione professionale e una distribuzione delle risorse più chiara ed equilibrata per garantire maggiore flessibilità e inclusione.
Programma AGORA EU
Nel suo parere sul programma AgoraEU, presentato dalla relatrice Csaba Borboly, Vicepresidente del Consiglio distrettuale di Harghita, il Comitato europeo delle Regioni accoglie positivamente l’approccio della Commissione europea, definendolo una componente centrale del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale e uno strumento importante per rafforzare i valori condivisi dell’UE. Il parere sottolinea però che l’integrazione di programmi come Europa Creativa e CERV+ non deve compromettere la specificità di ambiti fondamentali come cultura, media, partecipazione civica, uguaglianza e diritti. Viene inoltre ribadito il ruolo essenziale degli enti locali e regionali nell’attuazione concreta delle politiche europee e nella promozione della democrazia sul territorio. Tra le richieste principali emergono anche procedure di accesso ai fondi più semplici e inclusive, un maggiore sostegno aimedia locali e regionali, soprattutto nelle aree rurali, la tutela autonoma del patrimonio culturale e un utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale nei settori culturali e creativi.
FESR e Fondo di Coesione nel bilancio UE post-2027
Il parere di María Guardiola Martín, Presidente della regione Estremadura, sottolinea la necessità di salvaguardare il ruolo, la visibilità e l’impatto di lungo periodo del FESR e del Fondo di Coesione nel bilancio UE post-2027, garantendo al tempo stesso una solida governance territoriale e continuità con Interreg. Si chiede che FESR e Fondo di Coesione restino fondi distinti, con risorse chiare, prevedibili e accessibili a tutte le regioni nei piani di partenariato, evitando una centralizzazione eccessiva che indebolirebbe gli approcci urbani, rurali e transfrontalieri. Il testo evidenzia inoltre il ruolo strategico dei fondi nel sostenere competitività, innovazione, infrastrutture, servizi sociali, casa e transizione climatica, attraverso una logica di sviluppo basata sui territori. Viene ribadita l’importanza di una governance multilivello con pieno coinvolgimento degli enti locali e regionali, mettendo in guardia da flessibilità eccessiva e possibili tagli impliciti.
Horizon Europe: il decimo Programma quadro di ricerca e innovazione
I leader locali e regionali hanno chiesto un bilancio stabile e adeguato per il futuro programma Horizon Europe (2028-2034), insieme a un ruolo più centrale per regioni e città. Nel parere adottato da Anne Besnier, Vicepresidente della regione Centro-Valle della Loira, il CdR ha sottolineato che il bilancio del decimo Programma quadro sulla ricerca e l’innovazione (PQ10) è il minimo necessario per sostenere competitività e coesione e va protetto da possibili tagli. Il CdR evidenzia che ricerca e innovazione devono migliorare concretamente la vita dei cittadini e sostiene il ruolo degli ecosistemi locali. Regioni e città chiedono di essere coinvolte nella governance e nel monitoraggio del Programma. Il Comitato propone anche di rafforzare le “valli regionali dell’innovazione” e di ridurre i divari tra regioni più e meno sviluppate. Infine, chiede migliori sinergie tra PQ10, fondi UE e politiche di coesione, oltre alla creazione di uno status europeo del ricercatore per favorire la mobilità e la distribuzione dei talenti.
La protezione dei bambini e dei giovani nella sfera digitale
Nel parere dalla relatrice Heike Raab,Sottosegretaria di Stato del Land Renania-Palatinato, il CdR sottolinea la necessità di rafforzare la tutela di bambini e giovani nello spazio digitale, evitando però approcci basati su divieti generalizzati dei social media. Il testo chiede soprattutto una maggiore responsabilità delle piattaforme digitali, che dovrebbero garantire ambienti online più sicuri attraverso algoritmi trasparenti, impostazioni adeguate ai minori e sistemi efficaci di verifica dell’età. Il parere evidenzia inoltre i rischi crescenti legati alla vita online, come cyberbullismo, disinformazione, adescamento, contenuti violenti, deepfake e dipendenza digitale, aggravati dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Secondo il Comitato, la responsabilità principale deve ricadere su piattaforme, Stati membri e istituzioni europee, chiamati ad applicare in modo più rigoroso le norme esistenti e a colmare le attuali lacune legislative. Centrale anche il ruolo di scuole, enti locali e servizi sociali nella promozione dell’alfabetizzazione mediatica e nella prevenzione dei rischi digitali attraverso educazione, campagne informative e sostegno alle vittime.
Strategie sulle contromisure mediche
Il Comitato europeo delle Regioni ha approvato un parere che chiede più coordinamento tra livello locale, nazionale ed europeo per gestire meglio le emergenze. Il documento, elaborato da Antonio Aurigemma, Consigliere regionale del Lazio,nasce dalle lezioni della pandemia di COVID-19 e della guerra in Ucraina, che hanno mostrato la necessità di rafforzare la preparazione sanitaria dell’UE. Il CdR sottolinea che molti sistemi sanitari sono gestiti da regioni e città, che devono quindi partecipare alle strategie europee sulle contromisure mediche. Il parere propone investimenti stabili nel bilancio UE 2028-2034 per rendere i sistemi sanitari più resilienti. Secondo il Comitato, solo una collaborazione tra tutti i livelli di governo potrà garantire risposte efficaci alle future crisi sanitarie.
