Minori. Inchiesta Val d’Enza, Garante Garavini: “Accertare quanto accaduto in modo rigoroso”

02.07.2019

Minori. Inchiesta Val d’Enza, Garante Garavini: “Accertare quanto accaduto in modo rigoroso”

“Se i ‘fatti’ venissero verificati, le prime vittime sarebbero i bambini, lesi nei loro diritti fondamentali, poi le famiglie lacerate nelle relazioni, nella identità, violate nelle specifiche funzioni, e anche i numerosi servizi e professionisti che svolgono con impegno e rigore le loro funzioni di protezione, di cura dei bambini e degli adolescenti, oltre a noi rappresentanti dei diritti e l’intera comunità”. È Clede Maria Garavini, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, a intervenire sulla vicenda dei presunti abusi su minori in provincia di Reggio Emilia.

Occorre, aggiunge Garavini, “accertare quanto accaduto in modo rigoroso e puntuale: non devono diffondersi dubbi, ombre sull’operato di tutti i servizi il cui funzionamento complessivo è di qualità, solido, sostenuto da percorsi formativi e da un aggiornamento costante”. I professionisti, spiega poi la Garante, “nel loro operato, seguono metodologie e tecniche studiate, sperimentate, e hanno un confronto interdisciplinare costante”. Faccio fatica, rimarca, “a pensare che quanto avvenuto a Reggio Emilia sia stato realizzato davvero, sono disorientata e amareggiata”. Esiste, prosegue, “nel nostro territorio una cultura organizzativa e professionale consolidata e i ‘fatti’, così come sono rappresentati, sono lontani dalle modalità gestionali e operative comunemente praticate, per questo sono stupita e disorientata da quanto si legge e si ascolta”. Seguiremo, ha concluso, “l’evolversi della situazione e collaboreremo nel rispetto delle competenze di tutti i soggetti coinvolti”.

Azioni sul documento

archiviato sotto: