Trasparenza. Rivoluzione nella PA con l’accesso agli atti “senza limiti”, giuristi e giornalisti a confronto in Assemblea/ foto

Incontro a Bologna sull’utilizzo dello strumento “Foia”: chiunque può accedere ai documenti senza motivare la richiesta e, quindi, senza dover dimostrare l’esistenza di un interesse specifico. Accordo tra Parlamento regionale e Università di Bologna per la formazione dei giovani giornalisti

23/11/2017 14:58

“Viene introdotto un vero e proprio ‘diritto all’informazione amministrativa’, da anni riconosciuto nella maggior parte dei paesi europei, che consente ai cittadini di esercitare un controllo generalizzato sulle pubbliche amministrazioni, di partecipare alla vita pubblica e di svolgere un’azione di contrasto rispetto alle pratiche corruttive”. Il Difensore civico regionale, Gianluca Gardini, è intervenuto all’incontro Foia, istruzioni per l’uso che si è tenuto in mattinata a Bologna nella sala Guido Fanti dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

I cittadini, ha spiegato Gardini sul Foia, “non sanno ancora che hanno questo diritto, il compito dei giornalisti è quindi duplice: devono informare su questo strumento e, nel loro ruolo di ‘cani da guardia’ verso il potere, possono utilizzarlo a loro volta”. I veri titolari del bene dell’informazione pubblica, ha quindi rimarcato, “sono i cittadini”.

Con il Foia (Freedom of information act), legge dello Stato da un anno, chiunque ha diritto ad accedere ai documenti delle pubbliche amministrazioni senza necessità di motivare la richiesta e, quindi, senza dover dimostrare l’esistenza di un interesse specifico. I cittadini potranno quindi, per fare solo alcuni esempi, verificare i livelli di raccolta differenziata nel proprio quartiere, scoprire quanto spendono gli uffici pubblici per la bolletta elettrica, sapere quanto guadagnano i politici, ottenere la lista degli immobili sfitti di proprietà di un comune e accertare la gestione del contenzioso giudiziario di un ente locale. L’accesso generalizzato rappresenta inoltre un prezioso strumento di inchiesta nelle mani dei giornalisti, che potranno sottoporre le amministrazioni pubbliche a un controllo più penetrante.

L’amministrazione è obbligata a rispondere alla richiesta entro 30 giorni con un provvedimento espresso e motivato. L’accesso potrà essere rifiutato dalle amministrazioni a seguito di una valutazione effettuata caso per caso, esclusivamente nell’ipotesi in cui la conoscenza dei dati richiesti possa recare un pregiudizio concreto a un interesse, pubblico e privato, tra quelli indicati nella stessa norma.

All’incontro (evento formativo accreditato dall’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna e dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna) è stato annunciato l’avvio di una collaborazione tra l’Assemblea legislativa e la scuola di giornalismo dell’Università di Bologna: il parlamento dell’Emilia-Romagna sosterrà la formazione specifica all’uso del Foia dei giovani cronisti che frequentano il master post laurea dell’Alma Mater.

Il Foia è uno strumento importante, ha evidenziato Enrico Carloni, docente all’Università di Perugia e collaboratore dell’autorità anticorruzione Anac. “In primo luogo per il giornalista, essendo portatore del diritto di cronaca, per indagare sull’attività delle pubbliche amministrazioni”. Un modello, ha aggiunto relativamente ai limiti sull’utilizzo dell’accesso generalizzato, “di piena trasparenza: tutto è conoscibile da chiunque ma con limiti specifici a tutela dell’interesse pubblico e dell’interesse privato”.

Giampiero Moscato, caporedattore dell’Ansa Emilia-Romagna e direttore della testata In Cronaca del Master in giornalismo dell’Università di Bologna, ha sottolineato come l’accesso agli atti sia un “elemento che contribuisce ad accrescere la trasparenza, e dunque è democratico”. Il Foia, ha poi rimarcato, “rappresenta un passo in avanti ma ha dei problemi, il giornalista fa la domanda per un pubblico il più ampio possibile che chiede risposte in tempi accettabili, il limite dei 30 giorni deve essere superato”.

La giornalista Elisa Murgese, anche in rappresentanza dell’associazione Diritto di sapere, ha parlato di casi concreti di Foia inoltrati da operatori dell’informazione: “su 800 richieste inviate il 73 per cento non ha ricevuto risposta, nel 17 per cento dei casi la risposta è stata soddisfacente e nel 10 per cento dei casi è stata parzialmente soddisfacente o non soddisfacente”. I dinieghi, ha poi spiegato, “legati alle procedure sono stati il 21 per cento; quelli impropri, che non rientrano nel decreto, sono stati il 35 per cento”.

La presidente del Corecom dell’Emilia-Romagna, Giovanna Cosenza, sul tema trasparenza ha parlato del rapporto tra studenti e pubblica amministrazione, “gli studenti hanno associato il concetto di trasparenza ai termini chiarezza, semplicità, verità, utilizzabilità e accessibilità. Circa il 20 per cento è a conoscenza della possibilità di poter ottenere le informazioni in possesso della pubblica amministrazione, mentre il 15 per cento è entrato in contatto con gli uffici della Regione Emilia-Romagna”.

Maurizio Ricciardelli, responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza della Regione Emilia-Romagna, ha posto l’accento sul modello legislativo adottato dall’ente. “Il concetto di trasparenza si esprime attraverso l’elemento della pubblicazione degli atti e dei documenti e attraverso il diritto d’accesso”. La pubblica amministrazione, ha poi rimarcato, “in questi anni è cambiata, vuole la trasparenza e crede nell’anticorruzione”.

Il direttore generale dell’Assemblea legislativa, Leonardo Draghetti, aveva aperto i lavori dando la parola per i saluti al vicepresidente dell’Assemblea legislativa Fabio Rainieri, che in seno all’Ufficio di presidenza segue il settore informazione e comunicazione. Rainieri ha sottolineato come lo sforzo della comunicazione dell’Assemblea sia di rendere l’istituzione “più pluralista e più accessibile ai cittadini possibile” e ha evidenziato come il sostegno dell’Assemblea alla formazione dei giovani giornalisti sia un’esperienza abbastanza inedita in Italia. Il questore dell’Ufficio di presidenza, Giorgio Pruccoli, ha parlato del protocollo di intesa tra l’assessore regionale alla legalità Mezzetti e alcune associazioni di enti del territorio regionale, per la costituzione della “Rete per l’integrità e la trasparenza”, un impegno, ha rimarcato “collegato al lavoro che sta alla base della legge regionale 18 sulla legalità, approvata un anno fa: c’è la continua necessità di adeguare le risposte alle diverse forme di illegalità”.

Il docente dell’Università di Bologna e direttore del master in giornalismo Fulvio Cammarano ha evidenziato sul Foia: “Lo strumento dell’accesso agli atti come chiave di trasparenza è un’idea incisiva, che deve però essere trasformato in realtà, il funzionamento deve ancora essere messo a regime”. Cammarano, storico di professione, ha poi parlato del Master in giornalismo attivato a Bologna. Il caporedattore del Tgr Rai Emilia-Romagna e consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Antonio Farnè, ha definito il Foia come un’opportunità: “Si avvicina il palazzo ai cittadini e si allargano i confini della libertà di stampa”.

(Cristian Casali)

« Torna all'archivio

Azioni sul documento