Minori. Inchiesta Val d’Enza, Garante regionale: “evitare diffondersi sfiducia in operato Servizi sociosanitari

08.07.2019

Minori. Inchiesta Val d’Enza, Garante regionale: “evitare diffondersi sfiducia in operato Servizi sociosanitari

Di seguito l’intervento integrale della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Maria Clede Garavini, riguardo all’inchiesta sui minori in Val d’Enza, nel reggiano:

La situazione dei Servizi della Val d’Enza, così come continua ad essere rappresentata dai media in questi giorni, ci impone di fornire ulteriori precisazioni per evitare il diffondersi della sfiducia nei confronti dell’operato di tutti i Servizi sociali e sanitari generata – come sottolineato dall’Associazione dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia nel comunicato dell’1.7.2019 – da “semplificazione dei fatti, non approfonditi né contestualizzati, specie in una materia di grandissima complessità e delicatezza la cui trattazione richiederebbe un elevato livello di specializzazione…”.

I Servizi sociali e sanitari da tempo sono impegnati a tutelare e curare bambini e adolescenti al fine di favorire le condizioni necessarie al loro benessere e alla loro salute. Ciò richiede grande attenzione alla protezione e al sostengo delle relazioni familiari e agli aiuti da mettere in atto a supporto dei compiti genitoriali. Nel loro operare, tali Servizi agiscono in collaborazione con diverse istituzioni nonché svariati soggetti, pubblici e privati, in un’ottica di lavoro multidisciplinare e di corresponsabilità in attuazione delle norme e delle disposizioni vigenti.

La violenza ai bambini a opera di adulti, oggetto di attenzione di questa Garante, è ancora diffuso. E’ noto che maltrattamento e abuso incidono profondamente nello sviluppo, producendo traumi e stati psicopatologici importanti se non adeguatamente osservati, valutati e curati. Ciò soprattutto se derivano dalle persone che dovrebbero assicurare protezione, aiuto e sicurezza. I dati (a livello nazionale e regionale) riportano una realtà sempre più complessa e diffusa ma, soprattutto, delicata da fare emergere rispetto alle dinamiche familiari coinvolte.

Proprio per affrontare queste situazioni così impegnative, la Regione Emilia-Romagna ha emanato fin dal 2013 il documento “Linee di indirizzo regionale per l’accoglienza e la cura di bambini e adolescenti vittime di maltrattamenti/abuso”, che indicano un percorso dettagliato di prevenzione, valutazione e presa in carico. Nei piani sociali e sanitari dei singoli territori, sono dettagliate le modalità organizzative e le prassi operative in risposta ai bisogni dei soggetti in età evolutiva, che rispecchiano le caratteristiche dei diversi contesti territoriali.

L’accoglienza, l’ascolto e l’aiuto dei bambini e degli adolescenti rimangono, comunque, processi articolati dal punto di vista tecnico e altamente coinvolgenti a livello relazionale; implicano una formazione approfondita, specifica e un confronto continuo fra i professionisti coinvolti nel rispetto degli specifici codici deontologici e di appropriati riferimenti scientifici.

Le competenze professionali maturate e sedimentate negli anni nell’ambito dei Servizi di questa Regione e continuamente aggiornate, anche se in questo frangente sono messe alla prova da tante sollecitazioni, continuano a rappresentare un patrimonio a salvaguardia delle persone di minore età, in particolare in condizioni di grave vulnerabilità.

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