Semplificazione digitale e strategia per l’Unione dei dati
Il Comitato europeo delle Regioni ha adottato un parere, presentato da Peht Granfalk, Consigliere Comunale di Solna, sulla semplificazione digitale e sulla strategia per l’Unione dei dati, chiedendo norme più chiare e applicabili per città e regioni. Il CdR sottolinea che la crescente complessità delle regole su dati e intelligenza artificiale, insieme alla mancanza di risorse e competenze, rischia di rallentare l’innovazione e aumentare il divario digitale, soprattutto nei piccoli comuni. Regioni e città chiedono un quadro normativo più semplice e orientato ai cittadini, per sfruttare i benefici di IA, cloud e condivisione dei dati in sicurezza. Il Comitato propone anche un fondo dedicato all’intelligenza artificiale per supportare le amministrazioni locali e accelerare la digitalizzazione. Infine, evidenzia la necessità di formazione su dati, cybersicurezza e governance digitale per colmare il divario di competenze a livello locale e regionale.
Proteggere i cittadini e la natura dell’inquinamento acustico
Il Comitato europeo delle Regioni sottolinea che l’inquinamento acustico resta un grave problema ambientale e sanitario in Europa, nonostante vent’anni di politiche UE sul rumore. L’esposizione a livelli nocivi non è diminuita in modo significativo e riguarda soprattutto le città, ma anche aree rurali e territori vulnerabili. Il CdR, nel parere adottato da Marieke Schouten, Assessora comunale di Nieuwegein, evidenzia che il rumore non è solo un fastidio, ma un rischio per la salute, con effetti su sonno, cuore e benessere mentale, oltre a impatti sulla biodiversità. Per questo chiede regole più severe, obiettivi vincolanti e limiti allineati alle indicazioni dell’OMS. Infine, propone più sostegno alle città e regioni e una strategia europea più ambiziosa per ridurre il rumore alla fonte e migliorare la qualità della vita.
Regolamento sul meccanismo per collegare l’Europa 2028-2034
Le regioni e le città chiedono un ruolo più importante nel prossimo Meccanismo per collegare l’Europa (2028-2034) per garantire investimenti infrastrutturali più efficaci e coerenti con i bisogni territoriali. Durante la plenaria, il Comitato europeo delle Regioni ha approvato il parere elaborato da Juraj Droba, Presidente della regione di Bratislava, che chiede maggiori fondi per trasporti ed energia nel bilancio UE 2028-2034, sostenendo il rafforzamento delle reti TEN-T e TEN-E per migliorare mobilità, competitività e sviluppo regionale. Il CdR evidenzia però che le risorse attuali non sono sufficienti rispetto alle necessità infrastrutturali europee. Regioni e città chiedono di essere coinvolte in tutte le fasi decisionali e nella governance del programma. Particolare attenzione è data alla coesione territoriale, ai collegamenti transfrontalieri e ai“collegamenti mancanti”, considerati strategici per il mercato unico. Infine, il Comitato propone un MCE più coordinato con le politiche regionali e nazionali, evitando sovrapposizioni con la politica di coesione.
Il futuro dello sviluppo rurale post-2028
Nel parere guidato dal relatore Radim Sršeň, sindaco di Dolní Studénky, il Comitato europeo delle Regioni chiede che lo sviluppo rurale venga riconosciuto come una priorità centrale della politica di coesione europea, sostenuta da finanziamenti dedicati e da un approccio più integrato. Il parere evidenzia come le aree rurali, che rappresentano circa l’80% del territorio dell’UE, continuino a essere strutturalmente sottofinanziate nonostante il loro ruolo strategico per clima, sicurezza alimentare, energie rinnovabili e coesione sociale. Per questo, il Comitato sostiene un maggiore coinvolgimento delle autorità locali e regionali nei processi decisionali e chiede strumenti più flessibili e vicini ai territori. Tra le priorità indicate figurano anche il rafforzamento di programmi territoriali come Leader e Smart Villages, il sostegno all’innovazione nelle aree rurali e unamaggiore attenzione alle esigenze specifiche delle comunità locali nel prossimo bilancio europeo.
Strategia di costituzione delle scorte dell'UE
Il Comitato europeo delle regioni sostiene la strategia UE per migliorare la preparazione alle crisi dopo pandemia e guerra in Ucraina. L’obiettivo è rafforzare la resilienza europea davanti a emergenze sanitarie, climatiche e geopolitiche, garantendo i servizi essenziali. Nel parere elaborato da János Ádám Karácsony, Vicepresidente del Consiglio distrettuale di Pest, il CdRha sottolineato il ruolo chiave di città e regioni nella gestione delle crisi e chiede più coordinamento tra UE, Stati membri ed enti locali. Propone inoltre scorte strategiche comuni, sistemi condivisi di dati e risorse, più esercitazioni e strumenti di allerta rapida. Infine, invita la Commissione europea a garantire finanziamenti stabili e maggiore coinvolgimento delle autorità locali.
Semplificazione degli oneri amministrativi nella legislazione ambientale
Il Comitato europeo delle Regioni ha adottato un parere, presentato dalla Vicepresidente della regione Occitania, Nadia Pellefigue,sulla semplificazione digitale e sulla strategia per l’Unione dei dati, chiedendo norme più chiare e applicabili per città e regioni.Il CdR sottolinea che la crescente complessità delle regole su dati e intelligenza artificiale, insieme alla mancanza di risorse e competenze, rischia di rallentare l’innovazione e aumentare il divario digitale, soprattutto nei piccoli comuni. Regioni e città chiedono un quadro normativo più semplice e orientato ai cittadini, per sfruttare i benefici di IA, cloud e condivisione dei dati in sicurezza. Il Comitato propone anche un fondo dedicato all’intelligenza artificiale per supportare le amministrazioni locali e accelerare la digitalizzazione. Infine, evidenzia la necessità di formazione su dati, cybersicurezza e governance digitale per colmare il divario di competenze a livello locale e regionale.
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