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Europa. Sessione europea 2018: Aula approva revisione normativa. Stop euro 4 dal 2020, scontro maggioranza-opposizione

Mozione di censura all’assessore Gazzolo dalle opposizioni (“Confusione anche sui camini”). La maggioranza reagisce: “Norma chiara, fanno campagna elettorale permanente”

17/10/2018 17:27

L’Aula ha approvato il progetto il progetto di legge d’iniziativa della Giunta “Attuazione della sessione europea regionale 2018 – Abrogazioni e modifiche di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali”, che semplifica il sistema normativo regionale, in attuazione del principio di miglioramento della qualità della legislazione contenuto nella legge regionale 18/2011 e del principio di revisione periodica della normativa previsto a livello europeo. Ha votato a favore il Pd, astenuti Ln e Fi e Misto-Mns, contrari M5s, Fdi, Si, Misto-Mdp e Misto.

Le opposizioni hanno annunciato la presentazione di una mozione di censura dell’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo, accusata di aver fatto confusione sulle misure applicative del Piano aria.

Il relatore Giorgio Pruccoli (Pd), in chiusura di dibattito, ha parlato di “manovra a tenaglia di Ln e M5s contro la maggioranza sul tema delle misure per garantire la qualità dell’aria, con il preciso obiettivo di intestarsi ogni merito scaricando sul Pd qualsiasi responsabilità, anche quando le norme erano chiare e incontrovertibili come quelle sui camini aperti”. I nuovi campioni del populismo – ha concluso – pagheranno presto la campagna elettorale continua e permanente in cui hanno trascinato il Paese, nella gestione della quale recitano con spregiudicatezza tutte le parti, dal governo all’opposizione.

Per Igor Taruffi (Si), sulla regolamentazione degli impianti a biomassa legnosa per il riscaldamento domestico, “c’è ancora tanta confusione”. Quando le istituzioni, ha spiegato, “producono atti, devono spiegarli in modo preciso, veicolare informazioni corrette”. Il provvedimento, ha ribadito, “non prevede limitazioni e divieti sull’utilizzo di stufe a pellet, camini aperti e barbecue”. Andrea Bertani (M5s), sempre su stufe e caminetti, ha sollecitato l’attivazione di campagne informative sul provvedimento, anche attraverso l’attivazione di un numero verde e di pagine web dedicate, chiedendo anche la programmazione di incentivi per sostituire i vecchi impianti, oltre all’istituzione del catasto dei generatori di calore. Sull’emendamento relativo al Piano regionale dell’aria 2020 (Pair 2020), sottoscritto da Massimiliano Pompignoli (Ln) e Michele Facci (Misto-Mns), finalizzato a specificare che i camini aperti sono esclusi dai divieti contenuti nella delibera della Giunta regionale attuativa del Pair, altro botta e risposta tra consiglieri di opposizione e di maggioranza. I primi – ai proponenti si sono aggiunti Giancarlo Tagliaferri (Fdi) e Andrea Galli (Fi) – determinati a chiedere chiarezza sulla delibera applicativa del Pair, evidenziando la sussistenza di un disallineamento che ha creato confusione sia sull’utilizzo dei camini aperti sia sulla precisa delimitazione dei comuni montani. I secondi, Giorgio Pruccoli (Pd) e Igor Taruffi (Si) decisi a dimostrare come le norme siano chiare e non possano essere interpretate in modo strumentale per fare propaganda.

Un nuovo botta e risposta maggioranza/opposizioni si è registrato sull’esame degli emendamenti, uno a firma Tagliaferri (Fdi) e uno a firma Pompignoli (Ln) e Facci (Misto-Mns), sui veicoli diesel Euro 4, di fatto superati da quello presentato dalla Giunta che posticipa al 1° ottobre 2020 l’entrata in vigore delle limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 4 previste dal Piano regionale dell’aria (Pair), disponendo una serie di misure compensative (blocco del traffico dopo 3 giorni di superamento continuativo del valore limite giornaliero di PM10; due domeniche ecologiche al mese di blocco del traffico). Per Ln, Fi, Fdi e Misto-Mns la maggioranza ha fatto confusione tanto da dover fare retromarcia. Diversa la posizione del M5s, che, rinnovando i propri dubbi sulla legittimità dell’utilizzo di questo progetto di legge per introdurre modifiche alle misure applicative del Piano aria, ha deciso di non partecipare al voto. Di contro, Pd, in particolare con il capogruppo Stefano Caliandro, Si e Misto-Mdp hanno accusato le opposizioni di fare disinformazione per mero calcolo elettorale.

Degli emendamenti presentati, oltre a quello della Giunta ne sono stati approvati due. Il primo, a firma Roberta Mori, Antonio Mumolo (Pd) e Daniele Marchetti (Ln) finalizzato a “trasferire dalla Giunta all’Assemblea legislativa l’ufficio della Consigliera o del Consigliere di parità regionale, dotandolo del necessario supporto tecnico-organizzativo”. Il secondo, a firma di Michele Facci (Misto-Mns), teso a modificare l’articolo 9 della legge regionale n. 30 del 1998 in materia di trasporto pubblico regionale, introducendo, in tema di servizi minimi, l’obbligo di garantire e facilitare il pendolarismo scolastico e lavorativo e la fruibilità dei servizi da parte degli utenti, in particolare le strutture sociosanitarie e amministrative, “con condizioni di trasporto dignitoso e adeguato a tutela soprattutto degli utenti deboli quali minori, anziani e disabili”.

Al progetto di legge sono state abbinate 5 risoluzioni: una di Michele Facci (Misto-Mns), una del Pd, primo firmatario Paolo Calvano, una della Ln, a prima firma Massimiliano Pompignoli, una di Andrea Bertani (M5s) e una di Andrea Galli (Fi). Solo quella del Pd è stata approvata. L’atto d’indirizzo impegna la Giunta a “prevedere incentivi per l’adeguamento o la sostituzione dei generatori di calore a biomassa per uso domestico non conformi alle norme vigenti”.

(Luca Govoni e Cristian Casali)

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