Difesa civica e disabilità

L'art. 9 della Convezione Onu per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dall'Italia nel 2009, dispone che "Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita, gli Stati Membri adottano misure adeguate a garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, sia nelle aree urbane che in quelle rurali".

Nonostante negli ultimi trent’anni si sia verificata una radicale trasformazione nel modo di considerare la disabilità e tanti siano i passi compiuti per garantire la piena applicazione dell'art. 9 della Convenzione, nel 2014 il tema si è imposto all’attenzione della Difesa Civica come questione emergente. In particolare, due sono le esigenze emerse: l’individuazione di strumenti che consentano una maggior comprensione di un fenomeno altamente complesso e differenziato e la necessità per la difesa civica di rispondere in modo puntuale alle richieste dei cittadini con disabilità che lamentino la violazione dei propri diritti, nel tentativo di individuare e suggerire soluzioni mirate che, al contrario, ne favoriscano il pieno rispetto e l’effettività.

Rientra in questo ambito lo studio sul tema delle barriere architettoniche, realizzato nell'anno appena trascorso, dal quale sono emerse alcune criticità normative, a livello nazionale e regionale.

La legge nazionale (n. 13 del 1989) e il successivo regolamento di attuazione (D.M. 236 del 1989), hanno introdotto il concetto di "adattabilità”, ovvero la possibilità di modificare nel tempo, a costi limitati, lo spazio costruito, per renderlo agevolmente fruibile anche da chi presenti una ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Si tratta di "accessibilità" differita, potenziale quindi ma non effettiva e in quanto tale più debole: la legge non fissa infatti un termine entro il quale debba essere tramutata in accessibilità "in atto", rischiando così di rimanere una disposizione meramente programmatica. A livello regionale, va inquadrata in una ottica di omogeneità sul territorio nazionale la posizione della Regione EmiliaRomagna che è orientata a negare la concessione di contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche per edifici costruiti dopo al sua entrata in vigore. Una posizione che andrebbe il più possibile correlata a quella assunta da altre Regioni che hanno invece emanato circolari volte a garantire almeno l’adattabilità degli edifici costruiti dopo il 1989, senza assegnare alcuna rilevanza al criterio temporale di realizzazione dell’edificio. 

Nell'azione di approfondimento del tema dei diritti per i cittadini con disabilità sono previsti anche approfondimenti finalizzati all’espressione di pareri “pro veritate” o suggerimenti giuridici del Difensore Civico relativamente all’interpretazione e applicazione di normative riguardanti la disabilità. Oltre al tema della regolarità degli edifici pubblici preesistenti alla normativa (art.9, L. 13/89), ad esempio, anche sulla possibilità di differenziare i permessi auto in base a tipologie diverse di disabilità e la possibilità di dare accesso alle ZTL di utenti di altri comuni evitando percorsi di informazione/auorizzazione complessi e faticosi per l’utente.

Nel 2016 l'ufficio del Difensore civico in collaborazione con l'Università di Ferrara ha proceduto alla mappatura degli uffici/servizi pubblici che erogano servizi o procedure specifici relativi agli interventi sulla disabilità: ne è nata la guida "Disabilità e diritti in Emilia-Romagna. Istruzioni per l'uso", presentata lo scorso 6 novembre in un incontro pubblico. La pubblicazione mette a disposizione degli utenti un quadro e degli itinerari utili a trovare risposte alle singole questioni che riguardano la disabilità. L'esperienza fino ad oggi maturata dalla difesa civica sul tema della disabilità ha dimostrato quanto l'ascolto dei bisogni dei cittadini costituisca un'ineliminabile premessa per un intervento di difesa dei diritti, quantomeno sotto il profilo del costante monito alle Pubbliche Amministrazioni ad attivarsi per rimuovere condizioni discriminatorie, dove possibile.

Guida "Disabilità e diritti. Istruzioni per l'uso"

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